ALLOGGI DIPENDENTI

Staff house, i fondi non bastano: finanziato solo un progetto su tre
Le richieste superano le risorse disponibili e riportano al centro uno dei principali problemi del turismo italiano: trovare un alloggio per i lavoratori. Il bando Staff house del ministero del Turismo finanzierà 32 progetti per 3.566 posti letto, ma le domande presentate (102) valgono oltre 80 milioni di euro a fronte di una dotazione di 54 milioni
Le risorse non bastano a soddisfare la domanda. Il primo bando Staff house del ministero del Turismo conferma quanto il tema dell'alloggio per i lavoratori sia diventato centrale per il settore. A fronte di 102 domande presentate e richieste di contributo per oltre 80 milioni di euro, i fondi disponibili - 54 milioni - consentiranno di finanziare soltanto 32 progetti, pari a 3.566 nuovi posti letto.
Staff house, le richieste superano la dotazione disponibile
Le risorse stanziate non bastano a rispondere alla domanda delle imprese turistiche. È questo l'esito del bando Staff house - Titolo II, i cui dati sono stati pubblicati dal ministero del Turismo. A fronte di 102 domande presentate e richieste di contributo per oltre 80,8 milioni di euro, la dotazione disponibile, pari a 54 milioni, consentirà di finanziare soltanto 32 progetti, destinati a realizzare 3.566 posti letto per i lavoratori del comparto. Il dato va oltre i numeri del provvedimento e fotografa una criticità che hotel, pubblici esercizi e imprese della ristorazione segnalano ormai da tempo. La difficoltà nel reperire personale è sempre più spesso legata anche alla mancanza di alloggi accessibili, soprattutto nelle destinazioni turistiche dove il costo delle abitazioni rende complicato attrarre e trattenere lavoratori stagionali e qualificati.
L'interesse suscitato dalla misura conferma la dimensione del problema. Oltre ai 32 progetti ammessi al finanziamento, il ministero ha respinto 21 domande, mentre 17 risultano ancora in fase di approfondimento e 32 sono state sospese, con la possibilità di essere finanziate solo in caso di rifinanziamento della misura o di successivi scorrimenti della graduatoria.
Complessivamente, i progetti presentati prevedono investimenti per 149,9 milioni di euro, un valore quasi triplo rispetto alla dotazione finanziaria disponibile. Tra i partecipanti spicca il ruolo delle piccole imprese, che rappresentano la categoria più numerosa tra i richiedenti, a conferma di come la questione dell'alloggio riguardi l'intera filiera dell'ospitalità e non soltanto le grandi realtà ricettive.
L'alloggio diventa una leva strategica per il lavoro nel turismo
Il programma Staff house - Titolo II sostiene interventi di recupero, riqualificazione e completamento di immobili destinati a ospitare il personale del comparto turistico, privilegiando progetti orientati all'efficientamento energetico e alla sostenibilità.
I 3.566 posti letto previsti dai progetti finanziati si aggiungeranno agli oltre 60mila alloggi a canone calmierato previsti dal Titolo I della stessa iniziativa, gestito da Invitalia, che sostiene le spese di locazione degli immobili destinati ai dipendenti del settore.
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L'obiettivo è affrontare uno dei nodi che negli ultimi anni hanno inciso maggiormente sulla competitività delle imprese. In molte località, infatti, il problema non è soltanto trovare personale qualificato, ma offrire condizioni che rendano concretamente possibile lavorare nelle destinazioni turistiche, dove il mercato immobiliare è spesso caratterizzato da affitti elevati e da una forte pressione legata agli affitti brevi.
Un segnale che conferma le esigenze delle imprese
Gli esiti del bando indicano che il comparto considera l'alloggio dei lavoratori una priorità sempre più rilevante. Il numero delle richieste presentate suggerisce infatti che il fabbisogno reale supera sensibilmente le risorse oggi disponibili, lasciando inevasa una parte consistente delle esigenze espresse dalle imprese. Per questo motivo, il programma Staff house viene letto dagli operatori non solo come un sostegno agli investimenti, ma anche come un indicatore delle trasformazioni in atto nel mercato del lavoro turistico, dove la disponibilità di una sistemazione abitativa è diventata un elemento determinante tanto quanto il livello retributivo o le opportunità di crescita professionale, come dimostra ad esempio il caso del Cyprianerhof, hotel cinque stelle di Tires al Catinaccio (Bz), che ha deciso, di recente, di affrontare il problema alla radice costruendo una residenzadedicata ai propri collaboratori.
La direzione è giusta, ma la strada è ancora lunga
Commentando i risultati del bando, il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi ha sottolineato l'elevato numero di candidature pervenute. «Ancora una volta il Governo Meloni risponde alle esigenze di un settore che ha accolto con soddisfazione l'iniziativa Staff house. Le domande hanno superato di gran lunga la dotazione iniziale: è la prova che stiamo andando nella direzione giusta», ha dichiarato. Per il ministro, investire sugli alloggi destinati ai lavoratori significa rafforzare la qualità dell'offerta turistica e la capacità competitiva delle imprese. «Case ospitali per chi lavora nel turismo significa servizi migliori, stagionalità più lunga e imprese più competitive».
Resta però un dato difficilmente ignorabile: il successo del bando dimostra che il bisogno di alloggi supera oggi la capacità delle risorse disponibili di soddisfarlo. Un segnale che potrebbe rendere necessario, nei prossimi mesi, valutare un rafforzamento della misura per accompagnare la crescita del settore e rispondere a una delle criticità più sentite dall'intera filiera dell'ospitalità.

