Menu Apri login

Quotidiano di enogastronomia, turismo, ristorazione e accoglienza
lunedì 15 giugno 2026  | aggiornato alle 18:29 | 119808 articoli pubblicati

Pos, commissioni tagliate: cambieranno i margini di bar e ristoranti?

Firmato al Mef il nuovo Protocollo d’intesa sui pagamenti elettronici per ridurre i costi delle transazioni POS nei pubblici esercizi. L'accordo punta a tagliare le commissioni sui micro- pagamenti sotto i 10 e i 30 euro per le imprese con ricavi fino a 400.000 euro. Previsti modelli standard per confrontare le tariffe bancarie e tetti commerciali estesi fino a 750.000 euro di fatturato

15 giugno 2026 | 15:48
Pos, l'accordo sulle commissioni può cambiare i margini di bar e ristoranti
Pos, l'accordo sulle commissioni può cambiare i margini di bar e ristoranti

Pos, commissioni tagliate: cambieranno i margini di bar e ristoranti?

Firmato al Mef il nuovo Protocollo d’intesa sui pagamenti elettronici per ridurre i costi delle transazioni POS nei pubblici esercizi. L'accordo punta a tagliare le commissioni sui micro- pagamenti sotto i 10 e i 30 euro per le imprese con ricavi fino a 400.000 euro. Previsti modelli standard per confrontare le tariffe bancarie e tetti commerciali estesi fino a 750.000 euro di fatturato

15 giugno 2026 | 15:48
 

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha ospitato la sigla del nuovo Protocollo d’intesa per i pagamenti elettronici. Il testo rappresenta il consolidamento e l'estensione dell'impegno istituzionale avviato nel luglio 2023 dal Governo, nato per incrementare la trasparenza e ridurre i costi di accettazione delle carte di credito, debito e prepagate. L'accordo, che ha validità biennale e il parere favorevole dell'Antitrust, vede tra i firmatari Abi, Apsp, Assofin, Cna, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti e Fipe.

Pos, commissioni tagliate: cambieranno i margini di bar e ristoranti?

Con l'estensione delle offerte commerciali fino a 750mila euro di ricavi annui, il provvedimento punta a tutelare anche i ristoranti di medie dimensioni

Il rilancio della misura poggia sui risultati della precedente sperimentazione, introducendo correzioni strutturali per i pubblici esercizi. Il focus rimane la mitigazione dei costi per le transazioni inferiori a 30 euro, con una specifica attenzione rivolta alle operazioni di importo non superiore a 10 euro. Il provvedimento non introduce tuttavia un azzeramento automatico dei costi di cassa. «Qui non si parla di azzeramento delle commissioni», precisa Luciano Sbraga, direttore del Centro Studi di Fipe. «Qui si parla di offerte secondo uno schema standard che è stato allegato al protocollo, dove viene indicato quali sono le condizioni delle commissioni e quali sono i costi del Pos».

L'architettura del testo mira a stimolare una dinamica competitiva tra i diversi istituti di credito sul mercato nazionale. «Secondo uno schema fondato sulla comparabilità e la trasparenza», aggiunge Sbraga, «è evidente che ci sarà la tendenza a fare offerte competitive perché poi queste vengono comparate e quindi uno sceglie quale prestatore utilizzare».

Chi beneficia del bonus Pos: i limiti di fatturato per bar e ristoranti

Il raggio d'azione dell'accordo stabilisce tetti specifici basati sui ricavi annui delle aziende, in modo da calibrare l'efficacia dei sostegni. I prestatori di servizi di pagamento promuoveranno iniziative promozionali per esercenti con ricavi fino a 400.000 euro annui. Tali offerte dovranno mantenere una durata minima di 12 mesi.

La soglia dei 400.000 euro di fatturato, che rischiava di penalizzare le imprese di medie dimensioni collocate nei centri urbani, viene estesa attraverso una seconda fascia di garanzia. «Il limite dei 400 è superato dal fatto che i prestatori devono fare anche almeno un'altra offerta fino a 750 mila euro di ricavi», spiega Sbraga, illustrando i vincoli normativi della trattativa. «Il protocollo ha un punto di partenza che è la legge di bilancio del 2023. È evidente che non abbiamo le mani libere, noi avremmo voluto mettere un tetto molto più alto, ma poi devi fare i conti anche con la controparte (i fornitori del servizio, ndr)».

Pos, commissioni tagliate: cambieranno i margini di bar e ristoranti?

