DATI ISTAT
Prezzi degli alimentari, crescita all'1%. Il carrello della spesa rallenta allo 0,9%
Ad agosto l'inflazione in Italia sale al 3,3%, dal 2,9% di luglio, spinta soprattutto dagli energetici, al 17,1%. Più contenuta la dinamica degli alimentari, all'1%, mentre il carrello della spesa rallenta allo 0,9%
Ad agosto 2026 l’inflazione in Italia sale al 3,3%, dal 2,9% registrato a luglio. Lo conferma l’Istat, che ha così validato le stime preliminari. L’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività, al lordo dei tabacchi, registra una crescita dello 0,5% su base mensile e del 3,3% su base annua. Per il settore della ristorazione e dell’ospitalità il dato si accompagna però a una dinamica diversa sul fronte degli alimentari. A crescere maggiormente sono infatti i prezzi dei beni energetici, mentre la componente alimentare mantiene un aumento più contenuto.L'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività, al lordo dei tabacchi, registra ad agosto una variazione del
Alimentari all’1% e carrello della spesa allo 0,9%: i prezzi ad agosto
Ad agosto i prezzi degli alimentari continuano a crescere in modo contenuto, mentre il carrello della spesa rallenta. Secondo l'Istat, la componente alimentare registra una variazione del +1% su base annua, in lieve calo rispetto al +1,1% di luglio, mentre il carrello della spesa passa dall'1% allo 0,9%. Il dato arriva in un mese in cui l'inflazione generale torna invece a salire, passando dal 2,9% di luglio al 3,3%. A spingere l'indice non sono però principalmente gli alimentari, ma i prezzi dei beni energetici, che accelerano dall'11,6% al 17,1%. Per il comparto alimentare, quindi, agosto mostra una dinamica più moderata rispetto a quella dell'indice generale.
Alimentari lavorati in calo, non lavorati al 3,8%
All'interno del settore alimentare le dinamiche sono differenti. I beni alimentari lavorati accentuano la loro flessione, passando dal -0,2% di luglio al -0,4%. A compensare parzialmente questo andamento sono gli alimentari non lavorati, i cui prezzi accelerano dal 3,6% al 3,8%. L'Istat rileva quindi un andamento complessivamente moderato dei prezzi alimentari, ma con differenze significative tra le diverse categorie di prodotti.
Ortaggi e legumi, prezzi in accelerazione
A spingere verso l'alto la componente degli alimentari non lavorati sono soprattutto ortaggi, tuberi, banane plantano, banane da cucina e legumi. Per questi prodotti la crescita dei prezzi passa dal 2,6% al 4% su base annua. Di segno opposto la dinamica di frutta e frutta a guscio, i cui prezzi accentuano la flessione passando dal -0,7% al -1,7%. Il risultato è una crescita complessiva dei prezzi alimentari che resta comunque intorno all'1%.
Il carrello della spesa scende allo 0,9%
Anche il dato relativo al carrello della spesa mostra un rallentamento. Ad agosto la variazione tendenziale scende allo 0,9%, dall'1% di luglio. L'Istat ha inoltre rivisto leggermente al ribasso la stima preliminare, che indicava una variazione stabile all'1%.
Per alimentari, prodotti per la cura della casa e della persona, quindi, la dinamica dei prezzi resta più contenuta rispetto all'inflazione generale.
Energia, i prezzi salgono al 17,1%
Il principale elemento che spinge verso l’alto l’inflazione è rappresentato dagli energetici, la cui crescita passa dall’11,6% di luglio al 17,1% di agosto. Ad accelerare sono sia gli energetici regolamentati, dal 14,8% al 18,6%, sia soprattutto quelli non regolamentati, che passano dall’11,4% al 17%. Tra questi rientrano i carburanti. Aumentano anche i prezzi dei beni durevoli, dallo 0,7% all’1,3%, mentre gli alimentari non lavorati passano dal 3,6% al 3,8%.
Voli in calo, alloggi in aumento rispetto al 2025
Anche i prezzi legati alle vacanze mostrano andamenti differenti. Ad agosto i biglietti aerei costano l'11,5% in meno rispetto allo stesso mese del 2025, mentre rispetto a luglio risultano in aumento del 5,7%. I servizi di alloggio diminuiscono dell'1,4% rispetto a luglio, ma registrano una crescita del 3,2% su base annua. I servizi relativi ai trasporti aumentano invece dell'1,3% su base mensile e dello 0,8% rispetto ad agosto 2025.

