L’indice dei prezzi rileva come la divisione di spesa legata ai servizi di alloggio e ristorazione continui a trainare il rialzo inflazionario stagionale. Il caro-vacanze tocca direttamente i bilanci delle famiglie italiane e dei viaggiatori, rendendo più onerosi i pernottamenti in albergo, le soste nei B&B e la fruizione della ristorazione commerciale. A questo quadro si affianca la spinta proveniente dal settore dei trasporti. I servizi di trasporto registrano un incremento annuale dell’1,6% (contro il +1,1% dell'anno precedente). Per quanto riguarda il trasporto aereo, sebbene volare risulti ancora marginalmente più economico rispetto a dodici mesi fa, la riduzione delle tariffe si è notevolmente ridotta: la contrazione dei biglietti aerei si attesta al -5,6%, a fronte del marcato -10,3% osservato nel luglio 2025.

Mangiare fuori e soggiornare in strutture ricettive registra un aumento medio del 3,4% rispetto allo scorso anno
Mangiare fuori e soggiornare in strutture ricettive registra un aumento medio del 3,4% rispetto allo scorso anno

L'andamento dell'inflazione di luglio e il carrello della spesa

Sul piano generale, l’indice nazionale dei prezzi al consumo (NIC) registra un incremento mensile dello 0,3% e un tasso tendenziale del +2,9% su base annua. L’inflazione di fondo, calcolata al netto delle componenti più volatili come beni energetici e alimentari freschi, si stabilizza al +1,6%. I beni ad alta frequenza d’acquisto mostrano un rallentamento, scendendo dal +3,9% al +3,4%, mentre il costo dei prodotti che compongono il cosiddetto carrello della spesa frenano al +1,0%. Sul fronte energetico si nota una forte divaricazione: gli energetici regolamentati subiscono una decisa accelerazione balzando al +14,8% su base annua, mentre gli energetici non regolamentati decelerano al +11,4%, condizionati negli ultimi giorni del mese dalle tensioni geopolitiche internazionali.

Analisi e prospettive per gli operatori dell'accoglienza

I dati pubblicati dall'Istituto Nazionale di Statistica riflettono uno scenario complesso per l'intera filiera della ricettività e dell'enogastronomia. Se da un lato il rallentamento dei beni alimentari freschi offre un leggero margine di sollievo sui costi delle materie prime per i locali pubblici, dall'altro l'impennata degli energetici regolamentati e la costante crescita dei costi di gestione continuano a comprimere i margini d'impresa. Per il consumatore finale, la reazione immediata si traduce in un riassetto della spesa: soggiorni mediamente più brevi e una pianificazione più attenta delle uscite al ristorante. Gli operatori dell'accoglienza si trovano così di fronte alla sfida di difendere la redditività dell'attività senza compromettere il volume delle presenze nella seconda parte della stagione estiva.

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