Dai campi europei ai mercati italiani, l’estate 2026 fotografa un sistema alimentare attraversato da dinamiche differenti: alcune materie prime rallentano dopo le tensioni degli ultimi mesi, mentre altre iniziano a mostrare nuovi segnali di pressione. I dati di Areté e le rilevazioni di Bmti e Italmercati evidenziano un quadro articolato, dove olio di girasole stabile, uova in calo, zucchero in possibile rialzo e una forte disponibilità di ortofrutta stagionale raccontano un mercato in continua evoluzione.

Olio di girasole stabile ma con prospettive di maggiore disponibilità

Nel comparto dell’olio di girasole grezzo, le quotazioni sui principali porti europei hanno mantenuto un andamento sostanzialmente stabile dopo la lieve correzione registrata nel mese precedente. Secondo Areté, il mercato continua a essere condizionato da approvvigionamenti ancora contenuti. Al 19 luglio, le importazioni di olio di girasole dell’Unione Europea hanno raggiunto circa 1,64 milioni di tonnellate, un livello inferiore del 15% rispetto allo scorso anno e alla media delle ultime tre campagne.

Prezzi alimentari sotto osservazione: calano uova e pomodori, cresce lo zucchero
Al 19 luglio, le importazioni di olio di girasole dell’Unione Europea hanno raggiunto circa 1,64 milioni di tonnellate, un livello inferiore del 15% rispetto allo scorso anno

Le prospettive per il futuro indicano però un possibile aumento dell’offerta. La Commissione Europea stima per la campagna 2026/27 una produzione utilizzabile pari a 3,9 milioni di tonnellate, in crescita del 18%, mentre l’offerta complessiva potrebbe raggiungere 6,4 milioni di tonnellate, con un incremento del 13%. A frenare il recupero del comparto contribuisce tuttavia la revisione al ribasso delle rese medie europee del girasole, passate da 2,08 a 1,94 tonnellate per ettaro a causa del peggioramento delle condizioni climatiche in alcune aree produttive.

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Prezzo delle uova in calo grazie al riequilibrio del mercato europeo

Il settore delle uova registra invece una fase di progressiva riduzione dei prezzi iniziata ad aprile. A livello europeo, il prezzo medio ha segnato a luglio un calo dell’8% rispetto a giugno 2026 e del 20% dall’inizio della fase discendente. Le quotazioni hanno raggiunto i livelli più bassi da ottobre 2024, pur restando ancora superiori del 15% rispetto alla media del periodo 2021-2025.

Anche in Italia il trend è simile: il prezzo delle uova da allevamento in gabbia, rilevato dalla CUN, è diminuito del 9% rispetto a giugno e del 23% dall’inizio di aprile. Secondo Areté, il calo è legato a diversi fattori: la riduzione stagionale della domanda, il miglioramento dell’autosufficienza europea e il rallentamento degli effetti dell’influenza aviaria.

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Il prezzo delle uova da allevamento in gabbia è diminuito del 9% rispetto a giugno e del 23% dall’inizio di aprile

Nei primi sette mesi del 2026 sono stati registrati 305 focolai in Europa, ma dopo un solo caso a giugno non sono emerse nuove segnalazioni a luglio. In Italia, invece, non si registrano nuovi episodi negli allevamenti dal marzo 2026. Sul fronte degli scambi, nei primi cinque mesi dell’anno le importazioni europee di uova sono cresciute del 93%, con Ucraina e Turchia principali fornitori, mentre le esportazioni sono diminuite del 28%.

Zucchero europeo: prezzi bassi ma nuove tensioni all’orizzonte

Il mercato dello zucchero presenta uno scenario differente. Nella campagna corrente i prezzi europei Spot e Consegnato Centro-Nord Italia si sono mantenuti sui livelli medi più bassi degli ultimi cinque anni grazie a una disponibilità elevata di prodotto, rese positive e scorte iniziali ai massimi pluriennali. Negli ultimi mesi, però, le quotazioni hanno iniziato a crescere: tra febbraio e luglio il prezzo Spot Europa è aumentato dell’8,4%. Il motivo principale è legato alle aspettative sulla campagna 2026/27, per la quale la Commissione Europea prevede una produzione di 14,1 milioni di tonnellate, in calo del 15% rispetto alla stagione precedente e ai minimi dal 2013.

