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Matrimoni, quando si riparte? Proteste e flash mob in tutta Italia

Nelle piazze di alcune città italiane, gli addetti ai lavori di un settore che conta 90mila aziende e fattura 67 miliardi hanno inscenato dimostrazioni per chiedere al Governo di poter tornare a fare ricevimenti

26 aprile 2021 | 15:55

Matrimoni, quando si riparte? Proteste e flash mob in tutta Italia

Nelle piazze di alcune città italiane, gli addetti ai lavori di un settore che conta 90mila aziende e fattura 67 miliardi hanno inscenato dimostrazioni per chiedere al Governo di poter tornare a fare ricevimenti

26 aprile 2021 | 15:55

L’ultimo decreto che avrà validità fino al 31 luglio non contiene specifiche indicazioni sulla ripartenza dei ricevimenti per matrimoni e altre celebrazioni religiose. Il settore, incredulo, non ci ha pensato su due volte ed è sceso in piazza in alcune delle principali città italiane con un flash mob di protesta. Un business quello dei matrimoni che si muove grazie al lavoro di 90mila aziende le quali danno lavoro a 1 milione di persone che generano un fatturato da 67 miliardi di euro.

Una rappresentazione rammaricata e ironica quella messa in scena nella mattinata di lunedì, organizzata da Unanime - la confederazione delle associazioni di categoria del settore Matrimoni ed Eventi - in collaborazione con Filiera Eventi Unita, mentre per la piazza di Roma l'organizzazione è di Insieme per il Wedding.

Il flash mob di Roma Matrimoni, quando si riparte? Proteste e flash mob in tutta Italia
Il flash mob di Roma

Matrimonio o funerale?

A Roma i protagonisti della protesta hanno inscenato un matrimonio dal sapore di funerale. Quello del settore che ormai è fermo da un anno abbondante e che ora non vede nemmeno una data per ripartire. Sposi “promessi”, oltre a finti preti e infine invitati vestiti di nero, per indicare la situazione del loro settore: questo è stato il flash mob in piazza Montecitorio a Roma, messo in scena dalle imprese e dai liberi professionisti del settore matrimoni ed eventi, proprio per protestare «contro la mancata indicazione della data di ripartenza per le feste, nonostante le sollecitazioni giunte da numerosi presidenti di Regione». I sit-in si sono svolti anche in altri capoluoghi in tutto il Paese, complessivamente in tredici città italiane.

Protocolli sicuri e richieste di aiuto economiche

Gli operatori economici presenti nei capoluoghi di regione diversi da Roma hanno consegnato a vari rappresentanti delle istituzioni «un fascicolo contenente lo stato dell'arte del settore, il protocollo sanitario e le richieste: adozione del protocollo, immediata ripartenza delle attività, incremento del fondo di sostegno al settore e accelerazione nella liquidazione dei ristori».

Capurro, poca fiducia su un cambio di rotta

Paolo Capurro, presidente dell’Anbc (Associazione banqueting e catering) ha spiegato: «Si tratta di un testo di difficile comprensione, non chiaro ma a nostro modo di vedere è facile interpretare che almeno fino al 31 luglio non si possano organizzare ricevimenti e per il nostro settore sarà una mazzata. Ci faremo valere, chiederemo di riscrivere il testo, ma non abbiamo troppa fiducia nel fatto che ci diano retta». Lecito chiedersi se un ricevimento non si possa fare in un ristorante, anche prenotato esclusivamente: «Teoricamente sì - risponde Capurro - ma chi ha scritto il decreto ha immaginato che durante una festa non si stia seduti, in ordine ai tavoli ma ci si alzi, ci si baci e abbracci».

Il settore dei ricevimenti non è certo l’unico ad essere rimasto spiazzato dal testo ufficiale dopo che nelle bozze era comparso. Anche i centri commerciali hanno cercato la data della loro ripartenza, ma senza successo e ora chiedono chiarimenti. Così come le terme e pure gli stabilimenti balneari. Ma per gli stabilimenti è subito arrivato il chiarimento del ministro del Turismo, Massimo Garavaglia che ha detto: «Dal 15 maggio le spiagge sono riaperte».

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