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Chiara Maci, il segreto del successo? Essere se stessi e stare al passo con i tempi

Chiara Maci, il segreto del successo? Essere se stessi e stare al passo con i tempi
Chiara Maci, il segreto del successo? Essere se stessi e stare al passo con i tempi
Primo Piano del 07 febbraio 2021 | 08:30

Per la food blogger è fondamentale studiare e conoscere i nuovi social e le nuove tendenze. Con il programma L'Italia a morsi racconta le tradizioni e le ricette delle nonne. E in un momento come questo è fondamentale sostenere il settore dell'enogastronomia che non è fatto solo di cuochi famosi.

In gara per la terza volta, categoria Opinion Leader nel Sondaggio Personaggio dell’anno dell’enogastronomia e dell’accoglienza (per votare clicca qui). La prima ha vinto con la sorella Angela, la seconda da sola e i pronostici la danno per favorita anche questa volta. Abbiamo incontrato Chiara Maci, foodblogger, mamma, giornalista, scrittrice, conduttrice televisiva, a pochi giorni dal verdetto finale.

Chiara Maci. Fonte: Chiaramaci.com - Chiara Maci, il segreto del successo? Essere se stessi e aggiornarsi
Chiara Maci. Fonte: Chiaramaci.com

Abbiamo seguito la tua evoluzione professionale dal primo sito, Sorelle in pentola con Angela, all’attuale blog che ha un grande successo popolare. È una grande responsabilità. Ce la vuoi raccontare?
È una domanda che mi fanno spesso. All’inizio del mio blog, chiaramaci.com, ero molto ingenua e spontanea, come sono anche oggi. Scrivevo di ricette e di me. Della mia vita e delle mie emozioni. Sentivo che qualcosa stava crescendo nel consenso del mio pubblico. Quando, un giorno, incontrai a Milano una gentile signora che mi chiese: “Come sta Bianca? L’ho pensata molto sa”. Ecco quel giorno è stata per me una percezione incredibile. Parlare di sé fa bene a sé stessi e fa bene agli altri. Dentro una ricetta i miei follower si ritrovano. Sapevo, in cuor mio, che sarei emersa. Ero una single con impronta milanese. Una capace di lavorare 14 ore al giorno anche nei fine settimana. Ricordo che a 23 anni scrissi una lettera al direttore di A sottolineando che i giovani non sono solo capaci di piangersi addosso ma hanno idee per crearsi un lavoro e tanta grinta. Questa lettera fu pubblicata e mi fece capire che procedendo a piccoli passi, con obbiettivi 6 mesi per 6 mesi, senza abbattersi mai ce la potevo fare.

Hai tantissimi follower in continua crescita. Chi sono?
Sono al 90% donne. Di tutte le età. Con le loro email cresco anche io. Le ricette sono un mezzo utile per dare slancio alla capacità delle donne di fare senza dover aspettare il consenso e l’appoggio di qualcuno. Molte mi scrivono che non credono in loro stesse.

E le più giovani?
In apparenza sono più decise e sicure ma nascondono una grande fragilità di fondo e il bisogno di arricchire di contenuti la propria vita.

Sei sempre in grande fermento e non ti fermi mai. Come hai affrontato il primo lockdown?
È arrivato in un momento in cui sentivo che mi stavo lentamente svuotando. Il lockdown mi ha costretta a fermarmi. A stare a casa con i miei bambini che adoro e che riempiono la mia esistenza. Sono una pantofolaia di natura ma anche in pantofole ho lavorato come una matta. Ho avuto tante richieste e mi sono anche autoprodotta. E poi c’era la didattica a distanza di Bianca che faceva la prima elementare. Insomma, sono stata molto impegnata, il 2020, per me, è andato bene e ho passato un’estate serena a casa con la famiglia.

Poi hai ripreso a viaggiare per il tuo programma L’Italia a Morsi su FoodNetwork, sei tornata a casa ed è iniziato il secondo, diverso, lockdown.
È qui che mi sono proprio fermata. Quando sono terminate le riprese ho cominciato a pensare che non è necessario per forza strafare. Dimostrare sempre di essere capace. Ci ho pensato a lungo durante le serate da sola in hotel a cenare. Dal 18 dicembre posso dire di essere più serena. Lavoro tantissimo ugualmente ma non più come se avessi una gara con me stessa.

