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Crescita e sostenibilità fino al 2030. Lavazza punta sul caffè in grani

L'azienda torinese guarda agli obiettivi dell'Agenda 2030 per andare oltre la pandemia. Nel 2020, fatturato a 2,085 miliardi. Ottima performance per il canale retail (+17% di ricavi) e le vendite di chicchi di caffè

01 aprile 2021 | 16:48

Crescita e sostenibilità fino al 2030. Lavazza punta sul caffè in grani

L'azienda torinese guarda agli obiettivi dell'Agenda 2030 per andare oltre la pandemia. Nel 2020, fatturato a 2,085 miliardi. Ottima performance per il canale retail (+17% di ricavi) e le vendite di chicchi di caffè

01 aprile 2021 | 16:48

Bilanci e sostenibilità vanno sempre più di pari passo fra le aziende italiane. Un binomio che Gruppo Lavazza, storica società torinese fondata nel 1895 e ormai attiva in oltre 140 Paesi al mondo grazie al proprio caffè, ha fatto proprio grazie alla presentazione della Roadmap to Zero: l'ambizioso piano per la neutralizzazione del proprio impatto carbonico entro il 2030.

La vendita di chicchi di caffè è salita del +30% Crescita e sostenibilità fino al 2030 Lavazza punta sul caffè in grani

La vendita di chicchi di caffè è salita del +30%

Il caffè Lavazza tiene testa al Covid

Innanzitutto, i numeri di esercizio che parlano di un fatturato di 2,085 miliardi di euro (in lieva flessione rispetto ai 2,2 miliardi registrati nel 2019), un Ebitda pari a 253 milioni, un utile netto di 73 milioni e una generazione di cassa operativa per 125 milioni di euro. Dati in linea con il 2019, nonostante la pandemia. «Stiamo affrontando questo periodo complesso basandoci su tre priorità: la salute e la sicurezza delle persone, la continuità del business e lo sviluppo futuro. Nell’esercizio appena concluso abbiamo ottenuto buoni risultati, nonostante le difficoltà del periodo, proseguito nello sviluppo dei nostri progetti e continuato a guardare al futuro investendo e concentrandoci su innovazione e sostenibilità, sempre più centrali nella nostra strategia», ha commentato Antonio Baravalle, amministratore delegato del Gruppo Lavazza.

Roadmap to Zero: il progetto anti-Co2 per il 2030

La sostenibilità, appunto. Questo è il vero banco di prova su cui vuole cimentarsi l'azienda italiana che ha già messo sul piatto 50 milioni di euro per il biennio 2020-21. L'idea è quella di seguire la scia dell'Agenda 2030 dell'Onu. In questo senso, sono diversi gli ambiti di intervento in cui inciderà il piano Roadmap to Zero: monitoraggio e quantificazione delle emissioni; continui processi di efficientamento e riduzione degli impatti; compensazione delle emissioni residue e non riducibili. Attività che nell'ultimo anno hanno già portato i primi risultati: 0ssia l’azzeramento dell’impatto delle emissioni di Co2 dirette generate da tutte le attività dell’azienda, come stabilimenti produttivi, uffici, flagship store, veicoli aziendali e delle emissioni indirette generate da elettricità, calore e vapore acquistati e consumati.

Entro il 2030, poi, si andranno, infine, a compensare le emissioni indirette lungo tutta la catena di approvvigionamento, a monte e a valle delle operazioni del Gruppo. In questo senso, una tappa intermedia è fissata per il 2025. Per allora, Lavazza punta a rendere l'intero portfolio packaging riutilizzabile, riciclabile o compostabile

Canale retail in forte crescita insieme a grani di caffè

Per quanto riguarda lo sviluppo del brand, il canale retail (con ricavi in crescita del +17,3%) rappresenta il best performer nei mercati chiave e in tutti i segmenti: Roast&Ground, Capsule, Beans. Quest'ultimo ha poi registrato una dinamica favorevole con una crescita del +30% che fa assumere a Lavazza una quota chiave del 15% nei primi 15 mercati principali. Anche a livello geografico, il Gruppo ha registrato eccellenti tassi di crescita del canale retail in Germania (+35%), Stati Uniti (+22%), Regno Unito (+15%), Russia (+30%), Polonia (+10%) e i mercati di punta del Gruppo - Italia e Francia - sono cresciuti di oltre il +7%.

Antonio Baravalle Crescita e sostenibilità fino al 2030 Lavazza punta sul caffè in grani
Antonio Baravalle


L’incremento del canale retail ha parzialmente compensato la significativa e inevitabile contrazione del business fuori casa (Food Service -40%, Office Coffee Service -30%) generata dal blocco degli spostamenti, dalla chiusura dei bar e dei ristoranti e dal ridotto consumo negli uffici dovuto al lavoro da remoto.

«Nel 2020 non ci siamo mai fermati e abbiamo continuato a investire in tutte le nostre attività, dando un segnale positivo nella lotta alla pandemia attraverso donazioni a supporto delle comunità locali in cui il Gruppo opera. I primi mesi del 2021, seppur incoraggianti, si sono dimostrati ancora complessi, e siamo certi di avere la solidità e la determinazione per affrontare le sfide che ci attendono e perseguire la crescita del nostro Gruppo, sostenuta da solide risorse, da una strategia coerente e dalle competenze delle nostre persone», ha aggiunto  Baravalle.

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