AVVENTURE ARTICHE

Lapponia svedese, non solo aurora boreale: motoslitte sul mare, renne e sapori artici
Dal mare ghiacciato del Golfo di Botnia alle escursioni in motoslitta e sulla rompighiaccio, il Grande Nord offre esperienze insolite, tra incontri con il popolo Sami, lodge accoglienti e saune tradizionali. Il percorso tocca Luleå, Haparanda e Gammelstad, tra storie di spie, villaggi patrimonio Unesco e una cucina artica ricca di specialità locali
Indice
- 1Esperienze uniche con una comunità accogliente
- 2Il calore dei lodge, il benessere nordico
- 3Tra fuoco e ghiaccio: i sapori della Lapponia svedese
- 4Il nostro viaggio comincia nell’arcipelago di Luleå
- 5In motoslitta alla scoperta dell’arcipelago e pesca sul ghiaccio
- 6Caccia all'aurora boreale e cena nell’Aurora Hideaway
- 7Sulla rompighiaccio Polar Explorer e l’husky safari
- 8Haparanda: il nido di spie dove il tempo si sdoppia
- 9Gammelstad, il più grande "villaggio-chiesa" del mondo
- 10Sami: l’anima ancestrale del Grande Nord
- 11Come arrivare al Golfo di Botnia
Mentre da noi l'autunno infuoca la natura con i suoi accesi colori, nel Grande Nord il tempo si ferma e si rigenera. Nella Lapponia svedese (Swedish Lapland), la magica regione artica della Svezia, l’inverno è già arrivato stendendo il suo candido sipario e si protrarrà ben oltre i tre mesi canonici, fino ai primi d’aprile. La neve avvolge il paesaggio in un silenzio ovattato, mentre il ghiaccio, solido e primordiale, inizia a imprigionare il mare (che da gennaio si potrà letteralmente attraversare nel Golfo di Botnia), i laghi e i fiumi. Qui, dove le giornate si accorciano fino a svanire, la notte non è mai buio pesto: si tinge di verde, rosso e viola, infiammandosi sotto la danza ipnotica e imprevedibile dell’aurora boreale, che si può ammirare fino a marzo. Fortunatamente ancora (e ci auguriamo anche per il futuro) immune dall’overtourism, questa regione rappresenta l'essenza più autentica dell’Artico: una distesa sconfinata di foreste innevate, laghi ghiacciati e fiumi che brillano come se fossero di cristallo. E si trasforma in un regno fiabesco, dove vivere nella natura più selvaggia una vacanza attiva, stimolante, sicuramente inaspettata e anche, ebbene sì, golosa, ridefinendo il concetto stesso di viaggio d’inverno.
Esperienze uniche con una comunità accogliente
La grande forza di questa regione risiede nella sua comunità. Lontano dai circuiti del turismo di massa, batte un cuore fatto di piccole imprese familiari e imprenditori locali, custodi fieri di tradizioni millenarie, pronti a offrire ai visitatori esperienze su misura e dal sapore genuino. Le giornate invernali, illuminate dalla luce dorata del crepuscolo artico, invitano all'avventura e la gente del posto è perfettamente organizzata per farvela vivere: potete sfrecciare sul mare ghiacciato in motoslitta, scivolare sulla neve con gli sci da fondo, avventurarvi tra i boschi su una slitta trainata da husky, pescare dopo aver fatto un buco nel ghiaccio, pattinare su laghi e fiumi ghiacciati e molte altre attività che da noi non si praticano, ma di cui gli svedesi sono maestri (e di cui vi forniranno abbigliamento e attrezzatura necessaria). Fra le esperienze assolutamente uniche, l'incontro con il popolo Sami (i Lapponi, antica popolazione originaria di queste terre che ancora oggi vive in perfetta e simbiotica interazione con le leggi della natura), che accoglie i visitatori nelle proprie tende (lavvu) per condividere storie millenarie, canti tradizionali e un pasto caldo cucinato sul fuoco vivo.
