Dal 3 al 6 settembre Torrecuso, nel Beneventano, tornerà a ospitare Vinestate, arrivato alla 51ª edizione. Il programma definitivo sarà presentato nei prossimi giorni, ma il tema scelto per quest’anno è già definito: «Il Sannio in rotta verso America's Cup 2027». La manifestazione, organizzata dal Comitato Vinestate insieme al Comune di Torrecuso, nasce con l’obiettivo di mettere il vino al centro di un racconto più ampio sul territorio. Accanto alle cantine e alle denominazioni trovano infatti spazio il patrimonio del borgo, le produzioni agroalimentari, il paesaggio e le attività della comunità locale.

Vinestate torna dal 3 al 6 settembre
Vinestate torna dal 3 al 6 settembre

Dalla Sagra del Vino a Vinestate

La storia della manifestazione comincia nel 1975, quando l’appuntamento nacque come Sagra del Vino. Cinquantuno anni dopo, quella stessa matrice rimane riconoscibile, ma la manifestazione guarda a un modello più ampio di promozione enologica e territoriale. È questo uno degli aspetti sui quali insiste il sindaco di Torrecuso Angelino Iannella, che vede nella manifestazione anche un'occasione per ragionare sul futuro delle denominazioni e sul ruolo della rete locale. «Cinquantuno anni fa, nel 1975, Vinestate nasceva come Sagra del Vino, espressione spontanea di una comunità che ha sempre avuto nel vino non solo un prodotto, ma un simbolo di cultura, lavoro e identità», spiega Iannella. Da allora il rapporto con il vino è rimasto centrale, mentre attorno alla manifestazione è cresciuto il coinvolgimento di produttori, istituzioni, associazioni, imprese e cittadini.

La storia della manifestazione ha inizio nel 1975
La storia della manifestazione ha inizio nel 1975

Il vino come strumento di promozione del Sannio

Il punto sul quale Torrecuso vuole concentrarsi è oggi la capacità del vino di diventare uno strumento di conoscenza del territorio. Le aziende vitivinicole presenti nell’area rappresentano infatti una parte di una filiera più articolata, nella quale rientrano paesaggio, gastronomia e patrimonio culturale. «Torrecuso è un luogo dove la tradizione incontra l’innovazione. Un territorio speciale in cui le tante cantine presenti sono il segno tangibile di una vocazione, di una passione condivisa, di una rete viva che coinvolge produttori, tecnici, istituzioni, cittadini», sottolinea il sindaco. L’obiettivo dichiarato è costruire una «piccola grande destinazione enologica» in Campania, valorizzando anche la biodiversità naturalistica, le tradizioni gastronomiche e il contributo delle nuove generazioni.

Dal vino all’America’s Cup, Vinestate porta il Sannio verso una nuova rotta
Torrecuso vorrebbe diventare una destinazione enologica

Le denominazioni al centro della manifestazione

Per Vinestate 2026 il tema non riguarda quindi soltanto la celebrazione di una ricorrenza. La 51ª edizione vuole riportare l’attenzione sul valore delle denominazioni vitivinicole e sulla necessità di rafforzarne conoscenza e riconoscibilità. «La manifestazione di Vinestate è l’occasione per rafforzare la rete tra pubblico e privato, tra istituzioni e imprese, tra territorio e mercato», afferma Iannella. «È il luogo dove possiamo immaginare nuove strategie, nuove sinergie, nuove prospettive per le nostre denominazioni, affinché siano sempre più riconosciute, tutelate e promosse». È una prospettiva che prova a superare la dimensione della semplice festa del vino. La manifestazione diventa così un momento nel quale produzione, territorio e mercato possono incontrarsi, con il turismo enogastronomico come possibile elemento di sviluppo.

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Vinestate 2026, il programma sarà presentato nei prossimi giorni

Il calendario completo delle iniziative sarà ufficializzato nei prossimi giorni e accompagnerà le quattro giornate di Vinestate, rivolgendosi a cittadini, visitatori, appassionati, operatori e turisti. L’appuntamento è dunque fissato dal 3 al 6 settembre a Torrecuso, ai piedi del Taburno. La 51ª edizione riparte dalla storia cominciata nel 1975, ma prova a utilizzare il vino come punto di partenza per raccontare un Sannio che guarda anche alle nuove forme di promozione territoriale.