Cuochi unitevi contro la crisi! In pericolo lavoro e tradizioni
Matteo Scibilia, chef patron dell’Osteria della Buona Condotta e direttore scientifico del Consorzio Cuochi e Ristoratori di Lombardia, in una lettera aperta a Italia a Tavola invita i colleghi a non mollare per non ritrovarsi dopo l'estate con molti locali chiusi e tradizioni culinarie abbandonate
La crisi sta colpendo duramente il settore della ristorazione e queste vacanze porteranno, solo in alcuni casi, un lieve sollievo. E al ritorno delle ferie molti saranno purtroppo i locali che chiuderanno facendo scomparire con loro tutta la tradizione culinaria italiana tramandata da generazioni. Matteo Scibilia, chef patron dell'Osteria della Buona Condotta di Ornago (Mb) e direttore scientifico del Consorzio Cuochi e Ristoratori della Lombardia, invia una lettera aperta agli amici e colleghi ristoratori per spronarli a unirsi e non mollare.
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Mi scuso da subito per l'ardire e la presunzione di questa mia, ma sono convinto che mai come ora ci sia bisogno di un dialogo fra tutti noi.
L'approssimarsi di questo mese di agosto è denso di preoccupazioni con la riapertura a settembre e con voci di possibili chiusure di tanti ristoranti ed è la conferma di un periodo veramente difficoltoso. Alcuni colleghi in realtà chiudono o passeranno di mano anche per evidenti motivi di stanchezza, non c'è più il desiderio e lo stimolo per affrontare nuove sfide, riconvertire, cambiare, ricominciare sono le parole che sempre più spesso sono in un orizzonte reale per chi vorrà rimettersi in gioco nel tentativo di mantenere in vita le proprie aziende. Sfida possibile e che in qualche maniera bisognerà vincere.

C'è delusione, amarezza, sconforto nel vedere cosa sta succedendo, il sogno volge al termine? La nostra storia, la nostra competenza, la nostra passione non sono più sufficienti. Il modello gestionale che questi tre elementi hanno permesso alla Ristorazione italiana di vivere e rendere visibile in tutto il mondo la nostra Cucina, sembrano non più in grado di permettere la continuità di questo modello. La nostra Cucina sarà sempre più globale e la nostra cultura gastronomica tende alla fine?
Sicuramente il modello di gestione 'famigliare” volge al termine, i figli d'arte sono molto pochi, e i giovani non potranno e non possono affrontare la sfida economica che la gestione di un ristorante oggi richiede. L'estero o molto più facilmente l'assunzione presso società che permettono la continuità di questa attività sono e saranno la vera possibilità che il mercato offre, infatti il food è in ogni caso nell'orbita degli interessi di molte società della moda, del vino e di altre ancora.
Non possiamo distrarci, anche se le vacanze sono indispensabili per una sosta salutare per lo spirito e per il fisico. Quest'anno può darsi che lo spirito e la mente non si riposino come dovrebbero, sicuramente impegnate a lavorare con l'energia tipica di chi, come molti di noi sanno fare. L'obiettivo di una ripresa economica e nella speranza di tutti, e con essa anche una capacità di rinnovare la propria attività.
Studiare per rinnovare la nostra attività può essere il compito di questo agosto, bisogna testimoniare che ci siamo, ci saremo, riflettere e riposare per ripartire con un nuovo slancio.
Certo dobbiamo essere capaci di analizzare, laddove è possibile, le nostre colpe, capaci di rinnovare la nostra offerta di piatti e di ricette con qualità ma con elasticità e flessibilità, capaci di rispondere all'esigenza di un cliente sempre meno appagato dalla quantità ma sempre più alla ricerca di emozione e di un giusto rapporto prezzo/qualità, consci come, ormai, siamo tutti, di un cliente sempre più informato e capace di scegliere, un cliente sempre meno fidelizzato, ma in grado di cercare nuove emozioni.
Pochi vini in carta, anche per evidenti motivi di investimento, ma con una rinnovata capacità di offrire il vino in tutte le maniere, al bicchiere, mezze bottiglie e perché no anche sfuso, ci sono ormai ottime aziende che lo offrono. Giusti ricarichi per dare al cliente nonostante il 'palloncino” la voglia di soddisfare il desiderio di bere poco ma bene.
Una ricerca di materie prime sempre più vicine al territorio, sempre più in grado di soddisfare bisogni di qualità e salute, meno moda e attenzione alle stagioni, è ora di tornare alla vera agricoltura, noi cuochi siamo sempre più i testimoni privilegiati di questa verità, basta, per capirci se la stagione non è delle fragole, niente fragole.
