«Il posto del cuore? Il lago d'Idro». Non ha avuto dubbi Louis “Blue Lou” Marini, il mitico sassofonista dei Blues Brothers, a margine dell'incontro con Papa Leone XIV, al Meeting di Rimini. “Lago d'Idro chi?”, si è chiesto qualcuno prendendo spunto da una famosa frase del mondo della politica e della tv. E invece il lago alpino bresciano, al confine con la provincia di Trento, è davvero un piccolo gioiello, più conosciuto fuori che in casa.

Il lago d'Idro, il gioiello bresciano amato dal sassofonista dei Blues Brothers
Louis “Blue Lou” Marini, sassofonista dei Blues Brothers

Il lago d'Idro amato soprattutto dagli olandesi

Ad amarlo e apprezzarlo soprattutto gli olandesi. In migliaia scendono ogni anno - zona dei Tre Capitelli - in due camping-village e varie strutture private. Una sorta di enclave dei tulipani dove si vedono solo auto con targhe gialle. Luogo di passaggio verso le mete più “in”, come Madonna di Campiglio e Pinzolo, andrebbe invece valorizzato per due essenziali peculiarità: la pulizia e balneabilità delle acque e le bellezze artistiche.

Il lago d'Idro, il gioiello bresciano amato dal sassofonista dei Blues Brothers
Uno scorcio sul lago d'Idro

La Rocca d'Anfo domina il lago

Una su tutte, la maestosa Rocca d'Anfo. La Fortezza che domina il lago e i tre comuni “proprietari” del lago (Anfo, Bagolino e appunto Idro) è la meta più interessante. La possente costruzione napoleonica, ideata dai veneziani, era destinata a sorvegliare il passaggio fra Italia e Austria, è stata di recente in gran parte ristrutturata ed è ricca di camminamenti e sentieri. Vale la pena passarci una domenica.

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Dal battello sul lago ai formaggi della Valle Sabbia

Così come navigare sul lago con l'unico battello che solca le placide acque fino a Ponte Caffaro, dove si immette il fiume Sarca che poi, in uscita, cambia nome e diventa Chiese. Sono le originalità di questa sorprendente Valle Sabbia. Come i due formaggi a pasta dura (più unici che rari) che si producono nelle malghe di Bagolino e Capovalle: il Bagoss e - forse - il più pregiato e meno conosciuto Tombea. Un altro motivo per dare ragione a Lou Marini (sua nonna era originaria, fra l'altro, di Bagolino), che ama tornare qui con il cuore e il celebre sax.