VALMALZA
Un rifugio, due sorelle e una cucina che racconta la Valle Camonica
Al Valmalza, in alta Valle Camonica, Daniela e Loretta Toloni accolgono gli escursionisti con una proposta legata ai sapori locali. Tra i piatti simbolo del rifugio ci sono le costine alla birra con polenta
Due messaggi scritti sulla lavagna all'ingresso, «Sorridi... la felicità parte sempre da te» e «Non connetterti con il Wi-Fi... connettiti con la natura», danno il benvenuto al Rifugio Valmalza, in alta Valle Camonica. Le sorelle Daniela (in cucina) e Loretta Toloni gestiscono il rifugio dominato dalla cascata di Monticelli, nella splendida Valle delle Messi.
Un punto di appoggio nella Valle delle Messi
È un essenziale punto di appoggio prima di salire al bivacco Linge e ai laghetti del Pietra Rossa. Struttura accogliente e moderna, che si raggiunge dopo una salutare camminata di due ore, partendo dalla frazione Sant’Apollonia di Ponte di Legno. «La stagione - spiega Loretta - fino ad ora è stata soddisfacente, soprattutto nei fine settimana di giugno e luglio. Tanti giovani, ma anche famiglie, fanno tappa qui da noi nel percorso del Girarifugi, promosso da Assorifugi di Lombardia».
Costine alla birra e polenta con materie prime locali
Agli appassionati, come agli escursionisti, la cucina offre, fra i tanti classici, un piatto robusto e originale: le costine alla birra con la polenta. «Utilizzando materie prime del territorio, cerchiamo di valorizzare i nostri produttori: la birra è del birrificio artigianale La Martina di Ono San Pietro, la farina per la polenta ci viene fornita dal mulino Tognoli di Esine, le carni arrivano da una macelleria di Ponte».
Risultato? «Un secondo piatto che si scioglie bene in bocca, grazie al grasso rilasciato dalle costine, croccanti e rosolate al punto giusto». Da accompagnare con un buon vino rosso (rigorosamente non più di un bicchiere, perché poi si deve scendere e in montagna non si scherza!) della Valle: l’Assolo delle Rocche, un Igp Merlot del 2021, di 13,5%, prodotto dalla cooperativa di Losine. E, per finire in bellezza, giusto con una “punta” di Silter, formaggio tipico della Valle dei Segni.


