IDENTITÀ PERSA
Cambia logo e ristoranti, i clienti scappano: ora salta anche la manager
Il piano di rilancio di Cracker Barrel ha cancellato parte dell'identità rustica che ne aveva decretato il successo. Proteste e calo delle vendite hanno costretto la catena al dietrofront e al cambio della ceo Julie Masino
Voleva ringiovanire la propria immagine. Il risultato, però, è stato ben diverso: ha perso clienti, è stata costretta a fare marcia indietro e, alla fine, ha cambiato anche la ceo (amministratore delegato). Negli Stati Uniti, il caso Cracker Barrel, una delle catene di ristorazione più note del Paese, sta diventando un piccolo manuale su come una modernizzazione mal gestita possa trasformarsi rapidamente in un problema commerciale.
Cracker Barrel cambia amministratore delegato
Come riferisce l’Associated Press, Julie Masino lascerà infatti la guida della società e sarà sostituita da David Deno, manager con una lunga esperienza nel settore e già amministratore delegato di Bloomin’ Brands. Il cambio al vertice arriva al termine di una fase particolarmente complicata per l’azienda, segnata dalle polemiche sul rinnovamento del marchio e dalle difficoltà registrate dall’attività.
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Cracker Barrel è una delle insegne più riconoscibili della ristorazione americana, con oltre 600 ristoranti e un’identità costruita attorno all’immaginario della vecchia America rurale. La sua proposta combina cucina tradizionale, arredamenti rustici e il caratteristico emporio annesso ai locali, diventato nel tempo parte integrante dell’esperienza offerta ai clienti.
Il nuovo logo e i ristoranti più moderni
I problemi sono esplosi con il progetto avviato per rinnovare l’immagine della catena e renderla più moderna. L’azienda aveva deciso di modificare il logo, eliminando la storica figura dell’uomo seduto accanto alla botte che lo accompagnava da decenni. Parallelamente, aveva iniziato a trasformare anche gli interni dei ristoranti, sostituendo parte dell’atmosfera rustica con ambienti più luminosi e contemporanei.
La reazione di una parte della clientela è stata durissima. Quello che l’azienda considerava un semplice aggiornamento estetico è stato percepito da molti clienti come la cancellazione dei tratti che avevano reso Cracker Barrel immediatamente riconoscibile. Di fronte alle proteste, la catena ha quindi ritirato il nuovo logo e rallentato il progetto di trasformazione dei locali. Nel frattempo, però, le difficoltà si sono riflesse anche sull’andamento dell’attività.
La lezione lasciata dal caso Cracker Barrel
Ora è arrivato anche il cambio al vertice. E la lezione va ben oltre le vicende di una catena americana poco conosciuta in Italia: modernizzare un ristorante non significa necessariamente cancellarne i codici storici. Quando l’atmosfera, l’arredamento e l’immagine fanno parte dell’esperienza tanto quanto ciò che arriva nel piatto, togliere la polvere può essere utile. Togliere l’identità, molto meno.