La standardizzazione dei moduli inviati al Cnel consentirà agli esercenti un confronto immediato e lineare delle tariffe applicate dai diversi operatori

L'intervento è focalizzato sulla tutela delle realtà imprenditoriali con minore capacità di negoziazione diretta con il comparto bancario. «L'imprese più grandi hanno un potere contrattuale superiore», rileva il direttore del Centro Studi Fipe. «Di solito sono i piccoli che subiscono le condizioni di mercato sfavorevoli. Uno più grande dovrebbe essere in grado di contrattare meglio con i propri fornitori di servizi». Le risPoste del mercato potrebbero comunque produrre un effetto di trascinamento Positivo: «L'esperienza ci dice che poi le banche fanno offerte che a volte non guardano solo ai piccoli di fatturato».

Trasparenza bancaria e confronto delle tariffe tramite il Cnel

Un pilastro del protocollo risiede nella standardizzazione contrattuale, concepita per eliminare le asimmetrie informative e le spese occulte. Questo intervento si inserisce in un quadro più ampio di semplificazione per il settore, che vede anche l'introduzione delle nuove regole per bar e ristoranti sulla conservazione delle ricevute Pos, mirate ad alleggerire gli adempimenti burocratici a carico dei gestori. Le nuove proposte tariffarie utilizzeranno schemi standard di rappresentazione sintetica dei costi del Pos. I dati saranno pubblicati sui siti degli operatori e trasmessi al Cnel sia in formato pdf sia in formato elaborabile, implementando uno strumento utile per la comparazione delle tariffe Pos.

Pos, commissioni tagliate: cambieranno i margini di bar e ristoranti?

La diffusione dei pagamenti contactless nei ristoranti richiede strumenti di trasparenza tariffaria per evitare che le commissioni penalizzino i gestori

La trasparenza delle condizioni tariffarie rappresenta il principale incentivo per la riduzione delle commissioni. «L'obiettivo nostro era quello di fare un sistema che promuovesse comparabilità e trasparenza», conclude Sbraga, «perché se c'è più comparabilità e più trasparenza poi chi fa le offerte le fa per vincere sul mercato, quindi fai offerte che sono più appetibili».

La federazione di categoria avvierà programmi di informazione interna per supportare gli associati nel monitoraggio delle tariffe disponibili. «Verrà fatta un'azione di comunicazione e anche di guida a scegliere correttamente», conferma il direttore. La standardizzazione dei moduli renderà l'esame dei costi immediato per gli operatori: «Le analisi verranno pubblicate sul sito del Cnel. Lo schema è uguale per tutti i prestatori di servizi, per cui se nella carta di credito europea c'è scritto 1%, fai presto a capire se un altro mette altre percentuali».

Nel testo finale del protocollo viene infine ribadito l'impegno istituzionale delle sigle d'impresa: «Le associazioni rappresentative degli esercenti si impegnano a divulgare i contenuti del Protocollo presso i propri associati e ad informarli sulle ulteriori iniziative in materia di trasparenza e comparabilità delle condizioni di accettazione degli strumenti di pagamento elettronici, per favorire scelte di acquisto dei servizi di pagamento più convenienti in base alle specifiche necessità». Spetterà dunque alle sigle di categoria supportare attivamente i gestori di bar, alberghi e ristoranti nell'analisi delle nuove proposte commerciali per ottimizzare i costi di cassa.

Le prospettive del mercato e la sfida dell'effettiva applicazione

L’efficacia del nuovo assetto non si misurerà dunque sul piano normativo, bensì sulla reale reattività delle dinamiche concorrenziali tra i prestatori di servizi finanziari. La centralizzazione dei dati e l’adozione di un modello espositivo unico offrono ai pubblici esercizi uno strumento inedito per esercitare il proprio potere di scelta, scardinando i nodi storici delle asimmetrie contrattuali. Resta da verificare la tempestività con cui gli istituti di credito territoriali tradurranno l’accordo politico in soluzioni commerciali concrete; parallelamente, l'attenzione dei gestori resta alta anche sulla gestione dei disservizi tecnici della rete, per cui è fondamentale conoscere i diritti e doveri fra clienti e ristoratori se il Pos non funziona. La semplificazione burocratica rappresenta un solido punto di partenza, ma la riduzione dell'impatto dei costi fissi sui bilanci aziendali dipenderà interamente dalla capillarità e dall'attrattività delle offerte che verranno progressivamente depositate.

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
Voglio ricevere le newsletter settimanali


Bonduelle
Suicrà
Doumix
Elle & Vire

Bonduelle
Suicrà
Doumix

Elle & Vire
Consorzio Garda Doc
Perrier Jouet