Le associazioni dalle più grandi alle più piccole sembrano rannicchiate su se stesse, incapaci di collaborare tra di esse, incapaci di difenderci, incapaci di fare massa di difesa verso un fisco sempre più vorace, da una burocrazia sempre più complicata e difficile da seguire, e infatti, è incredibile che un azienda privata milanese, titolare di un parcheggio in centro a Milano, abbia fatto valere il proprio interesse economico rispetto alla Area C, forse se tutti i commercianti, insieme, avessero fatto valere le proprie ragioni oggi non saremmo in questa situazione, l'area C ci sarebbe ma avendo anche un occhio di attenzione alle ragioni dei commercianti.
Uscire dalla solitudine imprenditoriale, chiedere e far comprendere le nostre ragioni, siamo portatori di una grande cultura, che non merita di finire, non merita di essere continuamente descritta solo come evasione fiscale, che sicuramente c'è, ma siamo i primi a denunciare questa concorrenza sleale, siamo i testimoni non solo di una grande storia ma anche di una capacità economica invidiabile, l'agricoltura, il vino, il mondo della carne e del pesce e tanti altri settori debbono alla Ristorazione un grazie, senza di essa tanti piccoli artigiani oggi non esisterebbero.
Forza dunque, tutti assieme possiamo farcela.
Buon Ferragosto a tutti
Matteo Scibilia
Consorzio Cuochi e Ristoratori di Lombardia
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Mi scuso da subito per l'ardire e la presunzione di questa mia, ma sono convinto che mai come ora ci sia bisogno di un dialogo fra tutti noi.
L'approssimarsi di questo mese di agosto è denso di preoccupazioni con la riapertura a settembre e con voci di possibili chiusure di tanti ristoranti ed è la conferma di un periodo veramente difficoltoso. Alcuni colleghi in realtà chiudono o passeranno di mano anche per evidenti motivi di stanchezza, non c'è più il desiderio e lo stimolo per affrontare nuove sfide, riconvertire, cambiare, ricominciare sono le parole che sempre più spesso sono in un orizzonte reale per chi vorrà rimettersi in gioco nel tentativo di mantenere in vita le proprie aziende. Sfida possibile e che in qualche maniera bisognerà vincere.

C'è delusione, amarezza, sconforto nel vedere cosa sta succedendo, il sogno volge al termine? La nostra storia, la nostra competenza, la nostra passione non sono più sufficienti. Il modello gestionale che questi tre elementi hanno permesso alla Ristorazione italiana di vivere e rendere visibile in tutto il mondo la nostra Cucina, sembrano non più in grado di permettere la continuità di questo modello. La nostra Cucina sarà sempre più globale e la nostra cultura gastronomica tende alla fine?
Sicuramente il modello di gestione 'famigliare” volge al termine, i figli d'arte sono molto pochi, e i giovani non potranno e non possono affrontare la sfida economica che la gestione di un ristorante oggi richiede. L'estero o molto più facilmente l'assunzione presso società che permettono la continuità di questa attività sono e saranno la vera possibilità che il mercato offre, infatti il food è in ogni caso nell'orbita degli interessi di molte società della moda, del vino e di altre ancora.
Non possiamo distrarci, anche se le vacanze sono indispensabili per una sosta salutare per lo spirito e per il fisico. Quest'anno può darsi che lo spirito e la mente non si riposino come dovrebbero, sicuramente impegnate a lavorare con l'energia tipica di chi, come molti di noi sanno fare. L'obiettivo di una ripresa economica e nella speranza di tutti, e con essa anche una capacità di rinnovare la propria attività.
Studiare per rinnovare la nostra attività può essere il compito di questo agosto, bisogna testimoniare che ci siamo, ci saremo, riflettere e riposare per ripartire con un nuovo slancio.
Certo dobbiamo essere capaci di analizzare, laddove è possibile, le nostre colpe, capaci di rinnovare la nostra offerta di piatti e di ricette con qualità ma con elasticità e flessibilità, capaci di rispondere all'esigenza di un cliente sempre meno appagato dalla quantità ma sempre più alla ricerca di emozione e di un giusto rapporto prezzo/qualità, consci come, ormai, siamo tutti, di un cliente sempre più informato e capace di scegliere, un cliente sempre meno fidelizzato, ma in grado di cercare nuove emozioni.
Pochi vini in carta, anche per evidenti motivi di investimento, ma con una rinnovata capacità di offrire il vino in tutte le maniere, al bicchiere, mezze bottiglie e perché no anche sfuso, ci sono ormai ottime aziende che lo offrono. Giusti ricarichi per dare al cliente nonostante il 'palloncino” la voglia di soddisfare il desiderio di bere poco ma bene.
