CAPANNA DI ERACLIO

Da più di 100 anni questa osteria racconta i sapori del Delta del Po
Parliamo de La Capanna di Eraclio, nata nel 1922 come semplice osteria per i cacciatori e oggi guidata dalla chef Maria Grazia Soncini, che porta avanti la tradizione di famiglia valorizzando pesce di laguna e selvaggina locale. Dall'anguilla ai risotti di folaga, fino ai dolci di origine mantovana, la cucina conserva un legame profondo con il territorio e le sue stagioni
Un tempo qui, tra le nebbie della campagna ferrarese, nel mondo sospeso del Delta del Po, si veniva a caccia nella stagione autunnale. Così Luigi Soncini, pescatore di Goro, nel 1922 cominciò a proporre i suoi piatti poveri ai cacciatori di passaggio. Una semplice osteria, dove si servivano le ricette locali, utilizzando gli ingredienti tipici e stagionali del territorio. Da allora, in questi oltre 100 anni, si è fatta molta strada e il Luigin ha avuto molti discendenti appassionati che hanno portato avanti la sua Osteria.
Quattro generazioni alla Capanna di Eraclio
Sono Eraclio e Vanda, poi Maria Grazia e Pierluigi e infine l’ultimo discendente Nicolò, figlio di Pierluigi, che rappresenta la quarta generazione della famiglia. Oggi “La Capanna di Eraclio”, che si apre isolata tra i comuni di Jolanda di Savoia e Codigoro (Fe), è un punto di riferimento per la gastronomia ferrarese del Delta.
Affascinante l’atmosfera che la circonda, soprattutto nella stagione autunnale, con le sue nebbie, i sentori dell’erba umida, i contorni confusi di alberi e orizzonti. Il rischio è quello di perdersi prima di arrivare. Ma il bellissimo e altissimo campanile dell’Abbazia di Pomposa ci aiuterà ad orientarci. Così come avveniva mille anni fa per i pellegrini della Via Romea.
Arriviamo dunque alla “Capanna di Eraclio”, dove oggi regna in cucina la maestria della chef Maria Grazia Soncini. Che modestamente racconta di aver ottenuto con emozione in passato la stella Michelin, oggi persa. Ma non si sa mai. Le stelle possono arrivare e tornare. Importante rimanere fedeli a sé stessi. E Maria Grazia continua a valorizzare quei prodotti e quelle ricette che negli anni hanno fatto la fortuna de La Capanna di Eraclio.
I sapori del Delta del Po, dalla selvaggina al pesce
Prodotti di terra e di mare. Perché il Delta, questo incredibile territorio sospeso tra terra e acqua, è ricchissimo e inaspettato. Dal mare arrivano scampi, ombrine e branzini, granseole, gamberetti di laguna, schille, canocchie, sarde e passere (cucinate “in saor”), vongole veraci, moeche e bianchetti, rombi e l'immancabile anguilla che viene cucinata alla griglia, in brodetto e “arost in umad”.
Dalla terra, anzi dal cielo, arrivano alzavole, fischioni e germani. Da cui alcune ricette particolarissime come i risotti a base di folaghe e fischioni e tagliatelle all'anatra. I dolci, infine, risentono delle radici della Vanda, mantovana: e quindi ecco "sbrisolona", "patona" e "bussulan" servito col Clinto, ma anche zuppa inglese, zabaglione al Vin Santo, sorbetti, torte di mele e pere.
Alla scoperta dell'Abbazia di Pomposa e delle Valli di Comacchio
Per completare il percorso nella zona, oltre a una imperdibile sosta presso la splendida Abbazia di Pomposa dell'VIII secolo, non mancherà la classica escursione in barca nelle Valli di Comacchio, alla scoperta delle atmosfere rarefatte del Delta del Po, unico delta esistente in Italia e una delle più grandi riserve nazionali di zone umide, riconosciuto Riserva della Biosfera Unesco.

