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Dario Franceschini: L'Italia deve riaprire cinema e teatri. Sono tra i luoghi più sicuri

Il ministro della Cultura, con l'obiettivo che sia proprio l'Italia tra le prime nazioni a riapre i luoghi della cultura, sta lavorando a misure integrative come biglietti nominativi e tracciabilità da proporre al Cts

 
22 febbraio 2021 | 10:46

Dario Franceschini: L'Italia deve riaprire cinema e teatri. Sono tra i luoghi più sicuri

Il ministro della Cultura, con l'obiettivo che sia proprio l'Italia tra le prime nazioni a riapre i luoghi della cultura, sta lavorando a misure integrative come biglietti nominativi e tracciabilità da proporre al Cts

22 febbraio 2021 | 10:46
 

Obiettivo, come chiesto anche da 12 assessori alla cultura delle grandi città italiane è riaprire i luoghi della cultura. A partire dai musei nei weekend e poi via via con cinema e teatri. Questo è ciò che vuole il ministro della Cultura Dario Franceschini che, anzi, incalza: «L’Italia sia la prima: sono luoghi sicuri». Ad oggi, infatti, teatri e cinema sono chiusi in Francia, Germania, Regno Unito, Belgio, Portogallo, ma, sottolinea il ministro al Corriere della Sera, ricalcando le parole di Mario Draghi: «L’Italia è l’Italia e vorrei che fossimo i primi a riaprire». Tuttavia, aggiunge «l’operazione va fatta non con i proclami né con gli annunci ma per passi possibili».

Dario Franceschini: L'Italia deve riaprire cinema e teatri. Sono tra i luoghi più sicuri

Cinema e musei sono luoghi sicuri
Il ministro però ci tenie a precisare: «In questi mesi abbiamo capito che i luoghi più pericolosi sono quelli dove ti togli la mascherina: case private, ristoranti, bar (per questi ultimi, in verità, non esiste nessun dato scientifico che li classifichi come luoghi a maggior pericolo di contagio, ndr). Nei teatri e nei cinema, già nella riapertura estiva, c’erano misure di sicurezza molto rigide che si sono rivelate efficienti: mascherina, distanziamento, igienizzazione delle mani, sanificazione dei locali».

Proposto nuove misure integrative
E per procedere con la riapertura in sicurezza Franceschini ha chiesto al Comitato tecnico-scientifico un incontro urgente per proporre le misure di sicurezza integrative su cui stanno lavorando le organizzazioni di categorie: «Potrebbero essere i biglietti nominativi, la tracciabilità delle persone, le mascherine Ffp2. Mi confronterò poi collegialmente col governo, perché non sono certo io a decidere da solo, e col Cts per individuare tempi e modalità. Però penso che teatri e cinema, con severe e adeguate misure, siano più sicuri di altri locali già aperti oggi. E credo che l’Italia, più di altri Paesi, abbia bisogno come l’ossigeno di tornare ad avere un’offerta culturale. Lo ha detto bene il presidente Draghi. Le città italiane senza teatri e cinema e le piazze senza musica sono più tristi: così l’Italia non è l’Italia. Come è stata fatta un’eccezione per le librerie, inserite tra i primi servizi a riaprire per una evidente ragione culturale, spero si possa fare lo stesso ragionamento per i luoghi dello spettacolo».

Sostegno ai lavoratori dello spettacolo
Una boccata d’ossigeno, naturalmente, non solo per i cittadini, ma anche per i lavoratori dello spettacolo: «La chiusura di teatri, cinema e sale da musica è stato un dolore, ma inevitabile. Abbiamo cercato di accompagnare con misure straordinarie, attraversando questo deserto, i tanti mondi legati al cinema, al teatro, alla musica sostenendo imprese e lavoratori. Una realtà che non ha mai conosciuto ammortizzatori sociali ha avuto la cassa integrazione per i dipendenti e sostegni per i tanti lavoratori precari o intermittenti. Un lungo elenco di interventi che non bastano, lo so perfettamente: li sto riproponendo in modo consistente per il nuovo decreto Ristori. Finché non lavorano, occorre sostenere gli operatori del settore al di là del tipo di contratto che avevano. Ma ora bisogna ragionare della riapertura».

Il segnale di ottimismo con la riapertura dei musei in zona gialla
La riapertura dei musei in zona gialla, d’altronde, è stato un bel segnale, anche “psicologico”, un piccolo passo sulla strada della normalità: «Nel 2019 più del 50% del turismo era straniero – ha sottolineato il ministro - Quando ti scompare il turismo straniero e cala la mobilità interna tra regioni, i numeri crollano. Abbiamo dato un segnale preciso di ottimismo guardando al futuro della cultura. Le riaperture sono state graduali perché ciascun museo ha diverse caratteristiche per assicurare la necessaria sicurezza: distanziamento, contingentamento dei numeri, mascherine, igienizzazione degli ambienti, accessi diversificati. Si è scelto di non aprire nel weekend, tema che dovremo affrontare: nei fine settimana ci potrebbero essere problemi di affollamento, come si è visto ai Musei Vaticani. Stiamo ragionando perché progressivamente, nelle condizioni di massima sicurezza, si vada alla riapertura di tutti i luoghi della cultura».

E, ora, con questo nuovo Governo che sente «sulle spalle la grande responsabilità di portare il Paese fuori da questa crisi, di aiutare le famiglie e le imprese, di superare la pandemia e di organizzare al meglio la campagna di vaccinazione al di là del colore politico al quale rimaniamo fedeli» Franceschini è sicuro «sono certo che ce la faremo».

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