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Ecco il decreto ristori quater: solo briciole ai ristoranti e ai bar. Niente "bonus" Natale ai cassintegrati

Ecco il decreto ristori quater: solo briciole ai ristoranti e ai bar. Niente
Ecco il decreto ristori quater: solo briciole ai ristoranti e ai bar. Niente "bonus" Natale ai cassintegrati
Pubblicato il 29 novembre 2020 | 23:30

Decreto ristori quater: maxi-sospensione fiscale da 8 miliardi (che sono per lo più solo rinvii di tasse da pagare comunque). Agli stagionali un bonus di 1000 euro. Sospese le cartelle esattoriali. C'è tempo fino al 10 dicembre per chiedere il rinvio degli acconti di novembre, delle scadenze Iva e dei contributi previdenziali

Con una vergognosa decisione che arriva sul filo di lana della scadenza (lunedì 30 novembre si sarebbero dovute pagare le tasse ora rinviate), il Governo mette in campo gli 8 miliardi autorizzati dal Parlamento col voto sullo scostamento di bilancio e vara una maxi-sospensione fiscale per tutte le scadenze di qui a fine anno, rinviate a primavera per imprese e partite Iva in difficoltà. Prosegue così la "saga" dei provvedimenti in burocratichese per compensare le attività chiuse per contenere la seconda ondata dell'epidemia. Stavolta in realtà si tratta per lo più di partite di giro perchè al di là dei ristori veri e propri (pochi) si tratta solo di importi messi a bilancio ma che verranno recuperati una volta che si pagheranno le tasse solo "sospese". Salvo che venga utilizzato un nuovo fondo cancella-tasse da 5,3 miliardi per eliminare le tasse delle aziende che subiranno gravi perdite a dicembre, di cui non ci sono però le norme per l'applicazione. Solo fumo negli occhi?

Il tutto non senza i soliti giochini dei ritardatari cronici: lo slittamento per ora solo di 10 giorni così da verificare che le aziende siano effettivamente nelle condizioni di poter chiedere lo slittamento: occorre avere registrato un calo del fatturato di oltre il 33% nel primo semestre.

Dal Governo briciole ai ristoranti E nega il bonus ai cassintegrati

Sulla carta ci dovrebbe essere, una «attenzione in particolare ad alberghi e ristoranti», ma in realtà va detto che si tratta solo di briciole che non compensano nemmeno in parte i mancati incassi per la chiusura dei locali nelle prossime settimane. Parliamo di un valore che va dal 20 al 25% del fatturato di tutto l’anno e che solo per Natale, Santo Stefano e Capodanno (con tutti i ristoranti chiusi) vale oltre 700 milioni di euro. E non a caso la Fipe è scesa con durezza in campo rinfacciando al premier di essersi rimangiato gli impegni presi e chiedendo quindi di avere una compensazione che copra al 100% la perdita dei fatturati di dicembre. E tutto per l’assurda volontà, quasi persecutoria, di volere chiudere bar e ristoranti che, pure, non sono segnalati in nessuno studio scientifico italiano come causa di focolai. Tanto che baristi, cuochi o camerieri sono fra le categorie meno colpite dal Covid-19 per le procedure adottate a partire dall’obbligo, dal primo giorno, di indossare sempre la mascherina.

Ulteriore beffa è poi lo scorporo di 250 milioni dal già esiguo fondo di 600 milioni messo a disposizione del ministro delle Politiche agricole per sostenere l’acquisto di beni agricoli italiani da parte dei pubblici esercizi.

E, sempre per aggiungere il danno alla beffa, i dipendenti dei pubblici esercizi, i lavoratori che più di altri hanno sofferto la crisi con parziali indennizzi di cassa integrazione, non riceveranno nemmeno quel bonus Natale che sempre Conte aveva promesso per compensare le tredicesime ridotte all’osso perché in Cig si perdono gli scatti. Bonus che invece va ai lavoratori precari, dagli stagionali del turismo (1.000 euro) a quelli dello sport (600 euro). Ci sono poi altre risorse per gli straordinari della polizia impegnata a fare rispettare le norme anti-Covid e un fondo ad hoc per aiutare il settore delle fiere e dei congressi (350 milioni), fermo in sostanza dall'inizio della pandemia.

Il governo in realtà, secondo fonti della maggioranza, starebbe già lavorando sia a un ulteriore decreto di fine anno, che dovrebbe abbinarsi al tradizionale Milleproroghe e che conterrà una serie di interventi che non hanno trovato posto nel quater, sia al prossimo decreto Ristori di inizio 2021, quello "finale": in quella sede si dovrebbe chiudere il cerchio degli aiuti all'economia, grazie a un nuovo scostamento da almeno 20 miliardi, e introdurre un meccanismo "perequativo" per garantire più sostegno a chi effettivamente ha perso di più nei mesi della crisi, includendo anche i professionisti.

