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Chiudono anche gli hotel Lo sci e la montagna piangono

Il Dpcm Natale punta ad una serrata di 20 giorni: no spostamenti tra Regioni, quarantena per chi torna dall’estero. Ristori gli albergatori. Mercoledì Speranza riferisce alla Camera. Intanto 19.350 contagi.

 
01 dicembre 2020 | 09:07

Chiudono anche gli hotel Lo sci e la montagna piangono

Il Dpcm Natale punta ad una serrata di 20 giorni: no spostamenti tra Regioni, quarantena per chi torna dall’estero. Ristori gli albergatori. Mercoledì Speranza riferisce alla Camera. Intanto 19.350 contagi.

01 dicembre 2020 | 09:07
 

Niente vacanze in montagna, o almeno per chi non possiede la seconda casa. Nel nuovo dcpm in dirittura di arrivo (domani alle 16 il ministro alla Salute, Roberto Speranza riferisce alla Camera le nuove misure), come anticipa il Corriere della Sera, gli alberghi e i resort di montagna saranno probabilmente chiusi per tutte le festività. Non ci sono date certe ancora, ma l’dea dell’esecutivo è blindare l’Italia dal 20 dicembre e fino al 15 gennaio. Obiettivo «evitare di ripetere a Natale gli assembramenti e i contagi da Covid-19 di Ferragosto». Anche se nelle ultime ore il premier Giuseppe Conte avrebbe riaperto anche ai ricongiungimenti famigliari come motivo di spostamento tra regioni. Tra le "aperture" del presidente del consiglio anche quella per le scuole: ipotesi di un ritorno tra i banchi il 14 dicembre. Una situazione che ricalcherà quella dell'Austria che dopo molte resistenze deciderà mercoledì di chiudere hotel e ristoranti in montagna durante le feste.

Il tutto mentre la curva sta scendendo. I nuovi casi sono 19.350 con circa 180mila tamponi, mentre i decessi nelle ultime 24 ore sono 785 (ieri 672). Tasso di positività al

Il Governo si è impegnato con le Regioni a ristorare le perdite degli albergatori - Chiudono anche gli hotel Lo sci e la montagna piangono

Il Governo si è impegnato con le Regioni a ristorare le perdite degli albergatori

Una possibilità che in molti speravano non si sarebbe concretizzata anche se plausibile visto che il Governo aveva chiaramente già detto no al “pendolarismo”, puntando al divieto di spostamento da una regione all’altra (sempre dal 20 dicembre).

Secco no alla proposta delle Regioni alpine
Una doccia gelata dunque a Veneto, Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Friuli-Venezia Giulia e Province autonome di Bolzano e Trento che avevano avanzato la proposta di aprire gli impianti di risalita delle piste da sci per gli ospiti degli alberghi e delle seconde case.

Ristori per gli alberghi
Per “ovviare”, si fa per dire, al tracollo del turismo montano, il Governo si è impegnato con le Regioni a ristorare le perdite degli albergatori. Una misura straordinaria che sicuramente non basterà e che è destinata a scatenare polemiche e proteste.

Quarantena obbligatoria per chi rientra dall’estero
Alla linea di rigore che il Governo sta tracciano, e che sarà messa su bianco nelle prossime ore, compare anche la quarantena obbligatoria, dal 20 dicembre per tutti coloro che torneranno dall’estero. Il motivo? Proprio il mancato accordo in sede europea sulla questione vacanze sulla neve e la paura di cosa potrebbe accadere se gli italiani andassero a sciare in Austria e in Svizzera dove impianti e piste da sci saranno aperti.

Cenone e feste solo tra conviventi
Altro punto fondamentale: cene e feste in casa, che fare? Il governo prenderà una decisione definitiva dopo il confronto con le Camere. Il premier Conte non vuole inserire un divieto vero e proprio di riunirsi nelle abitazioni private, dove tra l’altro è impossibile controllare. Ma il governo è compatto sulla necessità di vietare le feste al chiuso e all’aperto e di rafforzare la raccomandazione inserita il 3 novembre nel Dpcm vigente, per convincere gli italiani a «non ricevere persone diverse dai conviventi».

Si è lungo dibattuto sull’opportunità di introdurre un numero massimo di commensali, ma parte dei ministri frena.

Ancora in dubbio le deroghe sugli spostamenti
Ancora in dubbio le deroghe agli spostamenti che saranno comunque consentiti solo per chi va nella casa dove è residente o dove ha il domicilio. Conte vorrebbe consentire la possibilità, con dei limiti, per raggiungere anziani soli, coniugi, partner conviventi.

Ma il fronte dei ministri contrari è però compatto anche perché, come ha sottolineato il Guardasigilli Alfonso Bonafede, «bisogna varare norme chiare, che non si prestino a equivoci o interpretazioni personali». Come d’altronde è successo nei mesi nella definizione di “congiunti” e “affetti stabili”.

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