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Nuove regole per i Consorzi Dop e Igp, ma le aziende devono fare sistema

Dal baseball di Moneyball alle filiere agroalimentari italiane: il nuovo Decreto Masaf ridisegna il ruolo dei Consorzi di tutela Dop e Igp, chiamati a diventare registi dello sviluppo territoriale. Governance, aggregazione, sostenibilità e turismo diventano le leve per rafforzare competitività e valore delle Indicazioni Geografiche in un mercato sempre più globale

16 giugno 2026 | 05:00
Consorzi Dop e Igp; la nuova sfida non è la qualità, ma l'organizzazione
Consorzi Dop e Igp; la nuova sfida non è la qualità, ma l'organizzazione

Nuove regole per i Consorzi Dop e Igp, ma le aziende devono fare sistema

Dal baseball di Moneyball alle filiere agroalimentari italiane: il nuovo Decreto Masaf ridisegna il ruolo dei Consorzi di tutela Dop e Igp, chiamati a diventare registi dello sviluppo territoriale. Governance, aggregazione, sostenibilità e turismo diventano le leve per rafforzare competitività e valore delle Indicazioni Geografiche in un mercato sempre più globale

16 giugno 2026 | 05:00
 

Cosa può insegnare una squadra di baseball americana alle filiere Dop e Igp italiane? Più di quanto si possa immaginare. Nel film Moneyball (2011), diretto da Bennett Miller e tratto da una storia vera, il protagonista Billy Beane, general manager degli Oakland Athletics, si trova ad affrontare una sfida apparentemente impossibile: competere con squadre molto più ricche disponendo di risorse economiche limitate. La sua intuizione rivoluzionaria consiste nel comprendere che il problema non è la mancanza di talento, ma il modo in cui il talento viene selezionato, organizzato e valorizzato. Attraverso l'analisi dei dati e una diversa visione della gestione sportiva, Beane riesce a costruire una squadra competitiva sfidando modelli consolidati e abitudini radicate. Il successo del film non deriva dalle vicende sportive in sé, ma dalla sua straordinaria valenza organizzativa. Moneyball insegna che l'innovazione non sempre consiste nel cambiare le regole del gioco; spesso consiste nel cambiare il modo di interpretarle e di governarle. È una chiave di lettura sorprendentemente efficace per comprendere il nuovo Decreto Masaf del 3 giugno 2026, che ridefinisce il ruolo dei Consorzi di tutela delle Dop e delle Igp italiane (e si va ad inserire nella logica più ampia della Legge 75, ndr).

Come nel film Moneyball, i Consorzi di tutela Dop e Igp italiani devono competere sul mercato disponendo di risorse economiche limitate
Come nel film Moneyball, i Consorzi di tutela Dop e Igp italiani devono competere sul mercato disponendo di risorse economiche limitate

Come Billy Beane non ha cambiato il baseball, il DM del 3/6/2026 di adeguamento al Regolamento (UE) 2024/1143 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’11 aprile 2024, relativo alle Indicazioni Geografiche dei vini, delle bevande spiritose e dei prodotti agricoli, nonché alle specialità tradizionali garantite e alle indicazioni facoltative di qualità per i prodotti agricoli, che modifica i regolamenti (UE) n. 1308/2013, (UE) 2019/787 e (UE) 2019/1753 e che abroga il regolamento (UE) n. 1151/2012, non modifica le Indicazioni Geografiche. Cambia però il modo in cui esse vengono organizzate, rappresentate e valorizzate. Il provvedimento arriva in una fase storica in cui le Indicazioni Geografiche rappresentano uno degli asset più importanti del Made in Italy agroalimentare, chiamato a confrontarsi con nuove sfide legate alla sostenibilità, alla concorrenza internazionale, alla valorizzazione dei territori e alle trasformazioni dei mercati.

