IN ITALIA

Fontana di Trevi e Casa di Giulietta tra le mete più 'portafortuna' al mondo
Roma e Verona nella top 10 delle destinazioni più 'portafortuna' al mondo, con la Fontana di Trevi al secondo posto e la Casa di Giulietta al decimo, tra rituali e gesti propiziatori legati a desideri, amore e ritorni in città. Scopriamo come sono nate queste usanze, i migliori ristoranti dove mangiare vicino alle due attrazioni italiane e quali sono le altre mete presenti in classifica
Dal lancio di una moneta nelle acque di una fontana al gesto simbolico di sfiorare una statua, la ricerca della fortuna accompagna da secoli i viaggiatori. Alcune delle attrazioni turistiche più celebri al mondo sono diventate infatti il centro di rituali, credenze e piccoli gesti che milioni di persone ripetono durante una visita. Una recente analisi realizzata dagli esperti di Casino Khajana ha messo a confronto alcune delle principali attrazioni internazionali associate alla fortuna, esaminando oltre 16.000 recensioni su TripAdvisor e cercando nei commenti riferimenti a parole come “fortuna”, “ricchezza” e “benedizioni”. Lo studio ha inoltre considerato ricerche online, hashtag su Instagram e valutazioni, combinando gli indicatori per costruire una classifica delle destinazioni considerate più fortunate. Nella top 10 mondiale compaiono anche due celebri destinazioni italiane: la Fontana di Trevi a Roma e la Casa di Giulietta a Verona. Due luoghi molto diversi, ma accomunati dalla presenza di rituali che ancora oggi spingono i visitatori a compiere un gesto propiziatorio.
Fontana di Trevi, Roma: il luogo più fortunato d’Italia
La Fontana di Trevi conquista il secondo posto nella classifica mondiale delle destinazioni più fortunate. Rappresenta uno dei luoghi più immediatamente associati al desiderio di tornare a Roma, dove la tradizione più conosciuta è quella del lancio della moneta nella Fontana di Trevi. Il rituale prevede di mettersi di spalle alla fontana e lanciare la moneta con la mano destra oltre la spalla sinistra. Secondo la credenza popolare, una moneta garantisce il ritorno a Roma, due sono associate alla possibilità di incontrare l’amore e tre a un futuro matrimonio.
La popolarità della fontana emerge anche dai dati dello studio: sono 1.314 le recensioni legate alla fortuna, il numero più alto tra tutte le attrazioni considerate. A questo si aggiungono 1,2 milioni di hashtag su Instagram e un volume medio mensile di ricerche globali indicato nello studio pari a 239.300. Il risultato rende la Fontana di Trevi non soltanto una delle attrazioni più fotografate di Roma, ma anche uno dei luoghi simbolici in cui il turismo si intreccia maggiormente con il desiderio di fortuna e con la possibilità di esprimere un desiderio.
Dove mangiare vicino alla Fontana di Trevi: tre indirizzi a Roma
Dopo aver visitato la Fontana di Trevi, il centro storico offre numerose possibilità per una pausa pranzo o una cena. Tra le opzioni nelle vicinanze si possono considerare tre indirizzi con caratteristiche differenti.
Le Tamerici
Le Tamerici propone una cucina personale e fuori dagli schemi firmata dallo chef e titolare Giovanni Cappelli, autodidatta con un percorso professionale lontano dalle scuole alberghiere. La sua idea di cucina nasce dall'incontro tra materie prime, contaminazioni e abbinamenti sorprendenti, con una particolare attenzione al pesce, protagonista di crudi, tartare e piatti che accostano mare e terra.
Ne sono esempio i calamari con porcini, tentacolo di polpo mais piselli e pop corn, hummus di ceci e spezie, il gambero rosso con agrumi, cioccolato e frutti rossi e le capesante al cioccolato. Anche i grandi classici romani vengono reinterpretati con cotture e accorgimenti capaci di renderne più delicati i sapori, senza rinunciare alla riconoscibilità.
