A MONDRAGONE

Pizza sulla spiaggia anche fuori stagione: il lido Jarama non apre solo d'estate
A Mondragone (Ce), sul litorale domizio presso l'antica Sinuessa, il lido Jarama guidato da Emilio Di Nardo propone un'originale pizza alla brace. Il segreto è una cottura in tre passaggi (forno elettrico, rete e brace viva) per una base da condivisione, croccante e affumicata. Jarama è oggi un brand in espansione con sedi a Gaeta e Preganziol, completa l'offerta con fritti napoletani e cucina di mare e terra
Indice
- 1Lido Jarama: storia, territorio ed efficiente organizzazione a Mondragone
- 2Chi è Emilio Di Nardo: dalle navi da crociera all'espansione del brand Jarama
- 3Come nasce la pizza alla brace: metodo di cottura in 3 passaggi, impasto e farciture
- 4Non solo pizza: la proposta gastronomica tra mare, terra e friggitoria
Pizza alla brace, friggitoria, cucina di mare e di terra, tavoli sulla sabbia. A Mondragone (Ce), lungo la via Domiziana, c'è un indirizzo che è ormai diventato un punto di riferimento e che non chiude con la fine della stagione balneare. Siamo da Jarama, il lido di Emilio Di Nardo, dove un modo originale di cuocere la pizza è diventato la firma di un'intera famiglia. Un'idea semplice solo in apparenza, capace di richiamare centinaia di coperti a sera e di varcare i confini della regione.
Lido Jarama: storia, territorio ed efficiente organizzazione a Mondragone
Il litorale domizio è il tratto di costa campana che dal Capo Miseno arriva alla foce del Garigliano. Una cinquantina di chilometri che ricalcano in parte il tracciato dell'antica via Domiziana, la strada che univa il Lazio alla Campania. Siamo nell'antica Campania Felix, terra del Falerno, il vino più celebrato dell'antica Roma, che ancora oggi vive nella denominazione Falerno del Massico.
Jarama sorge proprio nell'area di Sinuessa, antica colonia romana oggi divenuta sito archeologico sommerso. Un contesto che dà al lido un fascino particolare, soprattutto al tramonto, quando il sole scende sul mare e la sabbia si riempie di tavoli. Gli spazi sono ampi e diversificati: aree all'aperto, gazebo, una sala interna, un'area giochi per i bambini e un comodo parcheggio. Le comande si inviano direttamente dal tavolo con un sistema digitale, il personale si occupa di servire pizze e bevande. Un'organizzazione efficiente, necessaria per gestire numeri da grande evento senza perdere il clima familiare.
Chi è Emilio Di Nardo: dalle navi da crociera all'espansione del brand Jarama
Dietro il successo di Jarama c'è la storia di Emilio Di Nardo, patron e pizzaiolo. Dopo il diploma parte per il Belgio come aiuto chef e da lì si apre la strada delle navi da crociera, dove lavora per moltissimi anni. Poi la scelta di tornare a casa, per prendere le redini della struttura balneare con salumeria ereditata dal padre, che a sua volta l'aveva ricevuta dal proprio. È qui che, diciotto anni fa, nasce la pizza alla brace, oggi marchio registrato. «Ci riteniamo pionieri di un nuovo metodo di cottura e, perché no, assaggio, della pizza» racconta Di Nardo.
Accanto a Emilio ci sono la moglie Annalisa e la figlia Lucia, giovanissima ma già colonna del team al lido, insieme ad Antonella Sciorio, storica manager della struttura. Nel marzo 2025 il format ha acceso il suo secondo fuoco a Gaeta, sede affidata al figlio Antonio, appena diciottenne. «Stiamo cercando di farlo diventare un brand affermato, sia in Italia che nel mondo» spiega il patron. In quest’ottica si inserisce l’ultima insegna aperta a Preganziol, in provincia di Treviso.
Come nasce la pizza alla brace: metodo di cottura in 3 passaggi, impasto e farciture
Il cuore della proposta è la “pizza alla brace”, che passa per tre cotture. Prima l'impasto viene stabilizzato in forno elettrico a circa 270 gradi, poi la pizza passa su una rete d'acciaio a 380 gradi per la farcitura. Infine, il tocco distintivo: la base viene poggiata sulla brace viva, che la rende croccante e le regala una netta nota affumicata. Le farine sono ricercate e di gran qualità, arricchite da grani antichi siciliani, il pomodoro è San Marzano, la mozzarella non poteva che essere quella di bufala campana.
La forma è rettangolare, pensata per la condivisione. La “brace intera”, ad esempio, da 60×40 centimetri, tagliata in 24 pezzi, è adatta a quattro-sei persone e sulla stessa base consente di scegliere quattro gusti tra i trentuno in carta. Servita su un'alzata al centro del tavolo, la pizza presenta uno spessore di circa un centimetro. All'assaggio colpisce subito la piacevole nota crunchy: la base cede con un suono netto, il bordo è asciutto e friabile, mentre l'interno resta soffice. Il fumo della brace non copre mai i condimenti, li accompagna.
La “Margherita alla brace” è il banco di prova, e nella sua semplicità mette in risalto la qualità dell'impasto. La “Bufalina”, che in casa chiamano «la mamma di tutte le pizze», è il simbolo della tradizione mondragonese. Poi i topping più ricercati, che cambiano con le stagioni: dalla “salsiccia e friarielli” al “pomodorino giallo, alici e mozzarella”, fino alle proposte gourmet che affiancano le ricette classiche. Combinazioni in cui la nota affumicata fa da collante naturale. Di gran gusto. Non mancano le opzioni senza glutine, cotte in un forno dedicato, e quelle senza lattosio.
Non solo pizza: la proposta gastronomica tra mare, terra e friggitoria
Cucina di mare e di terra, friggitoria e cocktail. Jarama non è soltanto pizza. Si può partire dai fritti della tradizione napoletana, crocchè e frittatine, o dall'“Antipasto di mare”, con insalata di polpo e seppia, salmone marinato in agrodolce, alici marinate e frutti di mare. La cucina propone poi pasta, pesce e carne, anche alla griglia. Non manca una vasta offerta di vino, bollicine, birra e cocktail, in linea con il carattere conviviale del lido. Un progetto interessante che ha saputo trasformare un'intuizione in un modello riconoscibile, senza perdere il legame con il territorio. Da non perdere, meglio se al tramonto.


