Che il vino sia presente, con suo specifico alto valore simbolico, nelle tre religioni monoteiste, Cristianesimo, Ebraismo, Islam, sarà mica un caso? Mi sa proprio di no! Nella liturgia cristiana il vino è un elemento fondamentale, assurge al livello massimo durante l’Eucarestia, allorquando rappresenta il sangue di Cristo e, mescolato con l’acqua, simboleggia l’unione della sua natura divina e umana.

La Cantina di Cremisan a Betlemme
Il vino nelle tre religioni monoteiste: un simbolo che attraversa la storia
Nell’Ebraismo il vino è considerato simbolo di tutti i doni di Dio e di cura delle sofferenze dell'uomo e sempre, prima di berlo, va recitata la benedizione “all’Eterno che ha creato il frutto della vite”. Nell'Islam, il profeta Maometto vieta l'assunzione del vino. Inoltre, non dimentichiamolo, appena finito il diluvio universale, Noè cosa fece!? Scese dall’arca e piantò una vite. Ne sortì l’uva e dall’uva fece il vino. Poi, ma glielo perdoniamo, alzò un po’ il gomito (e ti credo, dopo 40 giorni di sempre e solo acqua, di sopra e di sotto!) e si inebriò.

Le vigne della zona di Betlemme in Palestina
Pertanto, è pura continuità, pura quanto coraggiosa ed encomiabile l’iniziativa in corso a Betlemme. Proprio a Betlemme? Eh, sì. Betlemme, parimenti al vino, è anch’essa in condivisione con le tre grandi religioni monoteiste. In specie, per il Cristianesimo, Betlemme è considerato il luogo di nascita di Gesù Cristo.
Cantina Cremisan di Betlemme: la storia di un progetto nato tra fede e solidarietà
E a Betlemme c’è la Cantina di Cremisan. La Cantina di Cremisan a Betlemme è stata fondata da Padre Antonio Belloni, missionario italiano noto come il “Padre degli orfani”, che già nel 1882 intuì il valore di quella terra e decise di fondare un’opera salesiana nei pressi di Betlemme. La cantina nacque nel 1885 come sostegno alle attività educative e sociali dei Salesiani in Palestina, in particolare per sostenere l’orfanotrofio che Padre Antonio aveva fondato a Betlemme.

Cantina di Cremisan, una storia che nasce a fine '800
Furono gli anni in cui crebbe nel mondo la presenza della famiglia religiosa fondata da don Bosco e dedicata ai giovani. A Betlemme, Padre Antonio avviò anche un forno per garantire il sostentamento dell’opera. Il pane, l’altro simbolo fondamentale dell’Eucarestia! Circa un quarto di secolo fa, all’inizio del nuovo millennio, la produzione di vino andò in crisi per difficoltà di gestione e di sostenibilità. Pertanto, i Salesiani si rivolsero al VIS che ha affiancato la cantina con un progetto di formazione per il personale e di ammodernamento, anche grazie alla collaborazione con cantine italiane e con l’enologo Riccardo Cotarella, oltre che di valorizzazione dei vitigni autoctoni.
Il ruolo del VIS nel rilancio della Cantina Cremisan e dei vitigni palestinesi
Un momento, ma cosa è il VIS? VIS è acronimo di Volontariato Internazionale per lo Sviluppo. Il VIS è una Organizzazione della Società Civile nata nel 1986. Si occupa di cooperazione allo sviluppo e aiuto umanitario. È anche un’agenzia educativa che promuove e organizza attività di sensibilizzazione, educazione, formazione per lo sviluppo e la cittadinanza globale.