Comodo Mercato Trevi
Comodo Mercato Trevi si presenta come una vera e propria officina del gusto, con una proposta gastronomica ampia e costruita intorno a diversi banchi di cucina. La pasta fresca, preparata a vista e utilizzata direttamente nelle cucine, è uno dei fulcri dell'offerta, affiancata da taglieri di salumi e formaggi, antipasti, focacce e insalate gourmet, spesso arricchite dalla presenza della frutta.
Non manca il sushi, con lavorazione a vista del pesce, oppure gamberi in tempura, mentre pizza e pinsa occupano un'intera area con forno a vista: la prima è proposta in stile napoletano, la seconda secondo la tradizione romana. A completare il percorso gastronomico ci sono la griglia con i polli allo spiedo, i dolci, il gelato e una proposta di cocktail e vini.
Don Pasquale c/o Hotel Maalot
All’interno dell’hotel Maalot Roma, il Don Pasquale è il ristorante guidato dall’executive chef Domenico Boschi, romano, che porta in tavola una cucina legata ai sapori della tradizione capitolina ma riletta con tecniche contemporanee. La proposta punta su piatti riconoscibili, alleggeriti e arricchiti da contaminazioni e ingredienti di altre culture, senza perdere il legame con il territorio.
In carta trovano spazio grandi classici come amatriciana, carbonara, cacio e pepe e rigatoni con le polpette, accanto a piatti più creativi come primi (ottime le Eliche e broccoli) e secondi di carne, pesce e verdure. La cucina di Boschi cerca così un equilibrio tra romanità, tecnica, stagionalità e golosità, in una formula da bistrot contemporaneo pensata per essere fruibile durante tutta la giornata.
Casa di Giulietta a Verona: fortuna, amore e un gesto diventato celebre
La seconda destinazione italiana presente nella classifica è la Casa di Giulietta a Verona, che occupa il decimo posto con un punteggio di 6,67 su 10. Il legame con la fortuna è particolare e passa attraverso la celebre statua di Giulietta. Secondo una credenza ormai radicata nell'immaginario turistico, toccare il seno destro della statua porta fortuna in amore. Il gesto è diventato nel tempo uno dei rituali più riconoscibili per chi visita il cortile di Via Cappello.
La Casa di Giulietta ha totalizzato 319 recensioni legate alla fortuna, mentre lo studio rileva 13.300 ricerche mensili globali e oltre 100.400 hashtag su Instagram. La valutazione media indicata è di 3,4 su 5. La presenza di Verona nella top 10 dimostra come il tema della fortuna non sia legato esclusivamente a luoghi religiosi o a monumenti associati alla ricchezza. Nel caso della Casa di Giulietta, il desiderio di buona sorte si intreccia soprattutto con amore, relazioni e romanticismo, elementi che hanno contribuito a rendere il luogo una delle tappe più conosciute del turismo veronese.
Dove mangiare vicino alla Casa di Giulietta: tre ristoranti a Verona
La Casa di Giulietta si trova nel cuore del centro storico di Verona, a breve distanza da Piazza delle Erbe e dalle principali strade dello shopping. Nei dintorni non mancano quindi ristoranti e trattorie adatti a completare la visita.
Casa Perbellini 12 apostoli
Nel cuore di Verona, Casa Perbellini 12 Apostoli è il ristorante dello chef Giancarlo Perbellini, oggi insignito delle Tre Stelle Michelin. La cucina propone un percorso d’autore costruito tra memoria, tecnica e stagionalità, con tre degustazioni che raccontano approcci diversi: “Io e Silvia”, dedicato alle creazioni più recenti, “Storie di Casa”, che riprende alcuni piatti storici dello chef in chiave contemporanea, e “L’Essenza”, percorso vegetariano.
In carta si incontrano piatti come la tartare di branzino con caprino e liquirizia, il tagliolino all’uovo con storione affumicato e lievito di birra croccante, cappelletti ripieni di emulsione di fumetto e pesto, astice, calamari e dashi acido, il raviolo con ragù di animelle e spugnole e il capriolo glassato. Una cucina elegante e precisa, dove materie prime, cotture e contrasti sono studiati per costruire piatti equilibrati e riconoscibili, capace di rileggere la grande gastronomia italiana con un linguaggio personale e contemporaneo.
