Un bombardamento nella notte del 4 agosto tra Kvitneve e Brovary, nell’Oblast di Kiev, ha coinvolto anche la filiera del vino italiano. Tra gli edifici distrutti c’è infatti il capannone di proprietà di Silpo, società che importa in Ucraina i prodotti di Bottega Spa, cantina e distilleria veneta. L’attacco ha provocato la morte di sei persone e numerosi feriti. Complessivamente sono stati danneggiati quindici edifici, tra cui il deposito logistico di circa 80mila metri quadri. I danni stimati ammontano a circa 27 milioni di euro, includendo anche le scorte di vino e distillati di Bottega, per un valore di circa 120mila euro.

Sandro Bottega, ad dell'omonima azienda
Sandro Bottega, ad dell'omonima azienda

Il cordoglio di Bottega per le vittime e i partner ucraini

L’amministratore delegato Sandro Bottega ha espresso vicinanza ai collaboratori e ai responsabili dell’azienda importatrice, sottolineando il rapporto costruito negli anni. «I titolari e lo staff dell’azienda che importa i nostri prodotti in Ucraina sono cari amici, prima di essere clienti - ha dichiarato Bottega -. La notizia di quanto accaduto la notte scorsa alle porte di Kiev mi ha gettato nello sconforto e voglio manifestare il mio affetto e la mia vicinanza a tutte le persone toccate da questa tragedia». L’azienda veneta ha ricordato come l’attacco abbia colpito persone impegnate nel lavoro quotidiano, oltre a strutture produttive e commerciali. «La loro unica colpa è stata quella di trovarsi lì, dove è caduto il missile», ha aggiunto l’amministratore delegato.

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L’impatto sulla distribuzione del vino italiano

L’episodio evidenzia ancora una volta le conseguenze della guerra anche sulle attività economiche e sulle reti commerciali che collegano i produttori italiani ai mercati esteri. Il settore del vino, che negli ultimi anni ha sviluppato rapporti commerciali con l’Ucraina, si trova a fare i conti con un contesto logistico e operativo segnato dall’instabilità. Bottega ha lanciato un appello alla comunità internazionale chiedendo un maggiore impegno diplomatico per arrivare alla fine del conflitto. «Servono azioni concrete, impegno costante, volontà ferrea e prese di posizioni cristalline - ha affermato l’azienda -. Le guerre sono opera di chi non sa dialogare e distruggono la possibilità di creare benessere e tornare alla normalità».

Villa Rosina, vicolo Aldo Bottega, 2 31010 Bibano di Godega di Sant’Urbano (TV) Italia