L'ondata di caldo che sta interessando gran parte del Nord Italia potrebbe modificare sensibilmente il calendario della prossima vendemmia. Secondo Franco Morando, direttore generale di Montalbera, azienda vitivinicola attiva tra Monferrato e Langhe, le condizioni climatiche ricordano quelle del 2003 e stanno accelerando il ciclo vegetativo della vite. «Un caldo torrido che non si registrava forse dall'anno 2003, con una previsione di inizio raccolta anche per le uve rosse già nelle prime settimane di agosto», osserva Morando.

Franco Morando, direttore generale di Montalbera
L'anticipo della maturazione non viene però interpretato come un elemento necessariamente negativo. Al contrario, secondo il manager piemontese, richiede una gestione agronomica ancora più attenta. L'equilibrio tra maturazione tecnologica e maturazione fenolica diventa infatti il parametro da monitorare con maggiore precisione, soprattutto in annate caratterizzate da temperature elevate e prolungate. «Questo comporta un'interpretazione importante e molto severa, quasi didattica, anche da un punto di vista agronomico», spiega Morando.
Tra gli aspetti che i produttori dovranno osservare nelle prossime settimane vi è l'eventuale arrivo di precipitazioni. Secondo Morando, piogge leggere dopo un lungo periodo di caldo potrebbero riattivare rapidamente l'attività fisiologica della vite, favorendo un'ulteriore accelerazione della maturazione delle uve e rendendo ancora più delicata la scelta del momento della raccolta. «Il caldo non significa necessariamente perdita di qualità, ma implica una maggiore attenzione e una gestione più accurata da parte del produttore, che dovrà evitare di portare in cantina uve eccessivamente mature o compromesse dall'esposizione prolungata alle alte temperature».
In annate come quella attuale la differenza potrebbe essere determinata soprattutto dalla capacità di leggere il vigneto giorno dopo giorno. «La capacità del produttore sarà quella di valutare attentamente il momento e il giorno specifico della raccolta, interpretando con precisione l'evoluzione della maturazione», conclude Morando, che guarda comunque con fiducia alla vendemmia 2026: «Penso che sarà comunque una grandissima annata».