Il calore dei lodge, il benessere nordico
A dispetto delle temperature sotto lo zero (a cui si fa fronte con un adeguato abbigliamento), ciò che sicuramente vi colpirà non è il freddo pungente, ma l'incredibile calore dell'accoglienza. In questa terra remota, l'ospitalità è un'arte antica, un rifugio accogliente che contrasta con la natura selvaggia. E gli hotel, i camp, i cottage vi accoglieranno in un abbraccio di puro calore, con il profumo del legno, il crepitio dei camini accesi, i cibi eccellenti e salutari (sia che si tratti di cucina tradizionale che contemporanea) e la magica atmosfera nordica che trasformano il freddo artico nel rifugio più intimo e confortevole che si possa desiderare. Il segreto della Lapponia svedese risiede nella filosofia del benessere nordico che la permea e nella genuinità dei suoi abitanti. Ogni struttura, dal piccolo cottage in legno nel bosco al celebre Icehotel di Jukkasjärvi (un'opera d'arte scolpita nel ghiaccio che rinasce ogni anno), è pensata per far sentire l'ospite a casa. Il fulcro di questo calore è il rituale della sauna, un momento di rigenerazione con il calore che avvolge il corpo prima del tradizionale (e coraggioso) tuffo nella neve o nell’acqua gelida, per poi ritrovarsi a chiacchierare davanti al fuoco. Da Abisko e Kiruna, nell'estremo nord, fino a Luleå e Haparanda, affacciate sul Golfo di Botnia (la parte settentrionale del Mar Baltico), il viaggio si trasforma in un'esperienza che scalda l'anima. E così, tra una tazza di succo di mirtillo rosso bollente sorseggiata intorno a un falò e il sorriso sincero di chi popola queste terre, si scopre l’inaspettato calore dell'inverno.
Tra fuoco e ghiaccio: i sapori della Lapponia svedese
La Lapponia svedese vi sorprenderà, sia che si tratti di piatti tradizionali che di creazioni contemporanee. La sua gastronomia rispecchia una natura selvaggia, segnata da inverni rigidi, ed è plasmata sulle antiche tradizioni del popolo Sami. È sana e genuina, dato che si fonda sulla sostenibilità e sull'uso di ciò che offre la tundra, valorizzando ingredienti puri e incontaminati. L'alimento principale è la carne di renna, magra e nutriente: il piatto più noto è il suovas, carne leggermente salata e affumicata su legno di betulla, saltata in padella e servita nel gahkku, un pane piatto artico. Molto diffuso è anche lo stufato di alce (älgskav), sostanzioso e speziato, perfetto per i mesi freddi. I laghi e i fiumi glaciali forniscono pesce di grande qualità, a iniziare da salmone artico, coregone e salmerino alpino, gustati freschi, affumicati o marinati nel gravlax. Eccellenza tutelata a livello internazionale è il Kalix Löjrom, il caviale di Kalix ottenuto dalle uova del coregone bianco del Golfo di Botnia e servito con panna acida e cipolla rossa.
I frutti di bosco accompagnano sempre questi piatti: il più prezioso è l'hjortron (mirtillo palustre o cloudberry), detto "l'oro della Lapponia", una bacca ambrata dal gusto agrodolce trasformata in confetture che esaltano formaggi come il leipäjuusto e dessert, spesso servita calda sul gelato alla vaniglia. Molte specialità sono nate dall'esigenza di conservare il cibo a lungo o di sfruttare ogni risorsa del territorio. Il Tjälknöl è un arrosto di alce o renna cotto in forno a bassissima temperatura per molte ore partendo dal pezzo di carne ancora congelato, e poi immerso in una salamoia speziata con bacche di ginepro, assumendo una consistenza morbidissima. Il Gurpi è la salsiccia tradizionale Sami a base di carne di renna tritata e spezie, avvolta nel peritoneo dell'animale e poi affumicata a freddo, che si usa scaldare sulla brace. I Blodpalt sono la variante locale dei classici gnocchi di patate svedesi preparati aggiungendo sangue di renna all'impasto di farina e patate, farciti con pancetta di maiale e serviti con burro fuso e confettura di mirtilli rossi. Da assaggiare il Gáhkku alla griglia, il tradizionale pane piatto Sami, leggermente dolce e aromatizzato all'anice, che viene spesso cotto direttamente sul fuoco vivo all'aperto durante le escursioni invernali.
Il nostro viaggio comincia nell’arcipelago di Luleå
La Lapponia svedese è ampia e quindi il consiglio è di scegliere una zona da visitare, riservandone altre a viaggi successivi e stagioni diverse. Il nostro viaggio è cominciato nell’arcipelago di Luleå (un migliaio fra isole e isolotti, 100 abitanti), dove il Golfo di Botnia in pieno inverno si trasforma in uno spazio da attraversare seguendo strade sul ghiaccio (spesso oltre un metro), le isbanan, che collegano la terraferma alle isole, permettendo di spostarsi a piedi e con i mezzi più vari (slitte trascinate da husky, motoslitte, bicicletta, pattini e addirittura auto). Lo esploriamo con chi ha imparato a leggerne i mutamenti e ci guida in esperienze che non avremmo mai pensato di poter fare. La prima tappa è il Brändön Lodge, su un'isola e affacciato sul mare ghiacciato.
