Amate le atmosfere languide e raffinate della Belle Époque, le storie di avventurieri, maliarde e spie che animavano quel mondo e poi, via via, gli anni successivi del ‘900 fino alla fine della Guerra Fredda? Benvenuti all’Haparanda Stadshotell, il sontuoso e leggendario albergo fin de siècle dove l'Oriente incontrava l'Occidente in un vortice di spie, contrabbando e fiumi di Champagne. Inaugurato in pompa magna il 5 dicembre 1900, questo storico hotel domina maestoso la piazza principale di Haparanda, proprio là dove la Svezia finisce e la Finlandia comincia quasi senza soluzione di continuità, ed è da oltre un secolo la gemma ricettiva più antica e ricca di fascino di tutta la Lapponia svedese.

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L'esterno dell'Haparanda Stadshotell

Varcata la sua soglia monumentale, si è catapultati all’indietro di un secolo e più, fra velluti rossi, lampadari di cristallo, stucchi, legni scuri, quadri, décor, porcellane, argenterie, suppellettili, un’infinità di oggetti e dettagli d’epoca e un’eleganza fin de siècle che non ha bisogno di alzare la voce. Un hotel che non insegue il minimalismo nordico, ormai esportato ovunque, ma sceglie l’opposto: densità, memoria, decorazione, una certa solennità. È proprio questo contrasto a renderlo interessante ed unico.

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Un nido di spie, diplomatici, trafficanti a un passo dal confine

Lo Stadshotell appartiene a quella tipologia tutta scandinava di “hotel di città” che, tra Ottocento e Novecento, fu insieme albergo, salotto pubblico e palcoscenico della vita civile. Ancora oggi la sua forza è proprio questa: non propone una scenografia artificiale, ma un edificio in cui la storia continua a essere vissuta. Si dorme, si fa colazione, si brinda e si cena negli stessi ambienti che un tempo accoglievano commercianti, funzionari e viaggiatori diretti verso il Nord. Se le sue mura potessero parlare, racconterebbero segreti di Stato, traffici illeciti, storie libertine. Nei primi anni del Novecento, Haparanda era infatti l’avamposto occidentale più estremo che guardava alla Russia zarista. Durante la Prima Guerra Mondiale, l'hotel divenne il fulcro dell’Europa che contava: un porto franco brulicante di agenti segreti, trafficanti, diplomatici e speculatori edilizi.

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Lo Stadshotell, storico hotel di città, fu crocevia di spie, diplomatici, trafficanti e viaggiatori

Qui si accendevano intrighi politici, si litigava, si coltivavano contatti e si concludevano affari. L'hotel fungeva da mercato di scambio non ufficiale, dove si incontravano venditori e acquirenti di merci di contrabbando. Alta nobiltà, spie e contrabbandieri, ambasciatori, attori e stelle dell’Opera, truffatori e ufficiali di alto rango (per non parlare dei proprietari di Haparanda) erano clienti abituali. L’eleganza regnava sovrana, come, sulle tavole, aragosta e caviale. Nell'aprile del 1917, i giornali russi stimavano che in città (che contava appena 1.500 abitanti) alloggiassero oltre 200 spie. Ed è proprio tra queste sale che, il 15 aprile dello stesso anno, passò persino Vladimir Lenin nel suo fatidico viaggio di ritorno dall’esilio, pronto a dare il via alla Rivoluzione d'Ottobre. Un'eredità che l'hotel celebra ancora oggi ironicamente nel suo Caffè, battezzato Kafé Gulasch Baronen o, più confidenzialmente, KGB, in onore dei "baroni del gulasch", i profittatori di guerra che qui dilapidavano fortune in caviale russo e Champagne.