Ma vediamo nel frattempo quali sono le decisioni varate dal Governo e che ricalcano quanto Italia a Tavola ha già da tempo anticipato:

Imposte rinviate per chi nel primo semestre ha avuto una flessione di almeno il 33% del fatturato
Per le imprese c'è lo slittamento per ora dal 30 novembre al 10 dicembre degli acconti di Irpef, Ires e Irap: un mini rinvio utile a rifare i calcoli delle perdite del primo semestre e vedere chi rientra nella nuova scadenza di fine aprile, prevista per quelle attività (entro i 50 milioni) che abbiano registrato cali di fatturato di almeno il 33%. Un importo che vale 1,7 miliardi di euro, ma che sono solo rinviati, perché prima o poi, stante almeno l’attuale situazione, andranno pagati.

Le nuove sospensioni saranno riservate a partite Iva e imprese fino a 50 milioni di euro che hanno subito perdite rilevanti. E gli importi da gestire sono alti. Anche perché lo stop alle tasse dovrebbe valere per tutto il territorio nazionale. E ciò per lo Stato potrebbe comportare da solo circa 3,1 miliardi di mancate entrate. Il solo Prelievo unico sui giochi (sospesi) peserebbe per altri 600 milioni. E poi ci sono tante imposte minori, come le accise sulla benzina.

Per i ristoranti di zone rosse e arancioni vale a prescindere dai limiti di fatturato e perdite
Per ristoranti delle zone arancioni e rosse e per tutte le attività chiuse nelle zone rosse indicate nelle liste Ateco per l'accesso al fondo perduto (che si allarga anche agli agenti di commercio) il rinvio si applicherà a prescindere dai limiti di fatturato e di perdite, estendendo la norma attualmente prevista per i soggetti Isa di queste aree. Alla lista si aggiungono anche alberghi, tour operator e agenzie di viaggio delle zone rosse che potranno beneficiare della moratoria fiscale anche se non sono stati esplicitamente chiusi per Dpcm. 

Ristori anche per agriturismi e ittioturismi
I contributi, la cui domanda può essere presentata fino al 15 dicembre attraverso il Portale della ristorazione o presso gli sportelli degli uffici postali, spettano anche agli agriturismi a prescindere dal codice ATECO utilizzato per l’esercizio delle attività di alloggio e ristorazione. Con questo chiarimento si superano i dubbi interpretativi che erano sorti a seguito del decreto-legge di agosto permettendo agli operatori agrituristici di accedere al bonus ristorazione anche, come chiarito dallo stesso Ministero, in relazione alla cessione di prodotti agricoli tra azienda agricola e azienda agrituristica connessa

Rifinanziato il fondo per gli alberghi
Il fondo rotativo del Microcredito centrale, dedicato anche agli alberghi, è stato rifinanziato per 500 milioni.

Sospesi anche Iva e contributi previdenziali
Più della metà degli 8 miliardi decisi nei giorni scorsi con lo scostamento di bilancio sarà utilizzata proprio per la sospensione delle scadenze fiscali di fine novembre e dicembre. Oltre agli acconti Irpef, Ires e Irap del 30 novembre ci sono anche:

  • Versamento Iva e le ritenute sui lavoratori dipendenti del 16 dicembre
  • Acconto Iva del 27 dicembre

È prevista la sospensione dei contributi previdenziali, dei versamenti delle ritenute alla fonte e dell’Iva che scadono nel mese di dicembre per tutte le imprese con un fatturato non superiore a 50 milioni di euro nel 2019 e che hanno registrato un calo del 33% del fatturato nel mese di novembre 2020 rispetto allo stesso mese del 2019.Tutti questi pagamenti saranno rinviati ad aprile e rateizzati. 

Sono sospesi i versamenti anche per chi ha aperto l’attività dopo il 30 novembre 2019. La sospensione si applica inoltre a tutte le attività economiche che sono state chiuse a seguito del Dpcm del 3 novembre, per quelle oggetto di misure restrittive con sede nelle zone rosse, per i ristoranti in zone arancioni e rosse, per tour operator, agenzie di viaggio e alberghi nelle zone rosse.

Emergono peraltro alcuni dubbi sulla proroga della scadenza dell’acconto IVA del 28 dicembre 2020 perchè l'’articolo 2 parla genericamente di “scadenza dei versamenti IVA di dicembre”, senza specificare se si tratta dell’IVA dovuta in autoliquidazione dai soggetti mensili o del versamento dell’acconto. Bisogna aspettare qualche chiarimento.

Sospese le cartelle esattoriali
C’è anche il rinvio dei pagamenti della rottamazione e del saldo e stralcio delle cartelle esattoriali, che altrimenti ripartirebbero il 10 dicembre. I contribuenti in ritardo con le rate delle cartelle esattoriali avrebbero tempo fino all’1 marzo del 2021 per mettersi in regola.

La proroga dei termini delle definizioni agevolate prevista dal decreto “Cura Italia” (decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18) viene estesa dal 10 dicembre 2020 al primo marzo 2021. In tal modo, si estende il termine per pagare le rate della “rottamazione-ter” e del “saldo e stralcio” in scadenza nel 2020, senza che si incorra nell’inefficacia della definizione agevolata.