Si arriva di sera con un comodo transfer che ci ha prelevato all’aeroporto di Luleå (a meno di un’ora di tragitto) e il benvenuto con un caldo bicchiere di succo di mirtillo, il tepore del ristorante e una cena di specialità locali (zuppa di gamberetti, caviale di trota marmorata, filetto di alce con salsa di mirtilli e funghi) diventano il primo incontro con l’ospitalità locale. Fuori ci sono i boschi e le isole; dentro, il legno e il tempo per ambientarsi. Il programma lascia aperta la possibilità della sauna, del bagno nell’acqua gelida e della vasca idromassaggio calda all’aperto. Poi lo sguardo va al cielo: se le condizioni lo consentono, si esce alla ricerca dell’aurora boreale. L’attesa fa parte dell’esperienza, perché le luci del Nord non rispondono a un appuntamento fissato. Il caldo abbraccio dei graziosissimi cottage individuali nel bosco (con 2 stanze da letto, salotto, terrazza coperta e ovviamente servizi) è un invito a un sonno profondo e ristoratore.
In motoslitta alla scoperta dell’arcipelago e pesca sul ghiaccio
Il giorno successivo è dedicato all’arcipelago. La motoslitta permette di inoltrarsi nel mare ghiacciato e di cogliere le dimensioni infinite di un paesaggio che dalla riva si intuisce soltanto. Non sentiamo il freddo perché al lodge ci hanno fornito tute, guanti, berretti termici. Gli alberi segnano i contorni delle isole, le distanze si dilatano, il bianco cambia consistenza con la luce. Ci si ferma per la pesca sul ghiaccio: un foro nella superficie (fatto da noi con una trivella da ghiaccio di un metro e oltre), l’attrezzatura pronta (una piccola canna con un lunghissimo filo con un amo) e la pazienza necessaria ad aspettare. Le guide spiegano come riconoscere le condizioni del ghiaccio e muoversi in sicurezza. Persici e, con un po’ di fortuna, lucci sono le possibili prede. Ma il valore della sosta sta anche nei gesti: sistemarsi attorno al foro, scaldarsi con una bevanda, ascoltare i racconti della guida. Il pranzo all’aperto su un’isoletta, dove ci attendono col fuoco acceso per cuocere i nostri pesci (pochi, invero, ma dal lodge ne sono arrivati altri, con una zuppa fumante e bevande calde), prolunga il contatto con l’ambiente, prima di provare (chi lo vuole) gli sci da fondo o le racchette da neve tra gli alberi.
Caccia all'aurora boreale e cena nell’Aurora Hideaway
La sera si torna sul mare per raggiungere l’Aurora Hideaway, una piccolissima casetta di legno che viene collocata via via in luoghi diversi tenendo conto del vento, del tempo e delle condizioni del ghiaccio. All’interno, candele e fuoco accompagnano la cena: una zuppa calda, una sorta di spezzatino di renna (di cui assaggiamo per la prima volta la carne, deliziosa e tenerissima, lontana dal sapore selvatico che ci aspettavamo) preparato sul fuoco all’aperto, il dolce e una bevanda fumante. Tra una portata e l’altra si può uscire a osservare il cielo. Anche senza aurora, cenare sulla superficie ghiacciata del Golfo di Botnia offre una prospettiva insolita: sotto i piedi c’è il mare, tutt’intorno il paesaggio invernale. Noi abbiamo avuto la fortuna di vedere l'aurora boreale che danzava nel cielo, in un continuo e lento movimento ipnotico: una delle immagini che ci rimarranno per sempre impresse negli occhi e nell'anima. Al Brändön Lodge vale la pena di fermarsi qualche giorno per partecipare alle avventure invernali per le quali è particolarmente rinomato, dai safari con i cani husky al Nordic Winter Skills (sopravvivenza artica), dagli incontri con le renne e la cultura Sámi ai giri in hovercraft.