Prezzi alimentari sotto osservazione: calano uova e pomodori, cresce lo zucchero
Tra febbraio e luglio il prezzo Spot Europa dello zucchero è aumentato dell’8,4%

La riduzione delle superfici coltivate a barbabietola da zucchero e il calo delle rese potrebbero riportare l’Unione Europea a una posizione di importatore netto dopo tre campagne consecutive da esportatore. A pesare sulle prospettive produttive sono anche le condizioni climatiche: il bollettino Mars (uno degli strumenti utilizzati dall’Unione Europea per stimare rese agricole, stato delle colture e prospettive produttive prima della raccolta) ha rivisto al ribasso le rese previste, soprattutto in Francia e Germania, a causa delle temperature elevate e della minore disponibilità idrica. Resta inoltre attiva la sospensione del Regime di Perfezionamento Attivo per lo zucchero grezzo, entrata in vigore il 27 maggio e valida per un anno, una misura destinata a modificare gli equilibri degli approvvigionamenti europei.

Mercati alimentari estivi: pomodori protagonisti e prezzi più convenienti

L’estate 2026 porta sui mercati italiani una forte disponibilità di prodotti ortofrutticoli stagionali, con particolare attenzione ai pomodori, protagonisti di una fase caratterizzata da abbondanza e quotazioni in diminuzione. Secondo La Borsa della Spesa di Bmti e Italmercati, il prezzo dei pomodori è sceso dell’8,4% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, offrendo ai consumatori un’ampia scelta di varietà.

il prezzo dei pomodori è sceso dell’8,4% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno
Il prezzo dei pomodori è sceso dell’8,4% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno

Tra le principali tipologie disponibili si trovano il pomodoro ciliegino, con quotazioni all’ingrosso comprese tra 1,80 e 2 euro al chilo, il datterino fino a 2,50 euro al chilo, il Piccadilly tra 1,30 e 1,80 euro al chilo e il pomodoro lungo rosso da sugo intorno agli 0,80 euro al chilo. Anche altri ortaggi estivi mantengono una buona disponibilità: le melanzane vengono scambiate tra 0,80 e 1,30 euro al chilo, mentre i cetrioli resistono al caldo con prezzi stabili intorno a 1,40 euro al chilo.

Frutta estiva tra cali di prezzo e differenze territoriali

Nel comparto della frutta fresca, le dinamiche risultano differenti a seconda dei prodotti e delle aree di produzione. Le nettarine stanno concludendo la campagna con prezzi in calo del 4,2% nell’ultima settimana e del 19% su base annua. Situazione più articolata per le angurie: le grandinate che hanno interessato alcune zone del Mantovano hanno sostenuto i prezzi al Nord, dove si attestano intorno a 1 euro al chilo, mentre l’abbondante produzione laziale mantiene le quotazioni più basse nel Centro-Sud, con valori vicini a 0,30 euro al chilo.

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Le pesche nettarine stanno concludendo la campagna con prezzi in calo del 4,2% nell’ultima settimana e del 19% su base annua

In lieve aumento invece i prezzi dei meloni, passati da circa 1 euro al chilo fino a 1,50 euro in base al calibro, anche a causa delle difficoltà produttive registrate in alcune aree settentrionali. L’uva da tavola è nel pieno della stagione con le produzioni pugliesi e siciliane. La varietà Vittoria bianca ha registrato un calo del 6,9% settimanale, scendendo sotto i 2 euro al chilo, mentre le varietà senza semi mantengono valori più elevati, intorno ai 4,50 euro al chilo.

Pesce estivo: disponibilità stagionale nonostante il fermo pesca

Sul fronte della pesca italiana, il mare mosso ha rallentato alcune attività nel Tirreno, ma i mercati continuano a offrire diverse specie stagionali a prezzi accessibili. Tra i prodotti disponibili figurano il tonnetto alletterato, con prezzi tra 5,50 e 6,50 euro al chilo, le sardine, intorno ai 3 euro al chilo e fino a circa 1,50 euro nelle aree tirreniche, e le alici, con quotazioni comprese tra 3 e 7 euro al chilo.

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Il prezzo delle sardine si attesta intorno ai 3 euro al chilo e fino a circa 1,50 euro nelle aree tirreniche

Restano positive anche le condizioni delle cozze, abbondanti e stabili tra 2,50 e 3,50 euro al chilo, mentre il caldo inizia a rappresentare una criticità per alcuni allevamenti dell’Adriatico. Buona disponibilità anche per moscardini e pesce spada, rispettivamente fino a 13 euro al chilo e tra 14 e 21 euro al chilo per le pezzature più pregiate.