Menu Apri login

Quotidiano di enogastronomia, turismo, ristorazione e accoglienza
giovedì 09 aprile 2026  | aggiornato alle 18:18 | 118530 articoli pubblicati

Langosteria: obiettivo polo della ristorazione di lusso più importante al mondo

Buonocore Hospitality Group evolve da Langosteria in un gruppo multibrand con ambizioni internazionali. Il piano al 2030 prevede crescita di fatturato, nuove aperture e sviluppo di format distinti tra ristorazione e mixology. Al centro del progetto restano identità dei brand, solidità finanziaria e valorizzazione del capitale umano

09 aprile 2026 | 16:39
Langosteria: obiettivo polo della ristorazione di lusso più importante al mondo
Langosteria: obiettivo polo della ristorazione di lusso più importante al mondo

Langosteria: obiettivo polo della ristorazione di lusso più importante al mondo

Buonocore Hospitality Group evolve da Langosteria in un gruppo multibrand con ambizioni internazionali. Il piano al 2030 prevede crescita di fatturato, nuove aperture e sviluppo di format distinti tra ristorazione e mixology. Al centro del progetto restano identità dei brand, solidità finanziaria e valorizzazione del capitale umano

09 aprile 2026 | 16:39
 

Il sogno è. «diventare il gruppo di ristorazione di lusso più importante al mondo». Così, al Sole 24 OreEnrico Buonocore sintetizza la visione alla base della nascita di Buonocore Hospitality Group (BHG), evoluzione naturale di un percorso iniziato 19 anni fa con la prima Langosteria a Milano. Da allora il gruppo ha ampliato la propria presenza con format e location in Italia e all’estero, fino alle più recenti aperture e a nuovi progetti in fase di sviluppo.

Dalla crescita del brand alla struttura di gruppo

La trasformazione in gruppo multibrand non rappresenta una rottura con il passato, ma un’evoluzione organizzativa. «Cambia il nome ma non gli obiettivi e i principi di fondo che ci hanno guidato negli anni» spiega Buonocore. L’intento è quello di affiancare a Langosteria nuove insegne, con identità distinte e sviluppi verticali. Tra le iniziative più recenti si inseriscono i progetti avviati a Palazzo Fendi, insieme a Langosteria Montenapoleone, e nuovi format come Pepe - Barra Italiana, che propone una rilettura della tradizione gastronomica italiana in chiave condivisa, con la cucina al centro dell’esperienza e il bancone come elemento di relazione tra ospiti e brigata.

La galassia Langosteria

Langosteria è stata fondata da Enrico Buonocore nel 2007, con l’apertura del primo ristorante in via Savona 10 a Milano. Oggi rappresenta il nucleo di Buonocore Hospitality Group (BHG), realtà multibrand con presenza in Italia e all’estero. Il gruppo comprende diversi format, tra cui ristoranti fine dining, concept contemporanei e progetti dedicati alla mixology.

Tra le location più rilevanti figurano Milano (alla storica sede di via Savona si sono aggiunte il Bistrot e Montenapoleone), Paraggi, St. Moritz e Parigi, con ulteriori aperture previste a Londra e Porto Cervo. Accanto ai ristoranti anche nuovi format come Pepe - Barra Italiana e Ally’s Bar, dedicato alla mixology.

Il modello punta a unire esperienza gastronomica, identità distintive e forte attenzione al servizio, con una clientela ricorrente elevata. Sostenuto anche da partner industriali e finanziari, tra cui la famiglia Ruffini, il gruppo ha avviato un percorso di espansione con l’obiettivo di consolidarsi tra i principali player globali dell’alta ristorazione.

Accanto a questo nasce anche Ally’s Bar, dedicato alla mixology, pensato come spazio complementare ai ristoranti del gruppo. A Milano il format si sviluppa su due terrazze, mentre l’obiettivo è replicarlo nei futuri progetti, incluso quello previsto a Porto Cervo. Il gruppo guarda inoltre a nuove sperimentazioni: lo spazio che ospitava il Café in zona San Babila sarà trasformato in un format ancora in fase di definizione, con apertura prevista tra la fine dell’anno e l’inizio del 2027. Restano infine i Bagni Fiore di Paraggi, indicati come possibile modello replicabile in altre destinazioni.

