La gara di Roma Capitale per il servizio di ristorazione scolastica segna un momento significativo per tutto il comparto della ristorazione collettiva. Anir Confindustria accoglie con favore l’inserimento, all’interno della procedura, del meccanismo di revisione ordinaria dei prezzi previsto dalle Linee guida del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Un momento della presentazione del Bando per le mense scolastiche di Roma
Un momento della presentazione del Bando per le mense scolastiche di Roma

In un settore ad alta intensità di manodopera, che negli ultimi anni ha dovuto affrontare il forte aumento dei costi di materie prime, energia, logistica e lavoro, la revisione ordinaria dei prezzi rappresenta uno strumento indispensabile. Si tratta infatti di una condizione essenziale per assicurare la continuità del servizio, la qualità delle prestazioni e il corretto svolgimento dei contratti pubblici.

Gara mense Roma: la revisione dei prezzi entra tra i criteri centrali

«La gara di Roma è un banco di prova importante», dichiara Massimo Piacenti, presidente di Anir Confindustria. «Per la prima volta una procedura di questa dimensione assume in modo strutturato il tema della revisione ordinaria dei prezzi. È un segnale che va nella direzione giusta, perché riconosce un principio semplice: gli appalti di servizi non possono restare fermi sulla carta mentre cambiano, nella realtà, i costi che le imprese devono sostenere ogni giorno».

Il presidente di Anir Confindustria Massimo Piacenti
Il presidente di Anir Confindustria Massimo Piacenti

La procedura di Roma Capitale interessa un servizio fondamentale per la quotidianità cittadina, che coinvolge circa 150 mila utenti, 816 strutture educative e scolastiche e la distribuzione di oltre 23 milioni di pasti all’anno. Dimensioni che evidenziano il valore economico, sociale e organizzativo della ristorazione scolastica e l'importanza di affidarne la gestione a imprese capaci di assicurare competenze, investimenti, sicurezza alimentare, un'efficace organizzazione del lavoro e solide capacità gestionali.

Qualità, sostenibilità e tutela del lavoro al centro del nuovo bando  

Anir valuta positivamente anche l’impianto complessivo del bando, costruito su prezzo stabilito, qualità nutrizionale, sostenibilità ambientale, riduzione degli sprechi, educazione alimentare, legalità delle filiere e tutela dell’occupazione. Sono obiettivi coerenti con una visione moderna del cibo pubblico, inteso come parte delle politiche di welfare, salute, inclusione e sostenibilità delle comunità.

«La qualità richiesta dalla pubblica amministrazione deve essere sostenuta da condizioni contrattuali coerenti», prosegue Piacenti. «Questo significa, proprio come nella gara di fatta dal Comune di Roma, basi d’asta adeguate, revisione prezzi effettiva, regole chiare, controlli proporzionati e una corretta valorizzazione del lavoro. Solo così il servizio può essere davvero buono, sostenibile e giusto, non soltanto nelle intenzioni del capitolato ma nella gestione quotidiana delle mense».

Perché la gara di Roma può diventare un modello per gli appalti della ristorazione  

Per Anir, la gara di Roma può contribuire a definire un riferimento nazionale per gli appalti della ristorazione collettiva, a condizione che il modello venga verificato nella fase esecutiva. La qualità di una procedura pubblica non si misura soltanto al momento della pubblicazione del bando, ma nella capacità di tenere insieme, lungo tutta la durata del contratto, esigenze dell’amministrazione, diritti dei lavoratori, sostenibilità economica delle imprese e qualità del servizio reso agli utenti.

«Il punto decisivo è stato passare dalla qualità dichiarata alla qualità esigibile», conclude Piacenti. «Le imprese della ristorazione collettiva hanno fatto e faranno la propria parte. Grazie ad appalti costruiti su un equilibrio vero, perché il cibo pubblico è una responsabilità quotidiana e non può poggiare su contratti fragili».