Una ricerca di materie prime sempre più vicine al territorio, sempre più in grado di soddisfare bisogni di qualità e salute, meno moda e attenzione alle stagioni, è ora di tornare alla vera agricoltura, noi cuochi siamo sempre più i testimoni privilegiati di questa verità, basta, per capirci se la stagione non è delle fragole, niente fragole.Le associazioni dalle più grandi alle più piccole sembrano rannicchiate su se stesse, incapaci di collaborare tra di esse, incapaci di difenderci, incapaci di fare massa di difesa verso un fisco sempre più vorace, da una burocrazia sempre più complicata e difficile da seguire, e infatti, è incredibile che un azienda privata milanese, titolare di un parcheggio in centro a Milano, abbia fatto valere il proprio interesse economico rispetto alla Area C, forse se tutti i commercianti, insieme, avessero fatto valere le proprie ragioni oggi non saremmo in questa situazione, l'area C ci sarebbe ma avendo anche un occhio di attenzione alle ragioni dei commercianti.
Uscire dalla solitudine imprenditoriale, chiedere e far comprendere le nostre ragioni, siamo portatori di una grande cultura, che non merita di finire, non merita di essere continuamente descritta solo come evasione fiscale, che sicuramente c'è, ma siamo i primi a denunciare questa concorrenza sleale, siamo i testimoni non solo di una grande storia ma anche di una capacità economica invidiabile, l'agricoltura, il vino, il mondo della carne e del pesce e tanti altri settori debbono alla Ristorazione un grazie, senza di essa tanti piccoli artigiani oggi non esisterebbero.
Forza dunque, tutti assieme possiamo farcela.
Buon Ferragosto a tutti
Matteo Scibilia
Consorzio Cuochi e Ristoratori di Lombardia
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I commenti dei lettori
4 commenti su questo articolo
Anonimo
Il food è un business
Caro Gerry, hai ragione, ma anche tu fai un errore di prospettiva, vedi, elenchi una serie di personaggi che non sono ristoratori, sono ormai uomini di affari, Ramsey e Oldani non sono ristoratori come noi, ha ragione Panorama quando dice che il food è un business, tant'è che Farinetti non investe un euro. lui, è tutto del monte dei paschi, di Coop Italia, di Slow Food, il business di Farinetti, il calo nella ristorazione tradizionale è del 30 % dagli inizi del 2012, infatti anche Feltrinelli che apre ristoranti nelle librerie conferma questo trend, è business, spalmato su altre attività. farà bene chi di noi riesce ad allearsi a questi nuovi soggetti, noi rischiamo grosso, ma non è piangeria è solo puro pragmatismo, solo pura constatazione della realtà. E' anche tu caro Gerry crescerai con i tuoi Ape solo quando troverai qualcuno che crederà in questo progetto e ti permetterà di creare, con i loro soldi,una flotta di 10/20 Ape,e vedrai neanche tu dirai più queste cose, perchè non sarai più padrone delle tue cose- i costi della ristorazione sono diventati insostenibili, questa è la verità. ciao
Anonimo
La cucina ci salverà?
Carissimo Matteo e amici del Consorzio, il buon Matteo nella sua lettera aperta ci porspetta un Settembre e un anno a venire molto grigio, sembra che non ci siano spiragli, eppure leggo articoli l'ultimo su Panorama in copertina Oldani e Ramsey dal titolo "Spread and Breakfast" sottotitolo: cucina nuovo bene rifigio; dove sembra che la ristorazione non risenta poi tanto della crisi. Non so se c'è un calo, sicuramente si però se domani arrivassero dei marziani vedrebbero decine di porgrammi Tv, in edicola decine di riviste di cucina e cibo, pernserebbero che in Italia la ristorazione fa fare i soldi. Alcuni dati: la Feltrinelli apre a Roma e presto a Milano e altre città un nuovo format RED format culturale insieme alla antica Focacceria San Francesco di Palermo, read, eat, dream Benedetta Parodi vende 2 milioni di copie con Cotto e Mangiato Alessandro Borghese spopola ora anche su Sky Puoi aprire una scuola di cucina semplicemente acquistando un Kit libro-cd-consulenza a soli 57 euro 2.500 titoli di libri di cucina in circolazione 600 mila le copie vendute paria circa 9 milioni di euro gli istituti alberghieri sono più pieni delle carceri (paragone calzante a mio avviso) Professione Cuoco del Gambero Rosso, tre mesi di insegnamento a 7900 euro Università di Pollenzo che sforna ogni anno 75 super esperti Joe Bastianich ci da lezioni di gestione nel suo libro Restaurant Man Vittorio a Brusaporto spopola e vende una cotoletta a 140 euro Oscar Farinetti seleziona i suoi impiegati con base Cuore e Testa secondo un modello da lui creato al nuovo punto di