Con l’assegnazione del titolo di Birraio dell’Anno 2025, il concorso promosso da Fermento Birra torna a fotografare lo stato della birra artigianale italiana. A conquistare il primo posto sono Agostino Arioli e Maurizio Folli del Birrificio Italiano, realtà che dal 1996 accompagna e interpreta l’evoluzione del movimento nazionale. Un riconoscimento che non riguarda solo il risultato di un anno, ma che si inserisce in un percorso più lungo, legato alla crescita del settore e al ruolo dei suoi protagonisti storici. Arioli e Folli succedono così a Emanuele Longo, fondatore del fondatore del Birrificio Lariano di Sirone (Lc), vincitore 12 mesi fa.

Agostino Arioli, birraio dell'anno 2025
Trent’anni di birra artigianale italiana e un riconoscimento che chiude il cerchio
Il Birrificio Italiano è da sempre considerato uno dei punti di partenza del movimento artigianale nazionale. La sua fondazione nel 1996, anno che coincide anche con la nascita di realtà come Baladin, Lambrate e Beba, è comunemente indicata come l’inizio simbolico della birra artigianale italiana. Il 2026, con il trentennale alle porte, assume così un valore particolare per l’intero comparto. A rendere ancora più significativo questo passaggio è arrivato il riconoscimento conferito da Fermento Birra, che ha proclamato Agostino Arioli Birraio dell’Anno, insieme a Maurizio Folli, storico collaboratore del Birrificio Italiano di Limido Comasco. Un premio che, come già accaduto nella precedente edizione, va oltre il risultato individuale e si inserisce in una narrazione più ampia, legata alla storia e all’evoluzione del settore.

Il Birrificio Italiano è nato nel 1996
Per Arioli si tratta della prima affermazione nel concorso, dopo una lunga serie di presenze nella short list dei candidati e un terzo posto ottenuto nel 2015. Un percorso fatto di continuità e riconoscimenti parziali, che non aveva ancora trovato un esito definitivo nonostante oltre trent’anni di attività brassicola e un ruolo centrale nello sviluppo di uno stile produttivo riconoscibile. Il premio arriva quindi in una fase particolare della carriera del fondatore del Birrificio Italiano, quando il suo lavoro è ormai considerato parte integrante della cultura birraria nazionale. Un riconoscimento che assume anche un valore generazionale, legato alla memoria e alla trasmissione di competenze all’interno del movimento.
Una classifica stabile che racconta la maturità del settore
La classifica del Birraio dell’Anno 2025 restituisce un’immagine articolata del panorama italiano, con una forte presenza di produttori distribuiti lungo tutta la penisola. Alle spalle di Arioli e Folli si colloca Marco Valeriani del birrificio Alder di Seregno, seguito da Elia Pina del birrificio 50&50 di Varese. Nel complesso, la graduatoria 2025 appare meno varia rispetto ad alcune edizioni precedenti, con posizioni che tendono a ripetersi. È il caso della seconda piazza di Marco Valeriani del birrificio Alder, che colleziona l’ennesima medaglia d’argento – la sesta complessiva, la terza consecutiva – e della quarta posizione di Giovanni Faenza di Ritual Lab, che replica il risultato ottenuto anche nel 2025, segnando il piazzamento meno brillante della sua storia nel concorso.

In questo contesto spicca il terzo posto di Elia Pina del birrificio 50&50, protagonista di un salto qualitativo netto nell’ultimo anno. Rispetto all’edizione precedente migliorano la loro posizione MC 77 e Brasseria della Fonte, mentre l’exploit più interessante è quello di Cantina Errante, che raggiunge la settima posizione dopo non essere mai entrata in finale nelle passate edizioni. Per il resto, la classifica si muove in continuità con il recente passato, restituendo l’immagine di un comparto ormai consolidato.
Il premio Birraio Emergente e un segnale per il futuro
Proprio il tema dell’emersione merita un approfondimento a parte. Il titolo di Birraio Emergente è stato assegnato ad Andrea Nardi di Linfa Brewery, al termine di una finale particolarmente combattuta che ha visto Lorenzo Monacci di Mudita e Stefano Furlanetto di De Lab Fermentazioni completare il podio.

Andrea Nardi è birraio emergente 2025
Una vittoria che assume un significato preciso, soprattutto perché maturata in un contesto complesso come quello romano, oggi tra i più affollati e competitivi del panorama nazionale. Il messaggio che emerge è chiaro: anche dopo trent’anni di birra artigianale italiana, e in una fase di mercato tutt’altro che semplice, esiste ancora spazio per nuove realtà capaci di distinguersi attraverso idee chiare e solide competenze brassicole. Un segnale di continuità che guarda al futuro senza forzature.