AMetti una sera a cena con l’arte: Tavolo Unico è il ristorante-museo che troviamo a Busto Arsizio. Il 13 di Giugno ha inaugurato la nuova sede su tre piani, qui mentre si pranza puoi godere oltre cinquecento opere d’arte da vicino. L’ideatore è Massimiliano Babila Cagelli con un passato nello sport: a 24 anni decide di abbandonare il nuoto che gli aveva consegnato premi e riconoscimenti per il mondo della comunicazione. Infatti fonda con la sorella un’agenzia, ancora attiva, poi, attratto dalla cucina, inizia a lavorare nel settore della ristorazione.

Babila Cagelli cambia casa, non anima: la sua cucina resta circondata dall’arte
La stanza Dante

Essere un campione nello sport lo ha plasmato e abituato alla competizione e alla sfida. Massimiliano voleva creare un ristorante “unico”, dove i commensali potessero godere della bellezza. E così è stato. Si dedica alla progettazione e comunicazione di locali, poi lo vediamo collaborare da Joja ed infine nel 2021 nasce Tavolo Unico.

Arte e riservatezza: le opere e la struttura della villa su tre piani

Fino a qualche mese fa Tavolo Unico occupava un’altra sede, poi finalmente ha optato per una bella villa a tre piani, che contiene ben 563 opere d’arte: Dalí, Modigliani, Warhol, Lichtenstein e Banksy e altro ancora. «Non volevo creare semplicemente un luogo in cui mangiare, ma uno spazio capace di emozionare, incuriosire e sorprendere, in cui ogni elemento contribuisse a costruire un’esperienza che non assomigli a nessun’altra», racconta Massimiliano Babila Cagelli, chef e fondatore di Tavolo Unico. «qui non si pranza o cena per farsi notare o vedere, ma per godere dell’arte, stando con amici o familiari.» Massimiliano oltre che chef è anche un padrone di casa perfetto, che racconta con passione le opere che lo circondano.

Babila Cagelli cambia casa, non anima: la sua cucina resta circondata dall’arte
La stanza Libri Bianchi

A piano terra troviamo il Bistrò più informale con diversi tavoli quadrati, che all’occorrenza si possono unire. Al primo piano 7 sale private, ciascuna con un solo tavolo, ideale per ospitare da due fino dieci persone. Ogni cliente può scegliere la stanza più affine: abbiamo cenato in quella “total white”, chiamata “Libri Bianchi”, che ci ha regalato una sensazione di calma e serenità. Gradevole anche quella con i ritratti, mentre quella ispirata a Banksy la riteniamo aggressiva. Lo sappiamo, l’arte è soggettiva.

Al piano -1: 400 metri quadrati circa ospitano mostre temporanee, concerti, incontri culturali, presentazioni ed eventi, oltre al suggestivo Tavolo Dante, circondato dalle opere di 53 artisti che hanno interpretato la Divina Commedia. La vocazione culturale si allarga: lo spazio consente di organizzare serate dedicate all’arte e alla musica, percorsi per le scuole e la possibilità per gli studenti dei Conservatori di utilizzare i due pianoforti a coda presenti nella villa. Non basta: le sale così poliedriche permettono eventi, pranzi, festeggiamenti. C’è di più, i genitori possono stare sereni: i bambini fino ai 10 anni non pagano, anzi hanno degli spazi dedicati, dove possono leggere e colorare; anche i cani possono seguire i loro padroni, nonostante la presenza delle opere d’arte. Anche la mise en place dei tavoli è una continuazione delle opere d’arte, grazie alla collaborazione con Villeroy e Boch.

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La proposta gastronomica dello chef Massimiliano Babila Cagelli

La qualità non è un’opinione: Massimiliano offre pane e la pasta impastati in cucina, la verdura proviene da un orto limitrofo con cui ha stipulato un accordo. Durante la cena gli ospiti possono scegliere una degustazione tra 3 a 5 calici di vino: qui si ha l’imbarazzo della scelta, perché ci sono a disposizione 450 etichette di vino. Ogni piatto è costruito per rispettare identità, stagionalità ed equilibrio degli ingredienti, eliminando il superfluo e lasciando spazio al gusto.

La proposta comprende menu à la carte e percorsi degustazione, anche in versione interamente vegana o senza glutine. Sono a disposizione del cliente diversi menu, da quello a base di verdure o di pesce, oppure nel menu “Dialogando” si possono scegliere dalle nove alle sei portate. Durante la cena abbiamo apprezzato particolarmente “Semplicemente spaghetti al pomodoro”. In questo caso Massimiliano ha trasformato il simbolo della cucina italiana in un piatto gradevole. Il segreto? Nasce da un sugo di pomodoro ristretto, a tal punto da essere inserito nell’impasto, in questo modo il pomodoro non è visivamente presente, ma si percepisce in sottofondo.

Viale Ippolito Nievo 7 21052 Busto Arsizio (VA) Italia