VINI DEL GARDA
Garda Doc cresce ancora: nuove regole e più spazio ai vini del territorio
Garda Doc racconta un territorio tra turismo internazionale, clima mediterraneo e vini identitari. Dalla crescita della denominazione ai nuovi vini low alcol, fino agli smart buy e alle esperienze di enoturismo sul Lago di Garda
Indice
- 1Lago di Garda e turismo internazionale: il territorio della Garda Doc
- 2Garda Doc: denominazione, territori e caratteristiche dei vini del Garda
- 3Garda Doc tra varietà autoctone e nuove regole produttive
- 4Produzione Garda Doc: numeri, crescita e nuovi territori
- 5Vini low alcol Garda Doc e nuove tipologie di spumante
- 6Smart buy: i vini da conoscere e degustare
- 7Enoturismo sul Lago di Garda: Cantina Pratello e cucina del territorio
Il Lago di Garda, diciamocelo tranquillamente, evoca sci d’acqua, graziose località affacciate sulle sue sponde e un turismo internazionale abituato alla bellezza discreta. Rispetto al più mondano Lario (Lago di Como), il Benaco (Lago di Garda) mantiene un apprezzabile understatement. È in questo equilibrio tra paesaggio e turismo internazionale che si inseriscono armoniosamente i vini della denominazione Garda Doc: accessibili, versatili, e però non ancora percepiti come i vini che... bisogna conoscere, bisogna saper degustare, bisogna saper consigliare agli amici, bisogna saper abbinare durante le cene conviviali.
Lago di Garda e turismo internazionale: il territorio della Garda Doc
La posizione strategica, a metà strada tra Milano e Venezia, e la vicinanza a Verona garantiscono un pubblico potenziale di grande rilievo, alimentato da un flusso turistico che raggiunge milioni di visitatori ogni anno. Germania e Regno Unito restano tra i principali mercati di esportazione anche perché sono proprio tedeschi e inglesi la maggior parte dei turisti stranieri.
Il Benaco, che è il lago più grande del nostro Bel Paese, agisce da regolatore climatico naturale. Il risultato è un ambiente sub-mediterraneo che favorisce agrumi, cipressi, agavi e, soprattutto, la viticoltura. Negli ultimi anni, a causa del cambiamento climatico, l’equilibrio si è fatto meno prevedibile: sbalzi termici improvvisi e piogge intense impongono ai viticoltori una gestione sempre più attenta del vigneto.
Il presidente del Consorzio Garda Doc, Paolo Fiorini, definisce il Garda «un angolo di Mediterraneo ai piedi delle Alpi». Ed è vero!
Benaco è citato da Dante (Inferno, Canto XX).
Suso in Italia bella giace un laco,
a piè de l’Alpe che serra Lamagna
sovra Tiralli, c’ha nome Benaco.
Garda Doc: denominazione, territori e caratteristiche dei vini del Garda
La denominazione Garda Doc comprende le province di Verona, Brescia e Mantova, estendendosi dalla Valtènesi alla Valpolicella e dalle rive del Mincio fino all’area veronese. I venti contribuiscono fascinosamente all’identità del territorio. Il Pelér soffia al mattino verso sud, mentre l’Ora risale nel pomeriggio dalle pianure più calde verso nord. Il loro movimento attraversa colline e vigneti, alternando riscaldamento e raffrescamento e contribuendo alla maturazione equilibrata delle uve. Istituita nel 1996, la Garda Doc riunisce dieci aree vinicole attorno al lago, includendo nomi noti come Soave, Bardolino e Valpolicella, oltre ai bianchi di Custoza, apprezzati per eleganza, sapidità e impronta minerale.
Il tratto comune è rappresentato dai suoli morenici, formati da depositi glaciali composti da sabbia, pietra, argilla e limo. La loro capacità drenante e la presenza di componenti calcaree contribuiscono alla freschezza e alla mineralità che caratterizzano in particolare i vini bianchi della denominazione.
Garda Doc tra varietà autoctone e nuove regole produttive
Nel 2016 la denominazione è stata ampliata con l’introduzione del Garda Spumante e con l’inserimento di ulteriori vini bianchi e rossi. Oggi l’area conta circa 31 mila ettari, concentrati soprattutto in provincia di Verona, con una quota restante tra Mantova e Brescia. Le principali varietà bianche sono Garganega, Trebbiano di Soave (Turbiana), Chardonnay e Pinot Grigio; tra le rosse figurano Corvina, Marzemino, Merlot e Cabernet Sauvignon, accanto ad altre uve autoctone.
