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di Piera Genta
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Festività alle porte
Scegli con quali bollicine brindare

Festività alle porte 
Scegli con quali bollicine brindare
Festività alle porte Scegli con quali bollicine brindare
Primo Piano del 16 novembre 2019 | 17:43

Le bollicine, anche se apprezzate tutto l'anno, vanno forte durante il periodo natalizio. Un trend in continua crescita, non solo per il Prosecco o per i migliori metodo Classico (Alta Langa, Franciacorta, Trentodoc...). Anche i vitigni autoctoni vengono spumantizzati e conquistano una fetta di mercato.

Le bollicine, ormai sinonimo di spumante, sono una passione che contagia tutti: gradevoli, scintillanti, delicate e pungenti. Le beviamo al bar come aperitivo, le offriamo e le stappiamo senza più aspettare nascite e matrimoni. In particolare sono le protagoniste dei brindisi durante le festività di fine anno.

Le bollicine sono una passione che contagia tutti, soprattutto sotto le feste (Festività alle porte Scegli con che bolla brindare)
Le bollicine sono una passione che contagia tutti, soprattutto sotto le feste

Secondo le stime di Ovse-Ceves (Osservatorio e centro studi economico vini speciali effervescenti), il consumo di spumanti in occasione delle festività di fine anno si dovrebbe attestare su volume e valori dello scorso anno senza stravolgimenti di canali e luoghi di consumo. Secondo il consuntivo del 2018 lo spumante made in Italy ha toccato risultati ragguardevoli sia in Italia che all’estero, con un consumo di poco inferiore a 700 milioni di bottiglie (poco più di 2 miliardi di euro il valore in cantina), in aumento del 6% rispetto al 2017, di cui 190 milioni in Italia (+4%) e oltre 500 all'estero (+7%). Tra queste domina la produzione con metodo Martinotti-Charmat, pari a 670 milioni di bottiglie, contro circa 30 milioni di bottiglie legate allo spumante metodo Classico.

«Ricordiamo che l’Italia è il primo Paese al mondo produttore di vini spumeggianti e il primo esportatore per volumi, ma non per valore, nonché il primo Paese al mondo per biodiversità di vitigno», precisa Giampietro Comolli, presidente dell’Osservatorio.

Nel primo semestre del 2019 si è registrata una leggera crescita sui mercati interni: sicuramente conta la destagionalizzazione dei consumi che fa dello spumante un prodotto di uso quotidiano, soprattutto nel fuoricasa, e non più legato esclusivamente alle ricorrenze. Imposta su questo dato la propria filosofia di vendita la cantina franciacortina Mirabella: «Anche per questo Natale Mirabella porterà avanti un'iniziativa già avviata due anni fa - ha dichiarato Francesco Bracchi, responsabile amministrativo della cantina in Franciacorta, che recentemente ha festeggiato i suoi 40 anni di attività - programmata per svecchiare l'immagine della cantina e approcciarsi in maniera più fresca ai mercati. Questo ovviamente viene fatto in funzione di uno sviluppo delle vendite e soprattutto di un nuovo look dell'azienda agli occhi del consumatore finale, che ci sceglie».

Lo spumante made in Italy ha toccato risultati ragguardevoli sia in Italia che all’estero (Festività alle porte Scegli con che bolla brindare)
Lo spumante made in Italy ha toccato risultati ragguardevoli sia in Italia che all’estero

Il ritmo di crescita all’estero si è affievolito proprio in considerazione di alcune incertezze in materia di sbalzi monetari e introduzione di nuove imposizioni fiscali. La competizione mondiale vede sempre il Prosecco come primo spumante con circa il 26% del mercato. «Il Prosecco ha un trend positivo per tutto l'anno - spiega Aldo Franchi, direttore di Val D'Oca - ma sotto le feste è ancora più apprezzato. E noi cavalchiamo questo trend, lo facciamo valorizzando i nostri cru, le Rive, così da dare importanza ad ogni singolo Paese o villaggio dove ognuna di queste referenze viene prodotta. Sono tre le Rive per il canale Horeca, tre quelle per la Gdo, tutte insieme circondano il Cartizze».

