A MILANO
Dove oggi c'è Fondazione Prada si producevano liquori. Ora tornano nei cocktail di Torre
A Milano la storia della Società Italiana Spiriti torna nel cocktail bar del ristorante Torre con Archivio Isarco. Remy Savage firma dodici drink costruiti su distillati, liquori e vermouth creati appositamente
Prima di diventare uno dei luoghi della cultura contemporanea milanese, Largo Isarco aveva una storia legata alla produzione di distillati e liquori. Negli spazi oggi occupati da Fondazione Prada ha operato per decenni la Società Italiana Spiriti (SIS), realtà che ha avuto un ruolo nello sviluppo dell’industria liquoristica italiana. È da questa memoria produttiva che prende avvio Archivio Isarco, il nuovo progetto di Torre, il ristorante della Fondazione Prada, che affida a Remy Savage il ruolo di lead mixologist. L’idea non è ricostruire il passato, ma utilizzarlo come punto di partenza per una ricerca contemporanea sul cocktail.
Da SIS a Archivio Isarco: una memoria che diventa materia
La storia della SIS è fatta di ricerca, sperimentazione e processi produttivi che hanno accompagnato l'evoluzione della cultura italiana dei distillati e dei liquori. Un patrimonio che oggi viene riletto attraverso il lavoro al bancone di Torre. Archivio Isarco nasce infatti come una sorta di archivio in movimento: distillati, liquori, tecniche e rituali del passato vengono ripresi e trasformati in nuove preparazioni. Il riferimento alla storia del luogo rimane, ma cambia il linguaggio con cui viene raccontata.
Il tratto più caratteristico del progetto riguarda la costruzione dei cocktail. Per ciascuna delle dodici creazioni in carta, Savage ha sviluppato una bottiglia dedicata, realizzata come base liquida del drink. Può essere un distillato, un liquore o un vermouth e non rappresenta semplicemente uno degli ingredienti: diventa il punto da cui prende forma la ricetta. Il menu è diviso in tre capitoli, Distillati, Liquori e Aperitivi, per un totale di dodici cocktail signature. Il lavoro sulle basi permette così di intervenire sulla struttura dei drink prima ancora di arrivare alla composizione finale.
Il Negroni cambia base
Tra le proposte c’è il Negroni, inserito nel capitolo Distillati. La ricetta parte dalla struttura conosciuta del grande classico italiano, ma sostituisce il gin con Hound Viola, un distillato sviluppato appositamente per il progetto. L'obiettivo è modificare l'equilibrio del cocktail lavorando sulla relazione con vermouth e Campari, lasciando che la nuova base ne metta in evidenza profondità e complessità.
Nel capitolo Liquori trova invece spazio l’Olive Oil Sgroppino, che prende una preparazione italiana conosciuta e la porta su un terreno mediterraneo. Limoncino, limone fresco, olio extravergine di oliva e Franciacorta costruiscono un drink nel quale l'olio interviene anche sulla consistenza. Tra gli Aperitivi c’è il Tequila Jungle Bird, rilettura di un classico tropicale nella quale entrano Amaro della Fondazione, ananas tostato e lime. Il risultato cerca una dimensione più gastronomica, con maggiore attenzione alla stratificazione dei sapori.
Remy Savage, tra cocktail e design
A guidare la ricerca è Remy Savage, bartender e creativo che negli ultimi quindici anni ha sviluppato il proprio percorso tra cocktail bar, progetti internazionali e collaborazioni con marchi e realtà del mondo del design. Il suo approccio parte dalla convinzione che il cocktail possa essere anche uno strumento di racconto, mettendo in relazione ingredienti, tecnica e forma. Nel suo lavoro ricorrono riferimenti all'arte e al design, dal Bauhaus all'Art Nouveau fino all'astrazione, tradotti non tanto in una semplice estetica del bicchiere quanto nella costruzione dell'esperienza.
È una ricerca che punta su minimalismo, struttura e sistemi concettuali, con l'idea di applicare al beverage un metodo vicino a quello utilizzato in altre discipline creative. Savage ha inoltre lavorato attraverso collaborazioni, consulenze e progetti legati al mondo del beverage e del design, tra cui Mi Shang Prada Rong Zhai. Il suo arrivo a Torre porta quindi nel progetto milanese una ricerca già sviluppata sul rapporto tra ospitalità, creatività e progettazione.
A Largo Isarco il passato entra nella mixology
Archivio Isarco trova così la propria identità nel rapporto tra la storia produttiva dell'indirizzo e la ricerca contemporanea. Non si tratta di riproporre i prodotti o le ricette del passato, ma di partire da quella stagione della liquoristica italiana per costruire nuove basi e nuovi cocktail. In questo senso, la memoria della SIS diventa una materia di lavoro. E il bancone di Torre si trasforma nel luogo in cui una storia industriale del Novecento incontra la mixology contemporanea, attraverso dodici preparazioni costruite attorno ad altrettante fondazioni liquide.