Raccontaci di L’Italia a Morsi che è giunto alla terza edizione. Un grande successo di pubblico.
Quando mi hanno proposto questo format ho detto subito di sì. Non amo le gare, le competizioni televisive e non voglio fare una tv urlata. Questo programma mi permette di viaggiare, di crescere culturalmente. Incontro persone che conservano le tradizioni vecchissime attraverso ricette tramandate che magari nemmeno ricordiamo più. Racconto l’Italia, la nostra Italia, delle nonne. Tutti noi abbiamo avuto una nonna in cucina come punto di riferimento. Una nonna che coinvolgeva i nipoti per farli stare buoni. Ecco L’Italia a Morsi mi fa visitare luoghi meravigliosi dove brilla la ricchezza del ricordo.

Sei molto spontanea nel programma così come lo sei nel tuo blog. È voluto tutto ciò?
Ci credi che io non so nulla, ogni volta, della trasmissione che andrò a girare? Non voglio vedere il copione. Anche perché non sarei capace di impararlo a memoria in fretta. Così ogni volta che incontro qualcuno e vedo qualcosa sono stupita e piacevolmente colpita. Sono vera e sincera. Il successo è stato immediato. Per me è più semplice, perché sono io e non mi posso sbagliare.

Che rapporto ha una vip foodblogger come te con i cuochi professionisti?
All’inizio diciamo che mi ridevano quasi in faccia. Il ruolo della blogger, 10 anni fa, non era definito. Poi, col tempo, hanno compreso che non vi era alcuna rivalità e hanno cominciato a chiamarmi per informarsi sul mondo dei social. Vedi le blogger erano considerate casalinghe che cucinano in casa e propongono le loro ricette. Molte sono rimaste così e fanno un lavoro assolutamente di valore. Io volevo molto di più. Venivo dal marketing e mi sono proposta a solide aziende a conduzione familiare con un progetto di crescita e con delle proposte concrete che si sono realizzate.

Ti ritieni un influencer?
Non sono un influencer ma lo divento di conseguenza ogni volta che le mie follower mi vedono con un accessorio o cucino un prodotto. Mi stupisco continuamente che tutto ciò avvenga ancora e mantengo fidelizzate le persone che mi seguono fin dall’inizio.

Quindi il tuo segreto è essere sempre te stessa, vivere con i tuoi follower la tua normalità, le tue ricette e la tua vita. Il mondo del web e dei social si rinnova e si evolve molto velocemente. Come ti mantieni sulla cresta dell’onda?
Ora è tutto diverso. Completamente ribaltato. La bravura è essere al passo con i tempi e conoscere tutti i mezzi possibili per farlo. Mi aggiorno sui nuovi social che escono, studio moltissimo. Vado indietro nel tempo e nella storia della cucina italiana. Sempre consapevole che io sono io. La mia forza sono io. Devo spiegare ai miei figli cos’è Tik Tok e non proibirlo. Se la mamma ci lavora loro devono capire come usarlo, che succede lì dentro e come difendersi.

Che significato assume un Premio come questo in un momento così buio e incerto per l’enogastronomia e per tutto il settore?
È un segnale forte rivolto ai più colpiti da questa pandemia. Io sono sempre una grande ottimista e guardo avanti con fiducia ma sono convinta che non torneremo più come prima. Le persone sono cambiate. Su tutti i protagonisti del premio, presi a simbolo, c’è un accanimento troppo pressante. E non esistono solo quelli bravi e famosi che sono una minoranza. Esistono i “normali” ai quali sta crollando, se non è già crollato, il mondo addosso. Se mancano i soldi per ricominciare manca anche la grinta. La forza di dire io ci riprovo. Ora ritorno ottimista ed esorto tutti a non mollare mai.

© Riproduzione riservata


“Italia a Tavola è da sempre in prima linea per garantire un’informazione libera e aggiornamenti puntuali sul mondo dell’enogastronomia e del turismo, promuovendo la conoscenza di tutti i suoi protagonisti attraverso l’utilizzo dei diversi media disponibili”

Alberto Lupini


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