Espansione internazionale e piano al 2030

Nel piano industriale tracciato da BHG rientra anche l’espansione internazionale. Tra le città osservate figura New York, con particolare attenzione a location in Manhattan che, secondo le valutazioni del gruppo, potrebbero sostenere investimenti significativi in termini di affitti e ritorni. A livello economico, l’obiettivo è ambizioso ma definito: raggiungere entro il 2030 un fatturato compreso tra 180 e 200 milioni di euro, rispetto ai 68 milioni registrati nel 2025. La crescita prevista riguarda anche la marginalità, con un Ebitda stimato in aumento fino a 28-30 milioni. Attualmente Langosteria è presente a St. Moritz (Svizzera) e Parigi ed è prevista un'apertura a Londra.

Enrico Buonocore, fondatore di Langosteria
Enrico Buonocore, fondatore di Langosteria

Secondo quanto illustrato, alcuni format stanno già mostrando risultati rilevanti, come nel caso di Langosteria Montenapoleone, che registra una media di 600 clienti al giorno e un fatturato in progressiva crescita. Il piano di sviluppo si basa su una struttura finanziaria articolata, che combina risorse interne e capitali esterni. Gli investimenti previsti ammontano a circa 43 milioni di euro, sostenuti anche da operazioni di rafforzamento patrimoniale già effettuate. Come sottolinea Giovanni Mondelli, amministratore delegato finanza di BHG, il modello è fondato su una marginalità media elevata per singolo ristorante, supportata da accordi con partner industriali e immobiliari. L’approccio punta a integrare competenze operative e solidità finanziaria, mantenendo una struttura di finanziamento coerente con la crescita del gruppo.

Al centro del modello resta la gestione dell’esperienza del cliente e del capitale umano. «Il valore si costruisce attraverso le persone», afferma Buonocore. L’obiettivo è creare un ambiente in cui il cliente trovi un’accoglienza immediata e riconoscibile, elemento che contribuisce alla fidelizzazione. Il dato sulla clientela ricorrente, stimato tra il 30% e il 40%, rappresenta un indicatore importante della continuità del modello. Parallelamente, il gruppo dichiara un tasso di turnover inferiore al 20%, un elemento non comune nel settore della ristorazione. La crescita passa anche dalla formazione e dal coinvolgimento del personale, con un approccio basato su responsabilità condivisa e partecipazione al progetto. Un modello che punta a stabilizzare i flussi e a garantire coerenza nell’esperienza offerta nei diversi format del gruppo.

Ruffini e le due strade dell’alta ristorazione

Il piano di sviluppo di Langosteria è sostenuto anche dalla famiglia Ruffini, entrata nel 2018 con il 40% nel capitale per sostenere l’espansione del brand. Un’operazione simile a quella impostata successivamente sempre da Rufini con la famiglia Cerea e il gruppo Da Vittorio. Eppure si tratta di due realtà diverse, che puntano sull’alta cucina e su un consolidamento (quando non un’espansione) all’estero. Se Da Vittorio rappresenta un’alta cucina più tradizionale, legata al mondo delle stelle Michelin e che punta sull’esclusività che questo comporta, il format Langosteria è di tutt’altra natura, ma mantiene la stessa ambizione internazionale. La famiglia Ruffini ha quindi scelto di investire nel fine dining tenendosi aperta ogni possibilità, in attesa di capire in che direzione andrà davvero l’alta cucina.

Astice: uno dei piatti iconici di Langosteria, che punta a diventare il gruppo di ristorazione di lusso più importante al mondo
Astice: uno dei piatti iconici di Langosteria, che punta a diventare il gruppo di ristorazione di lusso più importante al mondo

Due format, stesse piazze

Curiosamente, poi, molte località condividono già locali sia dell’uno che dell’altro gruppo. A Milano Langosteria conta su quattro ristoranti, mentre Da Vittorio è presente con DaV e con la consulenza a Terrazza Gallia, oltre che con due format targati Louis Vuitton (DaV e Cafè). In Liguria, invece, la famiglia Cerea ha puntato su Portofino, mentre Langosteria è a Santa Margherita Ligure.  Il bistellato Da Vittorio a St. Moritz condivide la località elvetica con un locale di Buonocore, che ha aperto anche a Parigi dove si trova anche Il Carpaccio (1 stella Michelin), sempre della famiglia Cerea.

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
Voglio ricevere le newsletter settimanali


Comavicola
Caviar Import
Serena Wines
Brita
ROS

Comavicola
Caviar Import
Serena Wines

Brita
Julius Meiln
Vini Alto Adige