Con la vendemmia 2026 entrano pienamente in vigore modifiche pensate per offrire maggiore flessibilità ai produttori e rispondere a consumi in evoluzione. Il Pinot Grigio, già centrale per la visibilità della denominazione, potrà esprimersi anche nelle versioni rosé e Ramato. La Corvina viene valorizzata come varietà simbolo del territorio, grazie al suo profilo fruttato e alle tipiche note di mandorla. Tra le novità figurano anche l’estensione del Müller Thurgau a tutte le tipologie di vino, l’ingresso del Rebo tra i vini fermi e la possibilità di indicare Garganega e Chardonnay come denominazioni singole nelle versioni frizzante e spumante.
Produzione Garda Doc: numeri, crescita e nuovi territori
Nel 2025 la produzione ha superato i 23 milioni di bottiglie, con una netta prevalenza dei bianchi, pari all’89% del totale. Il Pinot Grigio rappresenta la categoria più dinamica, con circa 8 milioni di bottiglie, mentre lo Chardonnay si mantiene stabile attorno a 4 milioni. La denominazione continua oggi il proprio percorso di crescita con l'ingresso del comune di Castenedolo (Bs) nell'area di produzione.
Le nuove regole produttive, adottate dalla vendemmia 2025, arrivano dopo anni di sperimentazioni tecniche e mirano a rafforzare il ruolo del Consorzio come promotore e garante della denominazione. L’obiettivo è costruire valore per produttori e consumatori, ampliando al tempo stesso l’identità dei Garda Wines sui mercati nazionali e internazionali.
Vini low alcol Garda Doc e nuove tipologie di spumante
Tra le novità più rilevanti c’è l’apertura ai vini bianchi naturalmente a basso contenuto alcolico (vini low alcol Garda Doc), una scelta considerata pionieristica nel panorama delle Doc italiane. Difatti, è la prima Doc italiana ad aver introdotto questa tipologia.
La decisione intercetta una domanda crescente e tiene conto anche delle politiche fiscali sull’alcol nei principali mercati di destinazione.
Un’altra novità è l’introduzione della menzione Crémant nella categoria degli spumanti metodo tradizionale, sia bianchi sia rosati. La scelta punta ad allineare la denominazione a modelli europei riconosciuti, affiancandosi alle produzioni Charmat e Metodo Tradizionale già presenti.
Smart buy: i vini da conoscere e degustare
A seguire, senza pretesa alcuna di esaustività, alcuni smart buy. Madre Perla Lugana Riserva Dop, ottenuto da sole uve Turbiana, fatto da Perla Del Garda. Lugana Brut Doc Le Palafitte, ottenuto da sole uve Turbiana, fatto da Corte Sermana. Sarò «vecchio e datato», ma questo vino lo abbino volentieri alle linguine alle vongole (rigorosamente in bianco, ovvio!). Custoza Superiore Doc Cà Del Magro, ottenuto da uve Garganega, Trebbiano Toscano, Cortese, Incrocio Manzoni, fatto da Monte Del Frà. Esperienza deliziosa di abbinamento: risotto con i funghi porcini!
Enoturismo sul Lago di Garda: Cantina Pratello e cucina del territorio
A concludere, un vino la cui degustazione può essere pregevolmente incorniciata in un’esperienza memorabile di enoturismo. Arriviamo a Padenghe sul Garda e si sosta piacevolmente alla Cantina Pratello. Lo smart buy è il Garda Spumante Metodo Classico Brut "Donna Caterina", ottenuto da uve (Top Hundred 2022), un blend originale costituito da Chardonnay (95%) ed Erbamat (5%). Abbinamento sublime con i crostacei.
Si cena al ristorante interno alla struttura, con una linea di cucina orientata al territorio. Imperdibili i Casoncelli Ribelli e il Polletto cotto sulla griglia a legna accompagnato da verdure di stagione. Si pernotta in una delle diciannove camere del resort. Menzioniamo la camera Zibibbo. Il Benaco non si può non conoscerlo e va visitato per bene, senza fretta alcuna. Chiudiamo con un verso di Virgilio (Georgiche): O Benaco, che gonfi le tue onde e fremi come il mare.