Dalla tutela alla governance della filiera

Per anni i Consorzi di tutela sono stati identificati soprattutto con le attività di promozione, vigilanza e difesa delle denominazioni. Il nuovo quadro normativo amplia sensibilmente questa prospettiva. I Consorzi diventano sempre più soggetti di governance della filiera, chiamati non solo a custodire il valore delle Indicazioni Geografiche, ma anche a favorire il coordinamento tra gli operatori, la programmazione dell'offerta, la valorizzazione territoriale e la costruzione di strategie condivise. Si tratta di una trasformazione culturale prima ancora che amministrativa. La qualità certificata non viene più considerata soltanto come un patrimonio da difendere, ma come una risorsa da governare in modo collettivo.

I Consorzi non sono più chiamati solo a custodire il valore delle Indicazioni Geografiche
I Consorzi non sono più chiamati solo a custodire il valore delle Indicazioni Geografiche
 

La forza dell'aggregazione

Tra le novità più interessanti emerge la possibilità di costituire Consorzi che rappresentino più Indicazioni Geografiche, mantenendo comunque l'autonomia decisionale delle singole denominazioni. È una scelta che riflette una delle lezioni fondamentali di Moneyball: la competitività non dipende esclusivamente dalla forza dei singoli elementi, ma dalla capacità di creare sistemi efficienti. Per molte produzioni Dop e Igp di dimensioni medio-piccole, l'aggregazione può rappresentare un'opportunità concreta per condividere competenze, strutture tecniche, attività promozionali e servizi di vigilanza, riducendo costi e aumentando l'efficacia dell'azione collettiva. In un mercato globale sempre più competitivo, la frammentazione rischia infatti di trasformarsi in una debolezza. L'integrazione organizzativa, al contrario, può diventare un vantaggio strategico.

La sostenibilità come criterio di gestione

Un altro elemento innovativo riguarda il riconoscimento del ruolo dei Consorzi nelle politiche di sostenibilità. La novità assume particolare rilievo perché supera una lettura esclusivamente ambientale del concetto. La sostenibilità delle filiere agroalimentari oggi si misura attraverso tre dimensioni strettamente collegate: sostenibilità ambientale, sostenibilità economica e sostenibilità sociale. Si tratta di una sostenibilità integrata, capace di tenere insieme tutela delle risorse naturali, equa distribuzione del valore lungo la filiera e salvaguardia del tessuto produttivo locale. Una Dop o una Igp non sono sostenibili soltanto quando riducono l'impatto ambientale, ma quando riescono a garantire reddito agli agricoltori, occupazione nei territori e prospettive alle nuove generazioni.

Il territorio diventa esperienza

Il decreto riconosce inoltre ai Consorzi un ruolo più incisivo nello sviluppo del turismo legato alle Indicazioni Geografiche. Non si tratta semplicemente di promuovere un prodotto. Si tratta di raccontare un territorio. L'olio, il vino, il formaggio o il salume certificato diventano il punto di partenza per costruire percorsi culturali, itinerari enogastronomici, esperienze di visita e nuove forme di attrazione turistica. In questa prospettiva, la denominazione non rappresenta soltanto una certificazione di origine, ma un vero strumento di sviluppo territoriale.

Il decreto del Masaf riconosce ai Consorzi di tutela Dop e Igp un ruolo più incisivo nello sviluppo del turismo legato alle Indicazioni Geografiche
Il decreto del Masaf riconosce ai Consorzi di tutela Dop e Igp un ruolo più incisivo nello sviluppo del turismo legato alle Indicazioni Geografiche

Più responsabilità, più trasparenza

L'ampliamento delle funzioni comporta inevitabilmente un rafforzamento delle responsabilità. Per questo il decreto interviene anche sui criteri di rappresentatività, sui meccanismi di verifica e sugli strumenti di vigilanza. L'obiettivo è garantire che i Consorzi di tutela chiamati a svolgere funzioni sempre più rilevanti siano realmente espressione delle filiere che rappresentano. Più autonomia organizzativa richiede infatti maggiore trasparenza. Più capacità decisionale richiede maggiore accountability. A rafforzare ulteriormente questo percorso di tutela e valorizzazione delle Indicazioni Geografiche si inserisce anche la recente normativa sui reati alimentari, che introduce nuovi strumenti contro frodi e contraffazioni a difesa del patrimonio agroalimentare italiano.

Cosa significa concretamente per un ristoratore?

