Nome e luogo più che simbolico: ''Cella 404'', alle spalle del carcere bresciano di Canton Mombello. La delegazione locale dell'Accademia italiana della cucina ha voluto così festeggiare gli oltre 60 anni di vita e, soprattutto, l'inizio dell'attività autunno-invernale in un ristorante simbolo della Leonessa. Luogo di pena - Canton Mombello - ma che può essere occasione di riscatto, anche se le condizioni all'interno dell'istituto non sono certo delle migliori a causa del sovraffollamento.

Il ristorante Cella 404 a Brescia
Giuseppe Masserdotti, delegato riconfermato di recente a grandissima maggioranza alla guida dell'Associazione, ha chiamato a raccolta una trentina di accademici per parlare dei benefici della dieta mediterranea: «Anche se - ha rimarcato - si dice ma non si fa. Tutti ne parlano, ma è sempre meno presente ed è quasi scomparsa dalle tavole degli italiani. Cinquemila ricerche negli ultimi anni hanno dimostrato i suoi benefici effetti sulla salute umana». A tenere le relazioni gli accademici Claudio Macca (medico nutrizionista dell'Ospedale Civile) e Fernanda Cartaino. «Dieta povera? Dieta povera sì - ha sottolineato Macca - perché utilizza prodotti (forse) meno pregiati e costosi, ma sicuramente più nutrienti, genuini e salutari, che proteggono dalle principali malattie croniche e infiammatorie. Un elevato consumo di frutta e verdura, legumi in particolare, olio extravergine d'oliva (carne rossa, quando c'era, non più di due volte alla settimana), pesce azzurro: questi gli ingredienti che hanno garantito la buona salute alle popolazioni che si affacciano sul Mediterraneo».
Insomma, niente di nuovo, ma la conferma che alimenti semplici - non raffinati e trattati - e ''poveri'' sono alla base di pietanze ricercate, consigliate e salutari. Esempio ne è stato il menu della serata incentrato su pochi ma genuini piatti all'insegna dei sapori, colori e profumi della cucina siciliana. Con maestria e mano leggera, il ristoratore Giacomo Signorini e lo chef Ajman della ''Cella 404'' hanno preparato un sublime arancino con il contorno di cannizzo (verdure miste a vapore), a seguire un primo di tortiglioni in salsa eoliana e quindi una superlativa cotoletta (di vitello) alla palermitana con un'insalata siciliana. Davvero esemplare il tocco dello chef nel cucinare la cotoletta senza oli e grassi, solo la semplice panatura e cottura al forno. Infine, un gelato furbo salato al pistacchio. Originale e degno di una serata che «anticipa la conviviale d'autunno - ha concluso Masserdotti - all'insegna e alla riscoperta dei piatti dei territori della nostra variegata Penisola».
Di Renato Andreolassi
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