ESG e mense
Sostenibilità, la sfida si gioca anche nelle mense: Elior conquista la Gold EcoVadis
La società di ristorazione collettiva entra nel 5% delle aziende più virtuose al mondo secondo EcoVadis, a conferma di come le politiche Esg siano ormai strategiche per competere negli appalti pubblici e privati
La sostenibilità non è più soltanto una questione di immagine. Nella ristorazione collettiva sta diventando un vero fattore competitivo, capace di incidere sulla reputazione delle imprese e, sempre più spesso, anche sulla capacità di aggiudicarsi gare pubbliche e grandi contratti privati.
Lo dimostra il riconoscimento ottenuto da Elior Italia, parte di uno dei più grandi gruppi internazionali che opera nel business delle mense e uno dei maggiori player italiani, che ha annunciato il conseguimento della Medaglia Gold EcoVadis, uno dei principali rating internazionali dedicati alla sostenibilità e alla responsabilità sociale d’impresa.
Un riconoscimento che vale il top 5% mondiale
La valutazione EcoVadis prende in esame quattro grandi aree:
- ambiente;
- lavoro e diritti umani;
- etica;
- acquisti sostenibili.
Elior ha ottenuto 82 punti su 100, collocandosi nel 5% delle organizzazioni con le migliori performance ESG valutate a livello mondiale ogni anno.
Secondo l’azienda, il risultato è frutto di un percorso che coinvolge tutta la filiera: dalla scelta delle materie prime alla riduzione degli sprechi alimentari, dalla tutela della biodiversità fino al recupero e alla donazione delle eccedenze. Il gruppo evidenzia inoltre l’impiego di strumenti digitali e di intelligenza artificiale per monitorare e ridurre l’impatto ambientale delle proprie attività. Il programma globale Love Your Earth di Elior Group guida questo percorso, traducendo gli obiettivi dell'Agenda Onu 2030 in traguardi concreti, misurabili e costantemente monitorati.
Nella ristorazione collettiva la sostenibilità pesa sempre di più
Al di là del risultato conseguito da Elior, il dato più interessante riguarda l’evoluzione del settore. Negli ultimi anni i Criteri ambientali minimi (Cam) sono entrati stabilmente nei capitolati delle mense scolastiche, ospedaliere e aziendali. Sempre più gare attribuiscono punteggi a elementi come la riduzione degli sprechi, l’approvvigionamento responsabile, la tracciabilità della filiera, il contenimento delle emissioni e la qualità delle politiche sociali e del personale.
In questo contesto, certificazioni e rating indipendenti stanno assumendo un peso crescente perché consentono alle aziende di documentare con dati verificabili il proprio livello di sostenibilità.
Una competizione che coinvolge tutto il settore
Elior non è l’unico grande operatore a investire su questi aspetti. Anche altri protagonisti della ristorazione collettiva italiana, come Camst, Cirfood, Dussmann, Sodexo e Pellegrini, negli ultimi anni hanno rafforzato i propri programmi dedicati alla sostenibilità ambientale, all’economia circolare e alla responsabilità sociale.
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La competizione tra i grandi gruppi non si gioca quindi soltanto sul prezzo del pasto o sull’efficienza organizzativa, ma sempre più sulla capacità di dimostrare risultati concreti in materia di Esg. Per un settore che serve ogni giorno milioni di pasti, la sostenibilità non rappresenta più un valore aggiunto: sta diventando uno degli elementi che contribuiscono a definire la qualità complessiva del servizio.