C'è comunque un momento di riflessione soprattutto nella produzione e nell’organizzazione strategica dei vari mercati. Un esempio è Col Vetoraz, che ha recentemente deciso, per distinguersi, di togliere da etichette e confezioni proprio la dicitura "Prosecco", conservando solo quella territoriale "Valdobbiadene Docg". Col Vetoraz si presenterà dunque al consumatore in questa nuova "veste": «La terra madre del Valdobbiadene Superiore di Cartizze - ha dichiarato Loris Dall'Acqua, socio ed enologo della cantina - si adagia sulle falde del Col Vetoraz; le montagne che lo sovrastano si presentano come un immenso anfiteatro, offrendo riparo dai venti settentrionali; le profonde stratificazioni del terreno, ricordo di antichi mari scomparsi, sono l'origine di questo vino "gentile"».

Buone anche le performance delle bollicine “bio”. «Il trend di mercato del vino biologico - spiega Settimo Pizzolato della Cantina Pizzolato di Villorba (Tv) - è in continua crescita, soprattutto quello delle bollicine bio, grazie anche al fatto che il consumatore finale è sempre più competente e informato. Per noi, che facciamo biologico dagli anni ’80, l’impegno verso un’agricoltura sostenibile è costante e si indirizza maggiormente verso i Paesi nordeuropei, dove abbiamo registrato un aumento del 12% rispetto al 2018 del consumo di spumante. Un successo dato anche dalla nostra ultima novità, la bottiglia M-use di rosé nata per essere consumata e poi riutilizzata, in un’ottica di riuso e di sostenibilità ambientale».

Leader nell'ambito del metodo Classico sono sempre stati Franciacorta e Trentodoc, con prodotti fondamentalmente a base di Chardonnay e Pinot Nero. A seguire Alta Langa e Oltrepò Pavese. Proprio da quest'ultimo territorio arrivano due casi esemplari, che scelgono però strade differenti per valorizzazione le proprie bollicine. La Versa, cantina da poco ritornata sulla cresta dell'onda, enfatizza i propri prodotti di punta sul mercato: «Spingiamo come ogni anno - ha spiegato Andrea Giorgi, presidente La Versa e Terre d'Oltrepò - sui nostri metodo Classico. Il Collezione 2007 è una bollicina che passa oltre 12 anni sui lieviti, anche se il prodotto di punta è il Testarossa Millesimato 2015, fa più di 36 mesi sui lieviti, è il prodotto iconico dell'azienda, un marchio che ci distingue universalmente». Una soluzione "alternativa" è quella pensata da Prime Alture: «Durante le feste - ha rivelato Roberto Lechiancole, titolare di Prime Alture - abbiamo intenzione di contattare i cuochi che hanno le nostre bollicine in carta, come Claudio Sadler e Tano Simonato, e proporre loro di realizzare abbinamenti con, ad esempio, le nostre tre versioni di Pinot Nero: Pinot Nero Monsieur, Io e Te e Bordo Bosco. È un modo per pubblicizzare noi e contemporaneamente i ristoratori che ci scelgono».

Il Prosecco è il primo spumante italiano, con circa il 26% del mercato (Festività alle porte Scegli con che bolla brindare)
Il Prosecco è il primo spumante italiano, con circa il 26% del mercato

Tuttavia negli ultimi anni sul mercato si riscontra un aumento di etichette di spumanti prodotti con vitigni locali che valorizzano quel fantastico patrimonio di biodiversità di cui l’Italia è ricca. Chi sposa entrambe le tendenze è la cantina friulana Piera1899 di Piera Martellozzo: l'azienda, durante le festività, punterà sulla sua linea di bollicine 075 Carati, che spazia dal Prosecco alla versione spumantizzata di vitigni autoctoni come la Ribolla Gialla, fino a blend originali come il Rosé. Alla base di ogni referenza, immancabili i valori di qualità, ricerca e innovazione.

Tutte le regioni che non hanno una tradizione spumantistica (comprese quelle del Sud Italia), hanno un loro prodotto spumantizzato. Ad esempio il Pecorino in Abruzzo, il Roscetto nel Lazio, il Montonico in Calabria, il Carricante in Sicilia, senza dimenticare il Nebbiolo in Piemonte e la Durella nel Veneto. Sono oltre 40 i vitigni autoctoni che vengono spumantizzati.