Osteria Perbacco by raìse
Osteria Perbacco by raìse è una giovane trattoria guidata da Luca Antonello e dallo chef Nicolò Perina, dove la cucina racconta il territorio con un approccio essenziale e contemporaneo. Il concetto di “cucina contadina evoluta” si traduce in piatti diretti, golosi e costruiti intorno a materie prime locali e piccoli produttori, senza sovrapposizioni inutili. La pastissada di cavallo, trasformata in carpaccio con fondo tiepido, cipolla e chips di polenta, è una rilettura intelligente di un grande classico veronese.
Tra i piatti spiccano anche la pasta e fagioli con varietà antiche autoctone, la lingua di Garronese Veneta alla brace con salsa tonnata e il cervo con cacao, cavolo nero, fegato e amarene. Anche i dessert seguono la stessa filosofia: la torta russa viene alleggerita e resa più golosa con namelaka al cioccolato bianco e sorbetto alla mandorla. Una cucina territoriale, concreta e personale, che valorizza pochi ingredienti e lascia parlare il prodotto.
Al Capitan
A pochi passi dall’Arena, Al Capitan della Cittadella è il ristorante di Andrea Manzoli che da vent’anni porta in città una cucina di mare costruita sulla qualità del pescato e sulla stagionalità. Nato nel 2005 insieme a Giancarlo Perbellini, il locale ha mantenuto negli anni un’identità precisa, con una proposta che mette al centro pesce fresco, verdure di stagione e profumi mediterranei, lavorati con gusto pulito e abbinamenti raffinati.
Tra i piatti simbolo ci sono il Crudino, la granseola alla veneziana, la frittura del mercato e il cappon magro, accanto a interpretazioni più personali come i tubetti con bruscandoli, cozze, patate e olio di carbonella o la triglia con gambero rosso, ristretto di granchio, carciofo e aglio nero. Anche lo spaghetto allo scoglio viene reinterpretato da Manzoli nel suo “Il mio Scoglio e Spaghetti”. Una cucina di pesce concreta, elegante e riconoscibile, dove la materia prima resta protagonista senza rinunciare alla ricerca.
La classifica mondiale delle destinazioni più fortunate
Il primo posto spetta al Tempio d'Oro di Amritsar, in India, con un punteggio di 9,29 su 10. Seguono la Fontana di Trevi con 9,05, il Ponte Carlo di Praga con 8,84, il Fushimi Inari Taisha di Kyoto con 8,57 e il Tempio Senso-ji di Tokyo con 8,17. Nella seconda metà della classifica compaiono Hagia Sophia a Istanbul, Stonehenge in Inghilterra, il Castello di Blarney in Irlanda, la Tomba di Lincoln negli Stati Uniti e, al decimo posto, la Casa di Giulietta. Il dato più interessante per l'Italia è dunque la presenza di Roma nella parte altissima della classifica e di Verona nella top 10, a conferma della forza internazionale di due attrazioni che hanno saputo trasformare semplici gesti in esperienze turistiche riconoscibili in tutto il mondo.
Il rito della fortuna diventa parte del viaggio
Il successo di questi luoghi mostra come un'attrazione turistica possa acquisire un significato ulteriore attraverso un rituale semplice. Una moneta, un gesto, una statua o un desiderio diventano parte dell'esperienza e contribuiscono a costruire il ricordo della visita.Per la Fontana di Trevi e la Casa di Giulietta questo meccanismo è particolarmente evidente: la fortuna diventa un motivo aggiuntivo per fermarsi, partecipare al rito e raccontare l'esperienza, attraverso fotografie, recensioni e contenuti sui social network.
La classifica restituisce un dato curioso: tra le mete più fortunate del mondo, l'Italia può contare su due luoghi capaci di trasformare una visita in un piccolo rituale. Roma punta sulla moneta lanciata nella Fontana di Trevi, Verona sul gesto legato alla statua di Giulietta. Due esperienze diverse, ma entrambe facilmente riconoscibili e fortemente legate all'immaginario internazionale. Per chi organizza un viaggio, possono diventare così non soltanto tappe da fotografare, ma occasioni per scoprire il lato più curioso e partecipativo delle città.