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Una delle suite dello Stadshotell

Architettura classica e stuccatori italiani alla fine del mondo

Nato dal genio degli architetti di Stoccolma Fritz Ullrich ed Eduard Hallqvist, l’edificio fu concepito originariamente per ospitare sia il municipio che l’hotel cittadino. La struttura, realizzata in sontuoso stile classico con un massiccio impiego di granito, marmo e mattoni slesiani, nasconde un inaspettato tocco di mediterraneità: i raffinati stucchi e le decorazioni interne che impreziosiscono i saloni monumentali furono realizzati infatti da maestranze e stuccatori italiani arrivati fin quassù, alla fine del mondo, a ridosso del Circolo Polare.

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L'hotel, progettato da Fritz Ullrich ed Eduard Hallqvist, conserva stucchi e decorazioni realizzati da maestranze italiane

Oggi, sotto la guida appassionata della proprietaria e direttrice Susanne Wallin, instancabile collezionista di cose antiche - che ha iniziato a lavorare tra queste mura a soli 16 anni prima di coronare il sogno di acquistarlo ed ora è affiancata dal figlio Anton - la struttura mantiene intatta l'atmosfera Belle Époque, con i lampadari di cristallo sfolgoranti, i pianoforti d'epoca e i velluti convivono armoniosamente con i comfort del XXI secolo. Le 92 camere sono arredate una ad una in modo diverso in perfetto stile d'epoca, con le Deluxe arricchite da sauna o idromassaggio privati. La sauna comune offre una bella vista panoramica che spazia oltre il fiume fino alla città gemella di Tornio. A dare un tocco ineguagliabile in più, la verve di Susanne Wallin, perfetta padrona di casa.

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Anton e Susanne Wallin

Quattro sale, quattro modi di raccontare lo spirito del luogo

La ristorazione dell’hotel si articola in quattro diversi scenari. Il Kafe Gulasch Baronen è il locale serale più informale, ricostruito per evocare l’atmosfera dei primi anni del Novecento: qui si ordina à la carte oppure ci si ferma per un drink. La sala da pranzo principale, capace di accogliere oltre cento ospiti, mette in scena la tradizione locale tra specchi e marmorizzazioni restaurate attribuite al maestro decoratore Paulus Aili. Ai lati, sale più raccolte consentono cene private senza rinunciare alla teatralità dell’insieme. Il must è il celebre ristorante Viltkällaren (La cantina della selvaggina) con i suoi affascinanti soffitti a volta in pietra, le pareti di granito, la luce soffusa e l'atmosfera raccolta e intima. È l’ambiente perfetto per gustare i piatti di caccia, dalla renna alla selvaggina da penna, e quello in cui echeggia la natura profonda del territorio, fatta di pietra, bosco, distese sconfinate.

Il Grande Nord servito a tavola

La proposta gastronomica è un autentico manifesto della cucina artica basato sul concetto di filiera cortissima, stagionalità e biodiversità biologica della Lapponia svedese. Nei piatti dello chef Kestutis Gliozeris e della sua brigata si riflette la storia di un territorio di confine, e le tecniche ancestrali di conservazione e cottura tramandate da generazioni (come l'affumicatura e la marinatura) si mixano all'eleganza della ristorazione di un albergo continentale. Il menu à la carte propone un viaggio sensoriale scandito da piatti iconici, con la possibilità di prenotare anche menu degustazione storici da 3 a 7 portate incentrati sulle tradizioni alimentari lapponi. Re indiscusso degli Antipasti (Förrätter) è il pregiato "oro rosso" locale, affiancato da interpretazioni contemporanee di terra e di fiume. Si inizia quindi con il Kalix löjrom, il pregiato caviale di coregone bianco (prodotto Dop) servito con blini, cipolla rossa marinata, limone, panna acida e rafano: un piatto che riunisce sapidità, grasso e freschezza in un equilibrio classico. Squisita è la tartare di filetto di manzo svedese, accompagnata da maionese al tartufo, senape svedese, tuorlo, chips di fungo ostrica ed enoki marinati. I dumpling ripieni di manzo e renna, con fondo di selvaggina e mirtilli rossi, raccontano la vocazione di frontiera della cucina: tecnica internazionale, ingredienti lapponi, acidità nordica.

