STOP AGLI ACCESSI
Caldo anomalo sul Bernina: chiude il rifugio più alto della Lombardia
Il Cai Valtellina ha disposto lo stop immediato agli accessi al Marco e Rosa De Marchi-Agostino Rocca: le alte temperature hanno modificato il manto nevoso e provocato crepacci e instabilità lungo i percorsi
Il rifugio il più alto di Lombardia, il Marco e Rosa De Marchi-Agostino Rocca, sul Bernina, ha chiuso con effetto immediato a causa delle condizioni delle vie di accesso, compromesse dal caldo anomalo che sta colpendo nelle ultime settimane il nostro Paese. La decisione è stata annunciata dal Cai Valtellina e resterà in vigore fino a quando la montagna non tornerà nuovamente percorribile in sicurezza.
Il caldo rende troppo rischiosi gli accessi al rifugio
Situata a 3.609 metri di quota, in Valmalenco, la struttura, come anticipato, è il rifugio più alto della Lombardia ed è una delle mete più frequentate dagli alpinisti che raggiungono il gruppo del Bernina. Ogni estate accoglie migliaia di escursionisti e viene utilizzata anche come punto di partenza per le ascensioni, ma le temperature registrate in questi giorni hanno reso troppo rischioso proseguire l’attività. Ad annunciare lo stop è stata la sezione valtellinese del Club alpino italiano con un avviso pubblicato sul proprio profilo Facebook.
«A causa delle avverse condizioni delle vie di accesso dovute al caldo anomalo - si legge nel comunicato - il rifugio chiude con decorrenza immediata e fino a nuove condizioni di fruibilità della montagna». Il caldo ha infatti modificato rapidamente il manto nevoso, favorendo l’apertura di crepacci e rendendo instabili i percorsi utilizzati per raggiungere il rifugio. Di fronte a una situazione che esponeva gli escursionisti a rischi crescenti, il Cai e i gestori hanno quindi scelto di interrompere gli accessi senza attendere oltre.
Che cos’è il Cai
Il Club alpino italiano (Cai) è un’associazione fondata nel 1863, impegnata nella conoscenza, nella tutela e nella frequentazione responsabile della montagna. Attraverso le sue sezioni distribuite sul territorio nazionale, organizza escursioni, corsi di alpinismo, arrampicata e sci alpinismo, oltre ad attività culturali e iniziative dedicate all’ambiente. Cura inoltre sentieri, rifugi e bivacchi, contribuendo alla sicurezza e all’orientamento di chi frequenta le aree montane. Ne fanno parte appassionati, volontari e professionisti, uniti dall’obiettivo di rendere la montagna accessibile e conosciuta, nel rispetto degli ecosistemi e delle comunità che la abitano in ogni stagione dell’anno.
Lo zero termico è salito oltre i 4.200 metri
La chiusura ha suscitato sorpresa anche tra chi frequenta da tempo questa parte delle Alpi. «Mai successo» ha scritto un utente sotto il post del Cai Valtellina. «Qualcosa sta succedendo», ha aggiunto un altro, con tutta probabilità riferendosi al cambiamento climatico. Del resto, il dato sullo zero termico aiuta a comprendere le condizioni di questi giorni: oggi, infatti, sulle Alpi si colloca tra i 4.200 e i 4.500 metri, ben al di sopra dei valori medi estivi e ben oltre la quota del rifugio.