Vengono in particolare introdotte modifiche per rendere più organico e funzionale l’istituto della rateizzazione concessa dall’agente della riscossione. In particolare, si prevede che alla presentazione della richiesta di dilazione consegua la sospensione dei termini di prescrizione e decadenza e il divieto di iscrivere nuovi fermi amministrativi e ipoteche o di avviare nuove procedure esecutive. Per le rateizzazioni richieste entro la fine del 2021, viene alzata a 100.000 euro la soglia per i controlli e sale da 5 a 10 il numero di rate che, se non pagate, determinano la decadenza della rateizzazione. Inoltre, i contribuenti decaduti dai piani di rateizzazione o dalle precedenti rottamazioni delle cartelle esattoriali potranno presentare una nuova richiesta di rateizzazione entro la fine del 2021.

Proroga dei versamenti del prelievo erariale unico sugli apparecchi delle sale gioco
Il saldo del prelievo erariale unico (PREU) sugli apparecchi delle sale gioco di settembre-ottobre 2020 può essere versato solo per un quinto del dovuto. La parte restante può essere versata con rate mensili, con la prima rata entro il 22 gennaio del 2021.

C’è poi l'una tantum sotto l'albero per gli stagionali
Saltato come detto un aiuto extra-fiscale, a livello di una tantum da 500 euro, per chi ha ricevuto la Cig Covid per più di 8 settimane, c’è invece un bonus che va ai lavoratori precari.

Si tratta di un'indennità una tantum di 1.000 euro per i lavoratori stagionali del turismo, degli stabilimenti termali e dello spettacolo.  La norma interessa, in particolare, i lavoratori dipendenti stagionali del settore turismo e degli stabilimenti termali che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il primo gennaio 2019 e il 17 marzo 2020, non titolari di pensione, né di rapporto di lavoro dipendente, né di Naspi. Arrivano in particolare più risorse  per il Fondo emergenze spettacoli, cinema e audiovisivo (90 milioni in più nel 2021) e per il fondo per le imprese culturali(50 milioni).

È incrementata di 95 milioni anche la dotazione del Fondo unico per il sostegno delle associazioni sportive e società sportive e ai lavoratori della sport per  il mese di dicembre è erogata da Sport e Salute Spa un’indennità di 800 euro. Si tratta dei lavoratori del mondo dello sport titolari di rapporti di collaborazione con il Coni, il Comitato Italiano Paralimpico, le Federazioni Sportive Nazionali, le Discipline Sportive Associate, gli Enti di Promozione Sportiva e le Società e Associazioni sportive dilettantistiche, riconosciuti dal Coni e dal Comitato Paralimpico.

Spuntano anche 10 milioni per i bus panoramici
Gli autobus scoperti per le visite turistiche delle grandi città sono fra le attività che, a sorpresa, riceveranno aiuti con il decreto Ristori quater (10 milioni) con un una dotazione del Fondo per il sostegno alle agenzie di viaggio e ai tour operator.

Fondo perequativo
È istituito un fondo finalizzato a realizzare, nell’anno 2021, la perequazione delle misure fiscali e di ristoro concesse con i provvedimenti emergenziali adottati nell’ambito della emergenza COVID-19, da destinare ai soggetti che con i medesimi provvedimenti abbiano beneficiato di sospensione fiscali e contributive e che registrano una significativa perdita di fatturato.

E' in particolare di 5,3 miliardi il nuovo fondo 'cancella-tasse' per consentire "l'esonero parziale o totale" alla ripresa dei versamenti in primavera. E' quanto si legge nel testo finale del decreto Ristori quater, 'bollinato' dalla Ragioneria generale dello Stato e in via di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Il fondo "finalizzato alla perequazione delle misure fiscali e di ristoro" sarà alimentato proprio con gli incassi di imposte, rottamazione e Preu al momento sospese che saranno redistribuite alle imprese che "registrino una significativa perdita di fatturato".

Gualtieri: Lo Stato è vicino a imprese e lavoratori
Il senso della decisione del Governo è stato dato dal Ministro Gualteri su Twitter: «Chi è colpito dalla crisi provocata dal Covid19 troverà sempre lo Stato al suo fianco. Continuiamo a sostenere lavoratori, partite Iva e imprese con il rinvio delle principali scadenze fiscali e con altre importanti misure. Anche grazie al confronto con il Parlamento, ampliamo ulteriormente la platea delle attività oggetto dei contributi a fondo perduto con l'ingresso di diverse categorie di agenti e rappresentanti di commercio».

Per concludere ricordiamo che con gli 8 miliardi che finanziano il Ristori quater salgono a 18 i miliardi distribuiti da tutti i decreti Ristori. E arrivano a 108 i miliardi stanziati in deficit durante tutto il 2020, dallo scoppio della pandemia in poi.


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Alberto Lupini


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