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La crisi erode la vacanza di massa 5 milioni e mezzo di partenze in meno

La crisi erode la vacanza di massa 5 milioni e mezzo di partenze in meno
La crisi erode la vacanza di massa 5 milioni e mezzo di partenze in meno
Pubblicato il 29 giugno 2011 | 12:23

Secondo l’indagine di Confesercenti-Swg per l’estate 2011 33,5 milioni di italiani andranno in vacanza, ovvero 7 italiani su 10 (erano 8 nel 2010). La durata media sarà di 12 giorni, ma il 30% taglierà una settimana e la spesa si ridurrà del 20%. Lampedusa? Uno su due ci andrebbe senza problemi

«Se le regalassero un viaggio a Lampedusa ci andrebbe?». Un italiano su due dice sì secondo il sondaggio Confesercenti-Swg sulle vacanze estive. Un 49% che sa di messaggio solidale verso l'isola che da mesi è al centro del dramma degli sbarchi. Inoltre un altro 22% ci andrebbe sia pure con qualche preoccupazione. Solo il 29%, uno su tre, risponde 'no, grazie».

Eppure anche nel 2011 la crisi erode la vacanza di massa: secondo il sondaggio Confesercenti-Swg quest'anno partiranno 33,5 milioni di italiani (erano 39 milioni nel 2010), 7 italiani su 10, uno in meno dell'anno scorso. Resteranno fuori casa in media 12 giorni, spendendo mediamente poco più di 800 euro, il 20% in meno del 2010, per una spesa complessiva di 27 miliardi di euro.

Due italiani su 10 si sposteranno, ma restando nei paraggi della loro città, magari scegliendo la seconda casa o un campeggio.  Rispetto agli anni scorsi emerge una tendenza figlia della crisi: più che tagliare le ferie si rinuncia direttamente alla vacanza senza recuperarla in altri periodi dell'anno. Vacanze soprattutto amare per gli anziani: quasi il 30% degli ultrasessantenni dichiarano che non si muoveranno.

Più vacanzieri gli abitanti del centro Italia, meno quelli che vivono nelle regioni del sud. Tra i fattori che influenzano maggiormente la scelta del luogo per trascorrere le vacanze il 42% del campione intervistato indica il reddito disponibile, a cui fa seguito un 23% di 'timorosi”che predilige la sicurezza del luogo di vacanza. Una vacanza all'insegna della condivisione è la scelta del 14% dei 'compagnoni” che non partirebbe mai senza il gruppo di amici. Infine non mancano mai 'gli ansiosi”, un buon 13%, condizionati dalla preoccupazione per la crisi economica.

Il bisogno di sicurezza caratterizza anche le vacanze all'estero, frenate dal terrorismo: il timore 'contagia” il 31% del campione intervistato. Spunta anche la paura di vendette per la morte di Bin Laden (16%) e delle rivolte nel Nord-Africa (13%). in ribasso invece le angosce da epidemie e da eventi naturali malgrado il terremoto del Giappone e gli allarmi alimentari.

LampedusaGli italiani si consolano con cucina, ristoranti, ma anche tv e computer portatile: fra le abitudini in vacanza cresce l'attenzione per le specialità enogastronomiche locali (dal 32 al 35%) e la voglia di gustare la cucina locale al ristorante (dal 27 al 33%). Cresce il numero di coloro che non dimenticano di essere teledipendenti (guarda la tv il 20%, nel 2010 era il 17%), e soprattutto quasi un italiano su tre non si separa dal suo computer da usare per la posta e lavorare. Dunque più computer e meno libri, anche se rimane alto il numero di coloro che leggono quotidiani (44%) o leggono un libro (54%).

Andare via ma informati su tutto quello che sta accadendo, proprio tutto: internet la fa da padrone e si comincia dalle prenotazioni, sempre di più  fai-da-te (è ormai quasi uno su due, ovvero il 44%), poi prima di chiudere casa ecco che in massa guardano le previsioni del tempo (il 76%), controllano le ultime notizie attraverso i media (74%), si informano su possibili disagi come gli scioperi (68%), si documentano  sugli eventuali rischi del luogo di vacanza (72%). Niente sorprese e niente avventure, quando si parte si sa già tutto.

Vacanze attive più che di riposo: ed ecco che il 61% dichiara di passeggiare volentieri, il 27% fa nuoto, il 15% va in bici, il 12 per cento partecipa ad attività di spiaggia, il 9% fa trekking, il 7% corre. Viceversa scende dal 23% al 21% la quota di coloro che vanno in vacanza soprattutto per riposare.

Come nel 2010 la vacanza media durerà 12 giorni (prima della crisi nel 2008 era di 14 giorni). Scende ancora la spesa media che nel 2008 era di 1.056 euro ed ora si riduce ad 823 euro.

Non cambia invece il mese preferito per le ferie: agosto con il 52% ma, anche questo segno di crisi, salgono di 5 punti giugno (al 17%) e di uno settembre al 18%, i mesi normalmente meno gettonati e meno costosi.

Un italiano su due (52%) resterà nel nostro paese. Il 17% sceglierà un paese dell'Europa mediterranea, il 10% il Nord Europa, il 3% gli Stati Uniti. E fra i Paesi Europei continua il predominio della Spagna (25%), ora però insidiata dalla Grecia (22%, nel 2010 era solo il 13%). Mentre restano a distanza la Francia, la Gran Bretagna, la Croazia.

In Italia la regione più gettonata è la Sicilia, poi Puglia, Toscana, Emilia Romagna, Sardegna e le montagne del Trentino Alto Adige.  Dopo anni di relativo declino il mare tiene le posizioni: se nel 2006 quasi un plebiscito lo eleggeva a vacanza ideale (il 73%) ora gli affezionati della tintarella sono il 48%. Poi città d'arte e montagna.

Mare soprattutto per il sole e l'abbronzatura, ma anche perché l'aria di mare è salutare. Mare per la bellezza dell'ambiente naturale, ma anche per fare il bagno. Vacanza caute nelle spese, ma non si rinuncia alle comodità ed ai servizi. Di conseguenza si registra un forte balzo in avanti della scelta di alberghi e pensioni (dal 33% del 2010 al 40% del 2011), mentre sono in calo le case di proprietà e quelle in affitto.

E fra gli alberghi salgono nelle preferenze quelli con  tre stelle (dal 66 al 68%) e 4 stelle (da 22% al 24%). Infine, vacanze sempre più tecnologiche: internet è il servizio più richiesto. Poi dopo la piscina, ecco la tv satellitare.

«Vacanze prudenti, in leggero calo, con meno soldi. C'è la crisi - sottolinea Confesercenti - c'è cautela, ma manca una precisa strategia turistica del nostro Paese. Restano aperte 'ferite gravi” come la carenza di una politica forte di sostegno alle imprese del settore, per innovare e per promuovere il territorio e l'Italia. Diventa sempre più rilevante la necessità di ridurre l'IVA sul settore, più alta dei nostri concorrenti, così come pesa la mancanza di un portale Italia, fondamentale per la promozione turistica del nostro Paese».
 

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