FILODILANA
C'è una birra artigianale piemontese che porta Arneis e Nebbiolo nel bicchiere
Nato nel 2016 dall'esperienza di due homebrewer, il Birrificio Filodilana produce ad Avigliana 1.200 ettolitri di birra. Tra IPA, stili belgi e IGA, il Piemonte entra nelle ricette con uve, frutta e miele
La storia del Birrificio Indipendente Filodilana comincia in Piemonte, ad Avigliana, in provincia di Torino, nel 2016. A fondarlo sono Matteo Pellis e Alberto Bodritti, due homebrewer che inizialmente danno vita al progetto come beer firm. L'esperienza maturata nelle prime produzioni porta poi alla trasformazione del progetto in un vero impianto produttivo, operativo ad Avigliana tra il 2018 e il 2019. Da allora il birrificio ha sviluppato una propria interpretazione della birra artigianale, muovendosi tra stili classici, luppoli contemporanei e materie prime legate al territorio piemontese. Oggi alla guida dell'attività è Matteo Pellis, che segue anche la produzione. Nel 2025 Filodilana ha raggiunto una produzione di 1.200 ettolitri, con una gamma che comprende birre di impostazione molto diversa tra loro. Il formato prevalente per il servizio è quello dei fusti Polykeg da 24 litri, affiancato dalle bottiglie da 33 cl.
Dal Piemonte alla distribuzione nazionale
La distribuzione parte principalmente dal territorio di origine. Filodilana segue direttamente il Piemonte e le regioni limitrofe, con una presenza programmata anche in Liguria e Valle d'Aosta, raggiunte indicativamente una volta al mese. In Lombardia la distribuzione avviene ogni due mesi, mentre in Emilia-Romagna il passaggio è previsto con cadenza trimestrale. Per la distribuzione nazionale il birrificio si appoggia a Partenocraft, mentre per il consumatore privato è attivo anche il canale online attraverso lo store del birrificio.
Accanto alla distribuzione c'è poi il rapporto diretto con il pubblico. A Torino Filodilana ha il proprio riferimento nel Lambic, pub ufficiale del birrificio, dove oltre alle sue produzioni è possibile trovare una selezione più ampia di birre artigianali. Il locale ha un'impostazione industriale, dispone di un cortile esterno e propone una cucina legata ai prodotti del territorio. La crescita di Filodilana resta così legata a una dimensione produttiva ancora riconoscibile, nella quale le birre più continuative convivono con ricette stagionali, sperimentazioni e interpretazioni che utilizzano ingredienti piemontesi. Un percorso iniziato da due homebrewer e arrivato, dieci anni dopo la nascita del progetto, a una produzione di 1.200 ettolitri.
Il Piemonte entra nelle ricette
Il legame con il territorio emerge soprattutto nelle produzioni speciali. Filodilana utilizza mosto di Arneis e di Nebbiolo, oltre al Nebbiolo impiegato in alcune Italian Grape Ale. La ricerca sulle materie prime piemontesi si estende anche alla frutta e ai prodotti agricoli. Tra le sperimentazioni ci sono una Blanche con pesca noce e miele millefiori, una Belgian Quadrupel con pere Madernassa e una Gin Tonic Ale con succo di limone e lime. Non mancano inoltre produzioni più strutturate e destinate all'affinamento, come il Barley Wine Barrel Aged con ciliegie di Pecetto Torinese. La stessa impostazione ritorna nelle novità in uscita. Il birrificio sta lavorando a una Strong Scotch Ale Barrel Aged con ramasin della collina torinese e a un Barley Wine Barrel Aged con uva Moscato. Sono interpretazioni nelle quali la birra diventa anche uno strumento per lavorare sulle materie prime locali e sulle loro caratteristiche aromatiche.
Quattro birre che raccontano il birrificio
Tra le produzioni più rappresentative c'è Berta Filava, American IPA da 6% vol., costruita intorno ai luppoli Simcoe e Krush. Il profilo aromatico richiama frutti tropicali, agrumi e resina, mentre al palato la componente fruttata lascia spazio a un finale amaro e resinoso. La Dolly, Belgian Tripel da 9% vol., si muove invece nella tradizione degli stili belgi. La ricetta utilizza malti chiari, frumento, zucchero e luppolo Saaz. Emergono profumi di frutta matura a polpa gialla, pesca, pera e frutta candita, accompagnati da miele chiaro, fiori bianchi e spezie. Il sorso è dolce e fruttato, con una chiusura secca e leggermente amara.
Tra le birre stabilmente prodotte c'è anche Borgna, Extra Special Bitter da 5% vol. e gluten free. Qui il carattere arriva soprattutto dalla componente maltata, costruita con Maris Otter e malti Caramel. Biscotto, caramello, frutta secca e nocciola definiscono il profilo aromatico, mentre il gusto mantiene una componente morbida prima di un finale lievemente amaro ed erbaceo. Completa il quartetto Fuori dal gregge 1, Italian Grape Ale da 6,5% vol. La birra nasce dall'utilizzo del mosto di Arneis dell'azienda agricola Bric Castelvej di Canale. I grappoli vengono diraspati, pigiati e pastorizzati prima di essere aggiunti direttamente al tino di fermentazione, per una quota intorno al 20% del volume. Il risultato porta nel bicchiere profumi di frutta a polpa bianca e gialla, uva fresca e note vinose, con un gusto dolce e fruttato sostenuto da una delicata acidità.
Lilly, la Blanche dedicata alla figlia
Tra le birre alle quali Matteo Pellis è più legato c'è Lilly, una Blanche da 5% vol. La storia della ricetta è anche personale, come racconta lo stesso birraio. «Una delle birre a cui sono maggiormente affezionato è Lilly, la mia Blanche. Chi mi conosce lo sa bene, non sono un grande amante delle Blanche, per questo motivo ho deciso di dedicarle, per farmela piacere nel farla, il nome di mia figlia Lidia, mettendo sulla sua etichetta due bei cuoricini».
La birra è ad alta fermentazione e viene prodotta con frumento non maltato, coriandolo e buccia d'arancia, sia dolce sia amara. Una Blanche pensata quindi per mantenere la riconoscibilità dello stile, ma che per il suo autore porta con sé anche una componente familiare. Pellis la abbina soprattutto a pesce e crostacei, piatti estivi e vegetariani e formaggi freschi. Il suo carattere la rende adatta anche al momento del dessert, in particolare con crostate agli agrumi, biscotti al burro e pasticceria secca.