Sulla rompighiaccio Polar Explorer e l’husky safari
Un’altra esperienza artica assolutamente imperdibile ci attende nel piccolo villaggio costiero di Båtskärsnäs, nel comune di Kalix, dove saliamo sulla rompighiaccio Polar Explorer. A bordo della nave il rapporto con l’ambiente acquista una dimensione diversa. Lo scafo avanza con immensa potenza aprendo un passaggio nella superficie compatta: il ghiaccio si spezza con rumori forti e secchi, si solleva e lascia emergere l’acqua scura. Poi la Polar Explorer si ferma e noi scendiamo, camminiamo sull’infinita distesa bianca. I più temerari, indossata una speciale tuta protettiva di sopravvivenza che li fa galleggiare, si tuffano nell’acqua gelida e si lasciano cullare dall’acqua gelida. A tutti, prima di tornare a terra, viene rilasciato un certificato di partecipazione.
Dopo un pranzo veloce al Nordic Lapland Adventure (accogliente resort sulla penisola di Frevisören con diverse tipologie di alloggio, tra cui tipici chalet e cabine in legno, dove volendo si può soggiornare qualche giorno), il pomeriggio prosegue con l’husky safari, ben avvolti in calde coperte su una slitta trainata dai cani, una delle attività che organizza il resort. Prima della partenza, le guide illustrano il percorso e le indicazioni da seguire. Poi il movimento della muta conduce tra bosco e spazi aperti, con il solo rumore dei pattini sulla neve. Si può viaggiare seduti oppure provare a guidare la muta. In ogni caso è una piacevolissima esperienza.
Haparanda: il nido di spie dove il tempo si sdoppia
Dai piccoli villaggi sperduti con case colorate a una cittadina dalla storia intrigante, dai lodge nella natura selvaggia a un raffinato albergo storico dai saloni eleganti e dal cibo gourmet: anche questo riserva un viaggio nella Lapponia svedese. Scesi dalla rompighiaccio arriviamo in una mezz’oretta ad Haparanda, una delle più bizzarre città svedesi, che sorge sul fiume Torne, confine con la gemella finlandese Tornio: insieme formano un'unica area urbana, ma con due fusi orari diversi, tanto che attraversando il ponte si guadagna o si perde un'ora in pochi passi. Qui si trova l'Ikea più a nord del mondo, riferimento per tutta la Lapponia, con cartelli in svedese e finlandese, e gli abitanti festeggiano il Capodanno due volte, a 60 minuti di distanza, prima sul lato finlandese e poi su quello svedese. Alla stessa latitudine dell'Islanda, regala l'aurora boreale in inverno e il sole di mezzanotte in estate. Durante la Prima guerra mondiale questo remoto avamposto sul Mar Baltico divenne improvvisamente il fulcro del mondo, dato che era l'unico punto di contatto aperto tra la Russia zarista e l'Europa occidentale: da qui passarono milioni di lettere, spie, rifugiati e tonnellate di oro.
Nel 1917 i giornali russi stimavano oltre 200 spie in una città di appena 1.500 abitanti! In questa città non si può non alloggiare nell'hotel che fu il fulcro di questo mondo di intrighi, l'Haparanda Stadshotell, sulla piazza principale, il più antico e affascinante albergo della Lapponia svedese. Lontano dal minimalismo nordico, accoglie gli ospiti tra velluti rossi, lampadari di cristallo, stucchi e arredi d'epoca, in un'eleganza fin de siècle. Tipico "hotel di città" scandinavo, fu insieme albergo, salotto pubblico e palcoscenico della vita civile, e ancora oggi la sua storia continua a essere vissuta. Durante la Prima guerra mondiale diventò un porto franco frequentato da spie, contrabbandieri, diplomatici, nobili e artisti, tra intrighi, affari e tavole imbandite di aragosta e caviale. L'hotel ricorda con ironia quel periodo nel suo caffè, il Kafé Gulasch Baronen, detto KGB. Eccellente il suo ristorante gourmet Viltkällaren, aperto anche a chi non vi alloggia, la cui proposta gastronomica è un autentico manifesto della cucina artica basato sul concetto di filiera cortissima, stagionalità e biodiversità biologica della Lapponia svedese. L'hotel organizza nei dintorni varie attività artiche, dalle escursioni per vedere l'aurora boreale alle gite con i cani da slitta ai percorsi benessere in saune tradizionali. A 15 minuti a nord di Haparanda, sul fiume Torne, si trova il villaggio culturale Kukkola, dove si trova la Swedish Sauna Academy, in cui si possono sperimentare 15 tipi di sauna (incluse le storiche saune a fumo, smoke sauna) e si può fare idromassaggio all'aperto in vasche affacciate sul fiume.