Le botti dove maturano i vini di Cantina di Cremisan
Dunque, si diceva del coinvolgimento del VIS nella gestione della Cantina di Cremisan. Orbene, da allora,la cantina ha vissuto una nuova fase sebbene il lavoro tra vigna e cantina permanga essere molto complicato. Inoltre, a causa delle guerre, il turismo religioso, su cui si fonda la gran parte dell’economia di Betlemme, è quasi scomparso. A Betlemme, è bene che si sappia, la disoccupazione ha superato il 50% e anche la cantina ha fortemente risentito dei conflitti in essere in questa area del mondo.
Cremisan oggi: un ponte di pace, convivenza e speranza nel cuore di Betlemme
Tuttavia, si continua a lavorare per rendere Cremisan un luogo sempre più aperto alla comunità, con spazi dedicati alle famiglie, un parco giochi e nuove attività di accoglienza. In questo momento, non sarebbe corretto nasconderlo, parlare di convivenza è cosa ardua perché le distanze tra le persone sono aumentate: la comunità palestinese e quella israeliana sono molto più lontane che in passato. La cantina, nonostante questo, resta un simbolo di cooperazione, di convivenza delle differenze, un ponte tra culture. Ci lavorano ragazzi di tutte le fedi: cristiani, musulmani ed ebrei.

I vini di Cantina di Cremisan
Nel comparto vitivinicolo si discute tanto dell’opportunità di cambiare la narrazione del vino, onde riavvicinare chi si è allontanato ed avvicinare per la prima volta le giovani generazioni che, in linea di massima, stanno orientandosi verso altre modalità del bere conviviale.
Territori DiVini: la degustazione solidale che sostiene il VIS e la Palestina
Ed ecco l’occasione propizia! Venerdì 3 luglio si terrà la XXX edizione di Territori DiVini, la degustazione solidale di vini palestinesi e vini italiani, un format che dal 2008 riunisce amici e sostenitori del VIS. L'appuntamento sarà presso il meraviglioso Chiostro di San Tarcisio, all’interno del Parco delle Catacombe di San Callisto, dalle 18:30 alle 23. Questa trentesima edizione sarà un'edizione speciale perché ricorrono i 40 anni del VIS: i fondi raccolti grazie all'evento saranno il regalo dei partecipanti per sostenere le attività del VIS nel mondo a favore di bambine, bambini e giovani in condizioni di vulnerabilità.

Un assortimento completo dei vini di Cantina di Cremisan
L'evento nasce per far conoscere il vino della Cantina di Cremisan in Palestina. Questo vino, come si è detto, prende il nome dalla collina in cui i Salesiani, nel 1896, avviarono un progetto sociale sulla coltivazione di viti e realizzazione di vini, nei pressi di Betlemme. Si tratta di un vino che nasce dal desiderio di unione e di pace, dal voler dimenticare le divisioni e ridurre le differenze tra le persone.
I vini di Cremisan protagonisti di Territori DiVini insieme alle cantine italiane
Nel corso dell’evento sarà possibile degustare quattro vini di Cremisan (i bianchi Hamdani Jandali e Dabouki e i rossi Baladi e Cabernet Sauvignon) oltre che numerosi vini di oltre trenta cantine italiane che hanno deciso di partecipare e sostenere il VIS con i loro prodotti. Saranno inoltre presenti quattro Banchi Speciali di degustazione: il Banco dell’Eccellenza, Bere Rosa, Bere Frizzante e il Banco dell’Olio Guida ExtraVoglio.
La serata sarà inoltre occasione per conoscere meglio alcuni progetti del VIS: "Juzoor, scuole di libertà in Palestina" e "Il cuore di Elisa nel cuore dell'Africa", realizzato in Repubblica Democratica del Congo in memoria di Elisa Claps. Sarà anche possibile esplorare il progetto di educazione alla cittadinanza globale "SMART 2060 - Studenti, Migranti, Ambiente, Relazioni, Territori", sostenuto dal Fondo Beneficenza di Intesa Sanpaolo. Per partecipare all'evento si richiede la registrazione con form e un contributo di solidarietà di 15 euro da versare all'ingresso e che include la degustazione, un calice e una sacca porta bicchiere.