In Piemonte ha aperto la terza distilleria di whisky d'Italia. Si chiama Silky Vale Distillery e ha sede a Valgrana, nel Cuneese, dove è diventata la prima realtà del genere della regione. Prima della sua apertura, nel Paese, ricordiamo, erano presenti soltanto altre due distillerie dedicate alla produzione di whisky, una in Lombardia e una in Trentino. Il progetto porta la firma di Gabriele Lattanzio, docente originario di Caraglio oggi residente a Boston, insieme ai soci Giovanni Aime e Matteo Costamagna, con l'idea di produrre un whisky profondamente legato alle materie prime del territorio.

Silky Vale Distillery, a Valgrana la prima distilleria di whisky del Piemonte (la terza in Italia)
L'idea che ha accompagnato la nascita della distilleria è sintetizzata in una frase: "Far assaggiare la valle". Da qui è partita la scelta di costruire una filiera il più possibile locale, privilegiando i cereali coltivati nel Cuneese e ricorrendo ad altre produzioni esclusivamente quando non è possibile reperire la materia prima sul territorio. Lo stesso criterio viene seguito anche per il sidro, ottenuto da mele provenienti dai frutteti di Piasco, con la volontà di valorizzare le risorse della valle senza snaturarne l'identità. Intorno alla produzione è stato sviluppato anche uno spazio aperto al pubblico. La distilleria ospita infatti l'area dedicata alla vendita, organizza visite guidate e degustazioni e consente di osservare da vicino gli impianti. A catturare l'attenzione sono soprattutto gli alambicchi in rame, alti oltre sei metri e capaci di lavorare fino a duemila litri di materia prima, cuore dell'intero processo produttivo.
Per arrivare all'inaugurazione, però, il percorso è stato lungo. La realizzazione dell'impianto ha richiesto anni di progettazione e ha dovuto confrontarsi con autorizzazioni e passaggi burocratici che hanno inevitabilmente rallentato i lavori. Un investimento affrontato interamente con risorse private, senza ricorrere a contributi pubblici. «È una bella sfida, per la quale ci vuole sicuramente un pizzico di sana follia - ha spiegato Lattanzio a Cuneo24.it -, ma noi ci crediamo fortemente e abbiamo valutato e studiato ogni aspetto dell’impresa, dalla produzione alla commercializzazione. Siamo contenti di poter sviluppare un progetto così ambizioso nelle vallate dove siamo nati e lo abbiamo fatto senza nessun finanziamento pubblico. Non è stato facile realizzare questo impianto, per la burocrazia e gli intoppi inevitabili, ma devo ringraziare le istituzioni che ci hanno supportato».