Ostiense entrano 8 mila persone per 5 mila coperti con un incasso di circa 200 mila euro i cinesi spopolano a Milano con la fromula All You Can Eat, gli unici ristoratori che hanno seguito i trend in cerca del successo 45 anni fa mi ricordo che il mio povero papà si lamentava delle troppe tasse 30 anni fa a scuola leggevo i giornali che parlavano del declino dell'occidente e la vittoria di Taiwan, Vietnam etc, siamo ancora qui 30 anni fa i tassi dei mutui erano al 15% ma le case si vendevano come noccioline propongo di eliminare il nobel dell'economia, penso che gli economisti non capiscano un cazzo Arrigo Cipriani ha alle sue dipendenza 150 cuochi ed esige da loro una cucina di casa ma di lusso sommelier sono diventati imprenditori e selezionatori solo in Italia abbiamo decine di guide e tanti soloni e parrocchie, dissi questo ad una riunione al Capac ad uno di loro se avesse pututo mi avrebbe fucilato, io sono quì con la mia Ape, lui è scomparso Ramsey 39 ristoranti in giro per il mondo Bottura 1 a Modena, Vissani 1 a Baschi etc assistiamo ad una rinascita del panino leggete il sito della British Sandwich Association, un italiano spopola con la spianata Cari amici, credo che per si debbano leggere tutti i dati e quelli alencati da me sono solo alcuni, penso che ci si debba ripensare e magari essere meno presuntuosi e cercare il buono in tutti, cinesi e altri. la forza della nostra economia è sempre stata questa, sapersi reinventare, ho letto di recente la storia imprmeditoriale di Clay Paky la società che ha illuminato Londra e gli Stadi Olimpici, erano due amici che suonavano in una band 40 anni fa e avevano sempre problemi con le luci, ora hai problemi se non usi le loro luci. ma quanti ristoratori pensano alle luci nei loro locali, alle colonne sonore, alle atmosfere etc, non è anche questo ristorazione? Ora penso di avervi tediato abbastanza un abbraccio, e un grazie a tutti e buone vacanze, un caro saluto a Michele e Matteo
Anonimo
Speriamo in un autunno meno pessimista...
Caro Matteo, colgo tanto rammarico e voglia di riprendere il cammino della qualità al prezzo giusto, per una proposta di gusto, piacere e amicizia. Soprattutto tra voi, ristoratori e proprietari di una ristorazione di famiglia (aggiungo: e per la famiglia). Quella italiana è ancora presente, nonostante quello che tu chiaramente ricordi: "Le associazioni dalle più grandi alle più piccole sembrano rannicchiate su se stesse, incapaci di collaborare tra di esse, incapaci di difenderci, incapaci di fare massa di difesa verso un fisco sempre più vorace, da una burocrazia sempre più complicata e difficile da seguire". Le associazioni compresa l'ultima tua creatura cambiano di nome ma non di "spirito di squadra". Eppure al debutto le intenzioni erano di fare chiarezza di proposta: è sempre la stessa, ma va fatta. Alleandosi con chi partecipa a collaborare con onesto spirito di squadra: va proposto e venduto un codice di correttezza professionale, mai portato a termine. In Italia a nessun codice viene data importanza, soprattutto ai codici di comportamento, i cosidetti codici di etica professionale. Però ci sono i probiviri! A che servono? Come dicevo ad Aimo più di venti anni fa e continuo a sostenere nel silenzio della divulgazione, il codice etico è il comune denominatore di ogni squadra che gioca nella società: dagli il nome che vuoi. Il tuo locale si chiama "Osteria della Buona Condotta". E' un incipit che deve essere ripetutamente interpretato. Buona estate e soprattutto, confido, un autunno meno pessimista prendendo il diavolo per le corna... In Francia non è meglio... ma riescono a reagire più collegialmente... Enzo
Anonimo
C'è delusione e amarezza
1) Salve, condivido appieno il commento del collega, c'è delusione, amarezza, sconforto nel vedere cosa sta succedendo, qua da noi!! io ho l'attività vicino al lago di Garda, e fortunatamenta facendo pizzeria e d'asporto mi salvo ancora, ma tante attività della zona, a fine d'anno (se non prima) chiuderanno i battenti. la crisi economica sta mordendo profondamente il ns. settore. io sono fortunato che ho l'immobile di proprietà (x la felicità di Monti) ma la stragarande maggioranza è in affitto, per cui... si chiude!!! Cmq, andando in giro sul Garda, si rimane stupefatti dal vuoto (o quasi) nei ristoranti durante la settimana, mi ricordo anni addietro... anzi è meglio non ricordare, che mi viene il magone!!! un saluto a tutti i colleghi e complimenti per la rivista, è l'unica che leggo tra le tante!! Carella stefano lonato BS rist. pizzeria la lucciola snc di carella