Se ieri un Consorzio era percepito soprattutto come il custode di un marchio Dop o Igp, oggi tende a diventare sempre più un partner territoriale. Per un operatore Horeca questo può tradursi in:

  1. maggiore disponibilità di prodotti certificati;
  2. iniziative promozionali condivise;
  3. percorsi di turismo enogastronomico;
  4. storytelling più efficace verso il cliente;
  5. garanzie più forti sulla tracciabilità;
  6. opportunità di partecipare a eventi e reti territoriali coordinate dai Consorzi.

Chi vince con la riforma?

Il produttore, che trova una filiera più organizzata. Il Consorzio, che acquisisce nuovi strumenti di governance. Il territorio, che può trasformare le Dop e le Igp in motori di sviluppo economico e turistico. L'Horeca, che dispone di partner più strutturati e di nuove opportunità di valorizzazione commerciale. Il consumatore, che beneficia di maggiore trasparenza, autenticità e qualità certificata.

Dai numeri di Moneyball alla squadra de I magnifici sette

Se Moneyball rappresenta la metafora dell'innovazione organizzativa, la conclusione ideale di questa riforma richiama il celebre western I magnifici sette. Nel film, un gruppo di uomini provenienti da esperienze diverse decide di unire competenze e capacità per difendere una comunità minacciata. Nessuno di loro sarebbe sufficiente da solo. Insieme, però, diventano una forza capace di proteggere un bene comune. Anche il nuovo decreto Masaf sembra muoversi nella stessa direzione: rafforzare la capacità dei Consorzi di tutela di agire come una squadra organizzata a difesa delle Indicazioni Geografiche, del territorio e del valore economico delle filiere agroalimentari. La sfida non è soltanto preservare una denominazione. La sfida è costruire una comunità di interessi capace di custodire e sviluppare un patrimonio collettivo. In un mercato sempre più globale, la vera partita non consiste semplicemente nel difendere un marchio, ma nel creare reti capaci di innovare senza perdere identità. È questa, probabilmente, la lezione che unisce il baseball di Moneyball, il coraggio collettivo de I magnifici sette e la nuova visione dei Consorzi di tutela delineata dal Masaf.

Come nel film I Magnifici 7, dove un gruppo di uomini provenienti da esperienze diverse decide di unire competenze e capacità per difendere una comunità minacciata, così i consorzi col decreto del Masaf possono agire come una squadra organizzata a difesa delle Indicazioni Geografiche
Come nel film I Magnifici 7, dove un gruppo di uomini provenienti da esperienze diverse decide di unire competenze e capacità per difendere una comunità minacciata, così i consorzi col decreto del Masaf possono agire come una squadra organizzata a difesa delle Indicazioni Geografiche

L'autore precisa che le informazioni contenute nel presente articolo hanno finalità esclusivamente divulgative, giornalistiche e culturali e sono finalizzate all'analisi delle recenti evoluzioni normative riguardanti i Consorzi di tutela delle Indicazioni Geografiche (Dop e Igp) e le filiere agroalimentari italiane. I contenuti non costituiscono parere legale, consulenza professionale, interpretazione autentica delle disposizioni normative citate né indicazioni operative per specifiche realtà aziendali. Le valutazioni espresse rappresentano esclusivamente riflessioni dell'autore sulle possibili implicazioni organizzative, economiche e territoriali derivanti dall'applicazione della normativa vigente. Per l'interpretazione e l'applicazione delle disposizioni legislative e regolamentari richiamate nel testo, nonché per la valutazione di casi concreti riguardanti imprese, Consorzi di tutela, operatori del settore alimentare (OSA) o attività della ristorazione e dell'ospitalità, si raccomanda di rivolgersi a professionisti qualificati esperti in diritto agroalimentare, diritto amministrativo o consulenza aziendale. I riferimenti a opere cinematografiche, personaggi, sceneggiature e produzioni audiovisive presenti nell'articolo sono utilizzati esclusivamente a fini di critica, commento, divulgazione culturale, studio e rappresentazione esemplificativa dei temi trattati. Tali richiami hanno carattere descrittivo e metaforico e non implicano alcuna associazione commerciale, promozionale o di endorsement da parte dei titolari dei relativi diritti di proprietà intellettuale.

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