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C'è la legge sul tasso alcolemico Serve un etilometro omologato

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C'è la legge sul tasso alcolemico Serve un etilometro omologato
Primo Piano del 04 marzo 2010 | 12:20

È stata redatta la legge sui limiti di consumo dell’alcol, senza però aver previsto in alcun modo uno strumento preciso di misurazione, al fine di dare a tutti la tranquillità di poter rispettare la legge: un alcoltest omologato, che sia uguale a quello che devono utilizzare le forze dell’ordine



Già nel settembre 2008 scrivevo: «L'Italia è il paese delle mode e delle enfatizzazioni iperboliche. è vero che la guida in stato di ebbrezza è un vero pericolo per tutti ma è anche vero che c'è una esagerazione mediatica nel comunicare tout court l'ebbrezza come ubriachezza e il vino come sinonimo di alcol... Anche far credere che l'alcol sia la causa di tutti gli incidenti stradali più devastanti le vite degli individui e delle famiglie è forse un'esagerazione. Probabilmente l'alcol è il mezzo oltre che l'occasione per lo sballo… Il consumo di un buon vino al pasto è cosa sicuramente diversa dall'assunzione a digiuno di questi 'beveroni alcolici” ivi compresi gli aperitivi a base di vino rosso da 14 o 15 gradi alcolici. Il vero problema sta a monte e cioè nella personalità di chi cerca lo sballo attraverso l'alcol».

Riprendendo lo stesso tema nel marzo 2009 scrivevo «che anche per l'alcol siamo alla moda demagogica di cavalcare l'onda senza sapere dove erano gli scogli». Mi riferivo alla campagna in favore della tolleranza zero per chi guida. E più avanti nell'articolo scrivevo che «all'improvviso sembra che tutti i più terribili incidenti stradali siano causati solo dall'abuso anche lieve di alcol... viene criminalizzato proprio il vino come sinonimo di alcol e di sostanza negativa, capace da sola di determinare l'incidente».

Inoltre affermavo che questa campagna, con l'aiuto della crisi e insieme alla mancanza di un alcoltest omologato, ha portato a una drastica riduzione dei consumi. Non solo di vino in verità, ma il consumo di vino ha subito un calo che a mio parere è più di un campanello d'allarme. Potrebbe essere l'inizio di un vero crollo dell'interesse per il mondo enologico e per la cultura enogastronomica che lo accompagna.

A oggi in pochi hanno capito l'importanza di avere a disposizione sul mercato un alcoltest omologato. Cioè un alcoltest che sia uguale a quello che le forze dell'ordine devono usare, almeno in prima istanza, per avere la certezza di rispettare i limiti di legge.

Immaginiamo per un momento che nei centri abitati si debba andare ai 50 km/h, che ci siano controlli in tutte le strade con ritiro immediato della patente e che le automobili fossero completamente sprovviste di contachilometri. A che velocità andremmo tutti? Sicuramente non più dei 20-30 km/h. Una cosa analoga è accaduta per i consumi di vino fuori casa. La mancanza di sistema di misurazione semplice e preciso (uguale a quello delle forze dell'ordine) che dia la sicurezza di rispettare i limiti di legge ha creato ansia in chi deve guidare (anzi terrore di ritiro della patente) e ha come conseguenza questo calo dei consumi...

Attenzione dunque. Ogni consumo non essenziale è determinato in gran parte dalla cosi detta propensione al consumo che ha sempre notevoli risvolti di valutazione individuale e psicologica. Se il vino assume connotazioni di negatività, collettiva e del singolo, il crollo non sarà solo momentaneo o limitato. E come ho già detto nell'articolo di dicembre dell'Arcante, avrà effetti che toccheranno l'insieme della nostra cultura enogastronomica e non solo il prodotto vino...

Non potendo far molto sulla crisi e poco sulle mode giornalistiche, concentriamo gli sforzi nel richiedere alle autorità competenti l'alcol test omologato. Non sarà la risoluzione di tutti i problemi ma almeno eliminerà il terrore di ritiro della patente e la potente sensazione psicologica di negatività che questo scatena attorno al mondo del vino.

Mi dispiace che l'andamento dei consumi, specie quelli al ristorante, mi abbiano dato ragione ma questo è un motivo in più per denunciare la scarsa incisività dell'azione di tutti quanti vivono attorno all'economia sviluppata dall'universo vino e dalla cultura che lo accompagna. Non dimentichiamo anche la responsabilità di chi ha voluto una legge sui limiti senza darci uno strumento preciso per poter rispettare questi limiti. In pratica è come se i responsabili della viabilità, invece di mettere i contachilometri in macchina, si fossero limitati a dire all'autista 'vai piano”.

Non so se sia possibile o se possa essere utile, ma credo che una campagna di sensibilizzazione e di protesta dell'insieme dei consumatori sia rimasta una delle ultime possibilità per risolvere in modo responsabile il problema. Io voglio rispettare la legge ma datemi gli strumenti adeguati e precisi per poterlo fare.

* Delegato provinciale Ais Mantova


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