Stop temporaneo ai nuovi impianti, riduzione delle rese e una revisione delle regole che governano il potenziale produttivo. Sono alcune delle misure contenute nel documento approvato dal Consiglio nazionale di Unione italiana vini (Uiv), che ha acceso il confronto sulla necessità di adeguare l'offerta vitivinicola all'attuale andamento della domanda, in un contesto caratterizzato da giacenze in aumento e mercati internazionali meno dinamici rispetto al passato.

Uiv chiede una stretta sulla produzione: stop ai nuovi impianti e rese più basse
Uiv: stop a nuovi impianti
Il Consiglio Uiv, riunito a Soave (Vr) presso la Cantina Rocca Sveva, ha infatti approvato un documento che individua una serie di interventi destinati a incidere sia nell'immediato sia nel medio periodo, con l'obiettivo di contenere l'offerta e favorire un riequilibrio del settore in vista della prossima campagna vendemmiale. Secondo quanto emerso durante l'incontro, le misure considerate più urgenti riguardano la sospensione temporanea delle nuove autorizzazioni all'impianto dei vigneti e una riduzione delle rese produttive, coinvolgendo anche le denominazioni Dop e Igp. Il pacchetto prevede inoltre una revisione di alcuni strumenti normativi che regolano il comparto, a partire dall'aggiornamento dei disciplinari di produzione e dalla ridefinizione dei limiti di resa per i vini generici.

Lamberto Frescobaldi, presidente Uiv
Una decisione che già alcuni Consorzi, come quello del Franciacorta, ha già preso in autonomia come ha ricordato anche il presidente di Uiv, Lamberto Frescobaldi, che ha sottolineato anche la necessità di affrontare il tema con una visione condivisa: «Il programma discusso rappresenta un primo passo importante per una riforma sempre più indifferibile del nostro comparto. Si tratta di un impegno che crediamo possa essere esteso all'intero tavolo di filiera, attraverso misure concrete e strategiche che auspichiamo possano essere condivise dalle associazioni di categoria. Apprezziamo il senso di responsabilità dimostrato da diversi Consorzi che stanno lavorando al contenimento delle rese. Tra questi è significativo il caso del Franciacorta, che ha chiesto e ottenuto dal Masaf una limitazione delle autorizzazioni all'impianto nell'intero areale».
Le preoccupazioni legate alle giacenze e all'export
Alla base della proposta vi è una situazione di mercato che continua a mostrare segnali di rallentamento. I dati elaborati dall'Osservatorio Uiv indicano infatti che ad aprile le giacenze nelle cantine italiane risultavano in aumento del 7,6% rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre i prezzi dei vini sfusi delle principali denominazioni Dop e Igp hanno registrato una flessione del 7%. A pesare è anche l'andamento delle esportazioni. Dopo la chiusura del 2025 con un arretramento del 3,7% a valore rispetto all'anno precedente, il primo trimestre del 2026 ha confermato le difficoltà sui mercati internazionali, con le vendite nei Paesi extra Unione europea ferme a -11%.
In questo contesto, il documento approvato dal Consiglio nazionale individua la necessità di rafforzare i meccanismi di controllo lungo la filiera. Tra le ipotesi avanzate figurano un sistema sanzionatorio più efficace e una regolamentazione più rigorosa delle riclassificazioni tra diverse denominazioni, strumenti ritenuti utili per garantire maggiore coerenza tra disponibilità produttiva e domanda.
Nessun piano di estirpo, ma una strategia di lungo periodo
Il documento approvato da Uiv esclude invece il ricorso a programmi generalizzati di estirpo dei vigneti. Una soluzione che l'organizzazione considera poco efficace e potenzialmente penalizzante, soprattutto per le aree collinari e montane dove la viticoltura svolge anche una funzione economica e territoriale. L'attenzione si sposta quindi su una prospettiva più ampia. La proposta prevede l'elaborazione di un piano strategico nazionale con un orizzonte di cinque-dieci anni, finalizzato ad adeguare il potenziale produttivo alla domanda effettiva e a consolidare la competitività del vino italiano sia sul mercato interno sia nei principali mercati internazionali. Per Uiv, il confronto avviato rappresenta l'inizio di un percorso che dovrà coinvolgere l'intera filiera e affrontare in modo strutturale le trasformazioni che stanno interessando il settore vitivinicolo.