Prende il via la vendemmia in Franciacorta, inaugurata dalle operazioni di raccolta presso la tenuta Castello Bonomi, guidata dalla famiglia Paladin. Un avvio che registra circa una settimana di anticipo rispetto alla stagione precedente, dando il via a una campagna vendemmiale articolata ma ricca di prospettive positive per la qualità della materia prima. L'esperienza degli agronomi e dei tecnici di cantina risulterà determinante sia durante le operazioni di selezione manuale delle uve in vigneto, sia nelle fasi di frazionamento dei mosti durante la pressatura.

Bonomi
L'apparato radicale profondo delle vigne di circa 20 anni ha permesso di superare le fasi di siccità e caldo estivo

L'andamento climatico in Franciacorta e la risposta dei vigneti

Il ciclo vegetativo della vite ha mostrato un'accelerazione sin dalle prime settimane della primavera, complice un inverno che aveva precedentemente garantito il necessario fabbisogno di ore di freddo. Il successivo rialzo termico primaverile ha favorito un germogliamento anticipato e uno sviluppo regolare della chioma, sostenuto da precipitazioni ben distribuite che hanno accompagnato una fioritura omogenea. I mesi estivi hanno tuttavia imposto una gestione attenta delle risorse idriche e della pianta: le elevate temperature registrate nel mese di giugno e la contestuale siccità estiva hanno spinto la vegetazione verso un ciclo fenologico molto rapido. In questo contesto, l'età delle piante si è rivelata il fattore discriminante per la tenuta qualitativa dei grappoli. «L’annata è stata caratterizzata da un anticipo netto dello sviluppo della vite a partire dalla primavera. - Afferma Roberto Paladin, titolare assieme al fratello Carlo - Il grande caldo di giugno ha avuto un ruolo importante nell’accelerazione delle fasi fenologiche e la prolungata siccità dello stesso mese ha sottoposto le piante a una dura prova. Dal punto di vista qualitativo saranno proprio le vigne vecchie a dare le soddisfazioni maggiori.»

Resistenza delle vigne vecchie e gestione degli eventi atmosferici

Con un'età media dei ceppi pari a circa 20 anni, il patrimonio viticolo di Castello Bonomi ha saputo reagire con efficacia agli stress termici. Se per i sistemi d'impianto più giovani si è reso necessario il ricorso all'irrigazione di soccorso, l'apparato radicale profondo delle vigne storiche ha permesso di attingere alle riserve idriche negli strati sottostanti del suolo, preservando l'equilibrio fisiologico del frutto. La stagione è stata inoltre segnata da due distinti eventi di grandinata in vigneto. Il primo episodio, verificatosi a fine maggio, ha causato impatti contenuti, dove il clima asciutto dei giorni successivi ha favorito la naturale cicatrizzazione e il disseccamento degli acini colpiti. Il secondo evento temporalesco di luglio ha registrato danni di maggiore entità, pur rimanendo circoscritto a limitate porzioni del territorio aziendale.

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Roberto Paladin, titolare di Castello Bonomi insieme al fratello Carlo

Parametri analitici e potenziale di affinamento per il Franciacorta

Al netto delle complessità meteorologiche, i rilievi analitici condotti sulle bacche confermano un quadro complessivo ottimale. I valori inerenti all'acidità fissa e al grado zuccherino mostrano un bilanciamento ideale, elemento cruciale per la realizzazione delle basi spumante Metodo Classico. Tali condizioni analitiche rappresentano la premessa fondamentale per la creazione di vini capaci di sostenere lunghi affinamenti sui lieviti, rispecchiando l'identità produttiva e l'ampiezza strutturale che caratterizzano le bollicine del territorio.

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