Quotidiano di enogastronomia, turismo, ristorazione e accoglienza
giovedì 02 febbraio 2023  | aggiornato alle 18:54 | 91566 articoli in archivio

Il giallo del Ministro Speranza. Perchè non vuole aprire i ristoranti la sera in zona gialla?

Dopo le polemiche e gli equivoci sulla posizione del CTS basterebbe pubblicare il loro verbale, ma il Ministro preferisce non discutere della concreta possibilità di lavorare la sera . E perchè il viceministro Sileri, che conosce il vero parere degli scienziati, insiste nel dire che per fine mese si potrebbe riaprire? .

di Alberto Lupini
direttore
06 febbraio 2021 | 20:02
Il giallo del Ministro Speranza. Perchè non vuole aprire i ristoranti la sera in zona gialla?
 
Il giallo del Ministro Speranza. Perchè non vuole aprire i ristoranti la sera in zona gialla?

Il giallo del Ministro Speranza. Perchè non vuole aprire i ristoranti la sera in zona gialla?

Dopo le polemiche e gli equivoci sulla posizione del CTS basterebbe pubblicare il loro verbale, ma il Ministro preferisce non discutere della concreta possibilità di lavorare la sera . E perchè il viceministro Sileri, che conosce il vero parere degli scienziati, insiste nel dire che per fine mese si potrebbe riaprire? .

di Alberto Lupini
direttore
06 febbraio 2021 | 20:02
 

Ma i ristoranti in zona gialla, secondo gli scienziati, pur con molte limitazioni, si potrebbero aprire o no per la cena? Come Italia a tavola abbiano già dato una risposta positiva  e a questa posizione vogliamo rifarci, nonostante la campagna ministeriale scatenata contro.

Se non fosse che sarebbe un po’ come sparare contro la Croce Rossa, ci sarebbe piuttosto da chiedere al ministro della Salute, Roberto Speranza, perché non rende pubblico al più presto il verbale del Cts in cui gli scienziati hanno espresso il loro parere sul piano della Fipe e della Fiepet (ben visto dal ministero dello Sviluppo economico) per una possibile apertura dei ristoranti con ampi spazi e garanzie di sicurezza controllabili, la sera nelle zone gialle e a pranzo in quelle arancione.

Il giallo del Ministro Speranza Perchè non vuole aprire i ristoranti?

Roberto Speranza

Leggere quel documento permetterebbe di capire che né il viceministro della Salute Pier Paolo Sileri, né i presidenti di Fipe e Fiepet, sono stati dei pazzi nel ritenere che “finalmente” (con tutti controlli e le attenzioni del caso) almeno un po’ di ristoranti (quelli che possono garantire meglio i protocolli) secondo il Cts potrebbero lavorare la sera. Sempre che non ci sia un peggioramento della pandemia.

La verità è che questa valutazione degli scienziati forse non piace al ministro Speranza, perché rimetterebbe in discussione chiusure a volte affrettate e generalizzate, oppure motivate solo dalla scelta del governo di deviare l’attenzione della pubblica opinione da tante mancanze, dalla scuola ai trasporti che hanno favorito i contagi. Più facile chiudere i pubblici esercizi o sperperare soldi per i monopattini, invece che investire nel rendere sicuri bus e treni.

Senza nulla togliere all’onestà e alla serietà con cui ha gestito il periodo in assoluto più difficile del ministero della Salute, va osservato che con abili tecniche di comunicazione, Speranza è stato abile nel fare passare l’idea che i pubblici esercizi possano essere tutti indiscriminatamente possibile fonte di contagi, anche in assenza di qualunque dato scientifico. E ciò senza distinguere fra un ristorante con ampi saloni e tavoli distanziati e un bar con un bancone in un angusto negozietto… E oggi non vuole, o non può arretrare, da questa politica, incurante dei danni economici e di immagine che ha già prodotto finora. Certo la movida incontrollata (per colpa delle istituzioni) o le intemperanze dei gestori che gridano e aprono contro la legge gli hanno dato una mano, e alla fine a pagare il conto più salato sono i gestori onesti e corretti.

E non volendo esporsi in prima persona perché in ballo c’è la possibilità di essere confermato nel nuovo governo Draghi, Speranza ha sfruttato la richiesta di alcuni Governatori (il lombardo Fontana e il ligure Toti) di poter tenere aperto fino alle 22, per fare emettere un comunicato (peraltro anonimo) del Cts in cui si contesta questa eventualità per l’immediato, cercando così di spegnere le speranze indotte dalla positiva iniziativa di Fipe e Fiepet. Peccato che il suo vice, Sileri, che il verbale del Cts non può non averlo letto, lo ha pubblicamente contraddetto, dicendo che per fine mese - secondo gli scienziati - ci sarebbero le condizioni per poter allentare le restrizioni, non solo dei ristoranti, ma che di cinema e teatri. Sempre che le vaccinazioni proseguano a ritmo sostenuto e la pandemia non riprenda virulenza.

E francamente, ci sia consentito, siamo portati a credere più alle parole di Sileri, che è un medico, che non a quelle di un ex funzionario di partito finito quasi per caso a fare il ministro della Sanità.

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
Voglio ricevere le newsletter settimanali
       




Prugne della California
Perrier Jouet