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di Rossana Verdier
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Lo vedo, lo sento, lo mangio Quando i bimbi ascoltano "mamma tv"

Lo vedo, lo sento, lo mangio Quando i bimbi ascoltano
Lo vedo, lo sento, lo mangio Quando i bimbi ascoltano "mamma tv"
Pubblicato il 18 aprile 2012 | 11:23

Junk food o non junk food? Questo dilemma i bambini lo risolvono guardando la tv, i cui spot sono cruciali nel determinarne le scelte alimentari. Lo ha dimostrato Christopher Ferguson della Texas A&M International university, che spinge i genitori a essere migliori promotori di una dieta sana


Mangiare sano e fare sport. Questa la ricetta per una vita sana, che però non sembra convincere una buona parte della popolazione, che soffre di obesità. E d'altra parte bisogna dar loro atto che l'alimentazione che si ha da adulti è fortemente influenzata dall'educazione. Ma di chi?

A quanto pare non sono solo i genitori ad influenzare le scelte dei loro pargoli, ma anche mamma tv ha il suo bell'effetto. Lo ha dimostrato Christopher Ferguson, coordinatore di un'équipe di ricercatore della Texas A&M International university, che ha messo alla prova 75 bambini dai 3 ai 5 anni.

Una parte di essi ha guardato un cartone animato con interruzioni pubblicitarie riguardanti le patatine fritte, le cosiddette french fries, mentre l'altra metà ha svolto la stessa operazione, con spot riguardanti uno snack sano, delle fette di mela.

In seguito ai bambini è stato chiesto di scegliere un buono per acquistare il cibo che preferivano: patatine o frutta, prima senza l'aiuto di mamma e papà, poi con il loro consiglio (ovviamente orientato verso la merenda più salutare).

I risultati: il 71% del primo gruppo (spot delle patatine) ha scelto il junk food senza l'intervento dei 'grandi”, con l'aiuto del quale invece la quota è scesa al 55%. Riguardo al secondo gruppo (spot della mela a fette), in un primo momento solo 46% ha scelto le patatine, percentuale ulteriormente calata al 33% dopo l'intervento genitoriale.

Cosa ci dicono questo dati? Sicuramente che la tv influenza i bambini molto più di quanto pensiamo, ma anche che quanto più i genitori sanno essere convincenti, tanto più questo effetto viene annullato.

Confermando questa ipotesi, lo stesso Ferguson conclude: «Invece di concentrarsi sul divieto di pubblicità di alcuni alimenti ai bambini, gli addetti ai lavori e le istituzioni devono concentrarsi sulle modalità per promuovere la diffusione di scelte alimentari più sane».

Dunque la ricerca pubblicata sul Journal of Pediatrics lascia intendere che, come solito, non ci si deve soffermare tanto a demonizzare il mezzo di comunicazione, ma piuttosto concentrarsi nell'offrire un'alternativa accattivante a certi modelli ritenuti 'diseducativi”, magari sfruttando la tv stessa a nostro vantaggio.

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