La sospensione temporanea delle regole di libera circolazione tra Italia e Spagna sta iniziando a creare preoccupazione nel settore turistico. Il ripristino dei controlli sui passeggeri che viaggiano tra i due Paesi interessa in particolare aeroporti e porti, proprio nel pieno della stagione estiva, con possibili ripercussioni sui tempi di attraversamento delle frontiere e sui servizi collegati agli arrivi. A lanciare l'allarme è Gian Mario Pileri, presidente di Fiavet, l'associazione delle agenzie di viaggio di Confcommercio, secondo cui «decine di migliaia di persone sia italiane che spagnole dovranno affrontare controlli più accurati rispetto a prima». Il rischio, spiega, è quello di assistere a un aumento delle code e dei tempi di attesa.

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Italia-Spagna, controlli più lunghi e servizi da riprogrammare

Il problema riguarda soprattutto la gestione dei trasferimenti. Un passeggero costretto a rimanere a lungo in aeroporto può infatti mettere in difficoltà Ncc, transfer e altri servizi già organizzati. «Un Ncc non può aspettare due ore fuori dall'aeroporto un cliente», sottolinea Pileri, evidenziando una ricaduta che va oltre il semplice disagio del viaggiatore. Per le agenzie di viaggio questo significa anche la possibilità di dover riprogrammare trasferimenti e servizi già prenotati, con conseguenze sull'organizzazione degli itinerari. La misura è entrata in vigore mentre gli spostamenti degli italiani verso l'estero raggiungono uno dei momenti più intensi dell'estate.

Il rischio è che i turisti scelgano altre destinazioni

Secondo Fiavet, l'effetto potrebbe riguardare anche le scelte dei viaggiatori. Se i controlli dovessero tradursi sistematicamente in attese prolungate, Italia e Spagna potrebbero risultare meno convenienti rispetto ad altre destinazioni europee dove la circolazione resta più fluida. «Gli spagnoli, come del resto anche gli italiani, nel vedersi obbligati a fare verifiche di un certo tipo, potrebbero optare per Paesi europei dove resta in vigore Schengen», osserva Pileri, citando Francia, Croazia e Grecia come possibili alternative. Il tema assume quindi una dimensione che riguarda non soltanto la mobilità, ma anche la competitività delle destinazioni turistiche, soprattutto in un periodo nel quale la facilità degli spostamenti rappresenta una componente importante nella scelta della vacanza.

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Il precedente dell'EES e il problema delle code

Il settore arriva a questo nuovo passaggio dopo mesi di difficoltà legate anche all'introduzione dell'Entry/Exit System (EES), il sistema elettronico previsto per la registrazione dei cittadini extra Ue che attraversano le frontiere esterne dello spazio Schengen. Pileri ricorda che il sistema ha già prodotto «problemi enormi» negli ultimi mesi, con lunghe attese negli aeroporti e ripercussioni sull'operatività dei vettori. Il tema dei tempi di controllo diventa quindi particolarmente delicato nel periodo di maggiore movimento turistico. La nuova situazione tra Italia e Spagna aggiunge un ulteriore elemento di complessità a una stagione estiva nella quale aeroporti e porti sono già sottoposti a una forte pressione.

Schengen, Fiavet chiede di monitorare gli effetti sul turismo

La misura nasce dal confronto politico tra Roma e Madrid legato alla crisi migratoria di Ceuta e ha prodotto una risposta reciproca da parte dei due Paesi. L'Italia aveva introdotto controlli sui collegamenti dalla Spagna; Madrid ha quindi disposto verifiche sui viaggiatori provenienti dall'Italia. Per il settore turistico, tuttavia, la priorità è capire quali saranno gli effetti concreti sulla mobilità. «Il blocco è scattato ieri a mezzanotte ed è presto per capire quali saranno le ripercussioni, la situazione va sicuramente monitorata», conclude Pileri. Il rischio, per agenzie e operatori, è che una misura nata sul piano della sicurezza finisca per produrre ritardi, disservizi e modifiche ai programmi di viaggio proprio nel momento più intenso della stagione estiva.