Ci sono poi cantine, in queste regioni, che scelgono comunque i vitigni più vocati per la spumantizzazione. Ad esempio Cusumano. Molto amato nel periodo delle feste il loro "700 SLM", bollicina che deve il suo nome all'altitudine dei filari di Tenuta Ficuzza, a Piana degli Albanesi (Pa), un angolo di Sicilia inaspettato, dove l'altitudine e il terreno offrono il giusto stimolo al Pinot Nero affinché si sviluppi in tutta la sua eleganza. Un'eleganza che, con l'aggiunta di poco Chardonnay della stessa tenuta, distingue il carattere deciso di questo Brut metodo Classico, perfetto per i brindisi durante le festività.

In Piemonte, terra in cui sono nati gli spumanti, l’Alta Langa continua a crescere come ettari vitati, bottiglie prodotte e mercati di sbocco. Tutta la produzione (circa 1,5 milioni di bottiglie) viene venduta principalmente (95%) in Italia, specialmente nel Nord-ovest; un 5% va all’estero, con Paese dominante gli Usa.

Aumentano le etichette di spumanti prodotti con vitigni locali (Festività alle porte Scegli con che bolla brindare)
Aumentano le etichette di spumanti prodotti con vitigni locali

Dolce chiama dolce e, con il panettone simbolo del Natale, in accompagnamento il Moscato d’Asti Docg, una produzione di 34 milioni di bottiglie di vino fermo che affianca quella dell’Asti Docg, 55 milioni di bottiglie, comprendendo anche l’Asti secco. «Il periodo natalizio rappresenta il momento di maggior consumo per la nostra denominazione - sostiene Romano Dogliotti, presidente del Consorzio di tutela dell'Asti - da sempre simbolo di festività e convivialità. L'Asti Dolce e il Moscato d'Asti Docg sono infatti i vini ideali con il dolce del fine pasto; l'Asti nella versione con meno contenuto zuccherino è ideale per le serate con gli amici e per l'intero pasto, a testimonianza della versatilità che la nostra Denominazione è ormai in grado di offrire. Tutte queste peculiarità continueranno ad essere trasmesse anche nella primavera 2020 attraverso masterclass e degustazioni».

Ha pensato ai dolci abbinamenti l'azienda Il Cipresso: «Le Feste richiedono un brindisi e nelle tavolate di Natale e Capodanno - ha dichiarato Angelica Cuni, titolare de Il Cipresso - un goccio di buone bollicine raggiunge anche il bicchiere di chi solitamente ci rinuncia. Non per niente durante le festività si impennano le vendite di Celestino e Alberico, entrambi perfetti per i brindisi, ma con delle proprie peculiarità: col primo si può pasteggiare, come si usa dire a tutto pasto, il secondo è perfetto per il dolce, eccezionale col Panettone al Moscato di Scanzo che produciamo a Il Cipresso».

L’analisi dell’Osservatorio evidenzia infine un maggior coinvolgimento da parte del consumatore al momento dell’acquisto del vino: le persone sono più consapevoli dei prezzi e il volume di vendita nella Gdo (circa il 58% di tutte le bollicine italiane) fa diventare interessante questo comparto.

E anche per chi preferisce brindare con bollicine d’oltralpe, la scelta è sempre variegata. Tra le proposte più interessanti per quest’anno, ci sono quelle di Moët & Chandon e Dom Pérignon. «Per celebrare il 150° anniversario del nostro champagne iconico durante le festività natalizie - afferma Nathalie Normand, direttore internazionale marketing e comunicazione Moët & Chandon - siamo lieti di rendere omaggio alle origini di Moët Impérial, facendo rivivere le eleganti tradizioni del savoir-vivre del XIX secolo sotto la nostra cupola imperiale». «Per Dom Pérignon quello italiano resta uno dei mercati chiave», spiega Valeria Righetti, senior brand manager Dom Pérignon e The Moët Hennessy Wine Division. «Le festività natalizie rappresentano sicuramente un periodo privilegiato di consumo dei nostri Champagne, ma con le nostre attività di comunicazione suggeriamo al pubblico occasioni di consumo che prescindono dalla stagionalità, perché ogni momento è quello giusto per essere toccati dalla Plénitude».

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Alberto Lupini


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