Gammelstad, il più grande "villaggio-chiesa" del mondo
A circa un'ora e mezza da Haparanda, Gammelstad è il più grande e meglio conservato esempio esistente di "villaggio-chiesa" (kyrkstad). Dichiarato Patrimonio dell'Umanità Unesco nel 1996, si è sviluppato attorno alla chiesa medievale di Nederluleå, edificata in pietra nel XV secolo, attorno a cui sono sorte nel tempo oltre 400 casette di legno colorate con il tipico rosso di Falun. Le abitazioni venivano utilizzate dai contadini e dai fedeli che risiedevano nei territori circostanti che, per le grandi distanze e le rigide condizioni climatiche invernali, non potevano rientrare a casa in giornata dopo aver assistito alle funzioni domenicali. Usavano quindi queste piccole dimore per pernottare e partecipare ai mercati o alle feste comunitarie. Oggi Gammelstad non è un semplice museo a cielo aperto, ma un piccolo borgo vivo, dove i proprietari continuano a custodire le antiche tradizioni, regalando uno spaccato autentico della vita religiosa e sociale della Scandinavia di secoli fa.
Piccola e raffinata perla del borgo è la deliziosa e accogliente cioccolateria Lustigbacken 3, dove vale la pena di fermarsi per gustare una cioccolata calda, il tè al cacao, l’espresso con cioccolato e il caffè tostato in loco, i dolci fatti in casa e ovviamente le ottime cioccolate artigianali preparate da Agneta Hedenström e Peter Parnes, che, dopo aver selezionato con cura le migliori fave di cacao provenienti da piantagioni di tutto il mondo, le realizzano con precisione per esaltare gli aromi unici di ogni origine. Prodotti eccellenti, un’accoglienza calorosa, un ambiente delizioso e rilassante, che raccontano un altro aspetto della calda ospitalità di queste fredde terre.
Sami: l’anima ancestrale del Grande Nord
Prima di riprendere la via del ritorno, l'incontro emozionante con la vita e la cultura dei Sami, la popolazione indigena del Sápmi, regione storica la cui terra ancestrale va oltre i confini della Svezia e comprende anche parte di Norvegia, Finlandia e Russia. Legati per tradizione al nomadismo e all'allevamento delle renne, nel corso dei secoli i Sami hanno sviluppato una cultura in profonda simbiosi con la natura artica. L'allevamento delle renne, pilastro della loro identità, è oggi tutelato dalla legge svedese, che ne riserva solo a loro il diritto esclusivo. Accanto alle renne, la loro sussistenza si è storicamente fondata anche su caccia, pesca e artigianato tradizionale.
Al SámiReindeer a Bälinge (a soli 15 minuti dal centro di Luleå, dove trascorreremo l'ultima giornata del viaggio) siamo stati accolti da Henrik Nutti e Per-Jonas Kemi Nutti e i loro racconti hanno riportato l'attenzione sulle persone che abitano questi territori e sulle loro vite e tradizioni. Abbiamo potuto avvicinarci e dar da mangiare alle renne che pascolavano tranquille attorno all'alto lavvu, la tradizionale tenda Sami dove abbiamo poi gustato attorno al fuoco il Mállás, una zuppa di carne tradizionale Sami a cottura lenta. Chi volesse immergersi ancor più in questo mondo e in questa cultura può pernottare in uno dei quattro lavvu che si trovano all'interno del recinto delle renne: arredati con pelli di renna, letti comodi e una stufa a legna per riscaldarsi, possono ospitare fino a quattro persone.
Come arrivare al Golfo di Botnia
Per raggiungere il Golfo di Botnia, si arriva a Luleå con un comodo volo o con il treno notturno da Stoccolma. Da qui si prosegue verso le diverse destinazioni in auto a noleggio, treno, autobus di linea oppure con transfer organizzati direttamente dalle strutture dove si alloggia, a cui ci si può rivolgere anche per organizzare le varie attività. Se preferite farvi organizzare il viaggio da un tour operator, potete affidarvi a Giver Viaggi e Crociere e Il Diamante, specializzati nella destinazione da tanti anni. Hanno partenze di gruppi per Luleå e Haparanda, oltre a organizzare in tutta la Lapponia svedese viaggi individuali. Se invece si vuole andare nella zona settentrionale della Lapponia svedese, l'aeroporto di riferimento è quello di Kiruna.