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Il Kalix löjrom, il pregiato caviale di coregone bianco servito con blini, cipolla rossa marinata, limone, panna acida e rafano

La selvaggina e le carni del profondo Nord sono le protagoniste assolute delle portate principali (Varmrätter), accostate a piatti storici della tradizione di frontiera. La renna è il manifesto più evidente del territorio e la Bistecca di Renna è il Piatto della casa: la carne, tenerissima e dal gusto aromatico, viene cotta alla perfezione e servita seguendo ricette storiche dell'hotel, accompagnata ad esempio da terrina di patate, broccolini, salsa al vino rosso e purea di carota nera. Il Filetto di trota Iridea, pescata nei fiumi incontaminati della regione, è valorizzata da cotture delicate per preservarne la morbidezza. Bistecca sulla Plancia (Steak on plank) è un grande classico della cucina nordica e viene servito sulla tradizionale asse di legno con contorni di purè di patate gratinato e salse. Il finale (Efterrätter) torna sulle note acide e aromatiche del Nord. La millefoglie della casa abbina pasta fillo croccante, crema al mascarpone e olivello spinoso, caramello, acqua di rose, frutti di bosco e gelato; la cheesecake lavora invece con camemoro e sciroppo di sambuco; il lingonberry parfait è un delizioso semifreddo preparato con i mirtilli rossi selvatici raccolti nelle foreste della Valle del Torne. Ad ogni portata del menu viene proposto un abbinamento con vini o Champagne dell’interessante e fornitissima cantina, che spazia sulle migliori etichette europee ed internazionali.

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La renna è il manifesto più evidente del territorio

Dove il Capodanno si festeggia due volte

L’hotel può essere la vostra destinazione se volete trascorrere un Capodanno piacevolissimo e decisamente insolito. Piacevolissimo per la sua atmosfera di festa, le decorazioni sontuose, i balli, i cibi della tradizione artica natalizia, inusuali per noi ma gustosissimi. Insolito perché qui il Capodanno si festeggia due volte dato che Harpada e la contigua città gemella finlandese di Tornio hanno due fusi orari differenti. Il ponte sul fiume Torne che le collega è appena dietro l’hotel. I festeggiamenti iniziano sul lato finlandese a Tornio; una volta scoccata la mezzanotte locale, residenti e turisti attraversano a piedi il confine ed entrano a Haparanda. Tornando così indietro nel tempo di un'ora, accolgono il nuovo anno una seconda volta esattamente 60 metri più in là.

In Svezia c'è un hotel di spie e avventurieri dove il Capodanno si festeggia due volte
Lo Stadshotell “vestito” a festa a Capodanno

Oltre alla gran festa di Capodanno, l’hotel organizza per i suoi clienti varie attività artiche, come escursioni per vedere l'aurora boreale, safari in motoslitta, gite con i cani da slitta, pesca sul ghiaccio, percorsi benessere in saune tradizionali. Tutte attività che fanno vivere la vera anima di questi incantevoli luoghi, meta ideale per una vacanza invernale decisamente fuori dall’ordinario. A 15 min a nord di Haparanda sul fiume Torne si trova il villaggio culturale Kukkola sede dell’Accademia svedese della sauna, dove si possono sperimentare veri tipi di sauna e fare attività sul fiume ghiacciato.

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L'hotel organizza per i suoi clienti varie attività artiche

A 30 minuti si prova l’emozione di navigare sulla mitica nave rompighiaccio Polar Explorer. Con Sea Lapland Safaris - che ha sede sul lato finlandese - si fanno tour in motoslitta sul mare ghiacciato, pesca sul ghiaccio, tour per avvistare l’aurora boreale, visita dai Sami (l’antica popolazione indigena della Lapponia), tour con husky.

Torget 7 953 31 Haparanda Svezia