Centottanta medaglie d’oro, 347 d’argento e 194 di bronzo. Sono 721 i vini premiati nella nona edizione di WOW! The Italian Wine Competition, la competizione enologica di Civiltà del bere che anche quest’anno mette al centro, accanto alla qualità, la capacità dei vini di esprimere il proprio territorio. Ai risultati delle medaglie si aggiungono i Best in class, i vincitori assoluti delle singole tipologie, i 64 Ambasciatori del territorio, individuati tra i vini con il punteggio più alto all’interno delle diverse denominazioni, e il Premio Tipicità, riservato ai campioni che hanno ottenuto una valutazione media superiore a 9/10 per questo parametro.

WOW! 2026, 180 ori e non solo: 64 Ambasciatori del territorio e 8 Best in class
Sono stati 721 i vini valutati a WOW! The Italian Wine Competition

Le medaglie: 180 ori, 347 argenti e 194 bronzi

Il quadro dei risultati parte dalle 180 medaglie d'oro, assegnate ai vini che hanno raggiunto o superato 100 punti complessivi. Il punteggio nasce dalla somma della valutazione di qualità, espressa in centesimi, e di quella di tipicità, espressa in decimi, con un minimo di 6/10 richiesto per quest'ultima. Sono 347 gli argenti, attribuiti ai vini che hanno raggiunto almeno 95 punti complessivi, mentre i 194 bronzi partono da quota 90. Anche per queste due medaglie resta obbligatoria la soglia minima di tipicità. La distribuzione dei riconoscimenti mostra quindi un sistema che non si limita a premiare la qualità tecnica del vino, ma cerca di tenere insieme qualità e identità territoriale. È proprio questo il criterio sul quale WOW! costruisce la propria lettura della produzione italiana.

WOW! 2026: gli otto Best in class

I Best in class sono stati individuati estrapolando, all'interno di ogni tipologia, il punteggio complessivo più alto tra i vini che hanno ottenuto la medaglia d'oro a WOW! 2026. Il titolo di Miglior spumante Metodo Charmat va a Conte Collalto con Ponte Rosso, Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Rive di Colfosco Extra Brut Docg 2025. Un vino che la giuria ha descritto attraverso «note più minerali e delicatamente fruttate», una bocca fresca, verticale e incisiva. Tra i giudizi emergono anche precisione, tipicità e persistenza. Per il Miglior spumante Metodo Classico si impone Freccianera con Casa delle Colonne Brut, Franciacorta Riserva Docg 2016. Un'annata che ha convinto per evoluzione, complessità e profondità. Nel bicchiere emergono «camomilla, agrume, panificazione, miele, nocciola», mentre il palato è stato giudicato denso, stratificato e sostenuto da una spinta sapida particolarmente netta. Il Miglior spumante rosato è Rotari AlpeRegis Rosé, Trentodoc Brut 2021. La giuria ne ha evidenziato il profilo floreale e fruttato, la speziatura e gli echi alpini, insieme a una struttura verticale e sapida. «Complesso, sapido», è uno dei giudizi raccolti durante l'assaggio. Il riconoscimento di Miglior spumante rosso va invece a Quintopasso con Maestro, Lambrusco di Sorbara Brut Doc 2020. Il vino ha convinto per intensità aromatica, note di melograno e ribes, freschezza e struttura. Nei giudizi della giuria ricorrono anche «carattere, sapore e bella persistenza».

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Tra i vini fermi, il titolo di Miglior vino bianco è assegnato a Cantina Colterenzio per LR, Alto Adige Riserva Doc 2022. Un bianco dalla forte componente territoriale, con erbe alpine, frutta, note minerali e una gestione del legno giudicata equilibrata. Il palato è stato definito «materico ma slanciato», sostenuto da freschezza e salinità. Il Miglior vino rosato è Il Feuduccio con Feuduccio, Cerasuolo d’Abruzzo Doc 2025. Ribes, melograno, ciliegia e agrumi compongono un profilo olfattivo netto, mentre in bocca emergono freschezza, verticalità e sapidità. Il Miglior vino rosso va a Castello di Bolgheri con Bolgheri Superiore Doc 2023. Un vino che ha raccolto giudizi particolarmente positivi per eleganza, complessità e freschezza, con un profilo che alterna frutto scuro, spezie, terra, cacao, tabacco e macchia mediterranea. Il tannino è stato descritto come vellutato e il sorso come succoso e lungo. Infine, il titolo di Miglior vino dolce è assegnato a Masseria Falvo 1727 per Milirosu, Calabria Moscato Passito Igt 2025. Il vino ha mostrato note di miele, frutta candita, albicocca e pesca matura, con una dolcezza sostenuta dalla freschezza. La giuria ne ha sottolineato anche volume e persistenza.

64 Ambasciatori del territorio

Accanto ai vincitori assoluti delle categorie, WOW! 2026 individua 64 Ambasciatori del territorio. Il criterio è diverso da quello dei Best in class: per ogni Docg, Doc e Igt con un numero significativo di campioni in gara viene premiato il vino che ha ottenuto il punteggio complessivo più alto all'interno della denominazione.

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Il Premio Tipicità: quando il territorio supera i 9 punti

Il terzo riconoscimento speciale riguarda uno degli elementi distintivi di WOW!. Il Premio Tipicità viene assegnato ai vini che hanno ottenuto un voto medio superiore a 9/10 nella valutazione della tipicità. Sono otto le aziende e i vini premiati in questa edizione.

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Il metodo WOW!: la qualità non è una classifica tra vini

Dietro i numeri c'è il lavoro della giuria. Le sessioni di degustazione si svolgono all'Enoluogo di Milano, con tre tavoli da tre giudici, per un totale di nove degustatori per sessione. Il confronto tra i professionisti avviene in un contesto pensato per favorire discussione e condivisione, ma la valutazione parte dall'assaggio individuale. I vini vengono degustati alla cieca, pur fornendo ai giudici le informazioni necessarie a identificarne con precisione l'origine geografica. È una scelta legata proprio alla valutazione della tipicità: conoscere il territorio di riferimento permette di verificare se il vino ne restituisce effettivamente i caratteri, senza rivelare l'identità del produttore.

WOW! 2026, 180 ori e non solo: 64 Ambasciatori del territorio e 8 Best in class
I vini vengono organizzati in batterie omogenee per origine e caratteristiche, ma ogni campione viene giudicato singolarmente

Un principio fondamentale riguarda poi i flight. I vini vengono organizzati in batterie omogenee per origine e caratteristiche, ma ogni campione viene giudicato singolarmente e non in rapporto agli altri della stessa batteria. Non si tratta quindi di individuare il vino che «vince» sugli altri, ma di verificare se ciascun campione raggiunge i livelli richiesti per una determinata medaglia. La batteria degli Chardonnay dell'Alto Adige è un esempio significativo: sei vini su sette hanno conquistato l'oro. Il risultato dimostra che non esiste una quota prestabilita di medaglie all'interno di una batteria. Se più vini raggiungono gli standard richiesti, possono essere tutti premiati.

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La procedura prevede anche l'apertura di una seconda bottiglia quando emerge un dubbio. Non soltanto in presenza di un evidente difetto di tappo, ma ogni volta che la giuria ritiene necessario verificare il campione prima di esprimere il giudizio definitivo.

A completare la valutazione ci sono i commenti dei degustatori. Da quest'anno vengono consegnati alle aziende con la firma dei giudici, una scelta che rafforza il principio di trasparenza e di responsabilità individuale rispetto alle valutazioni espresse.

I commenti relativi alle medaglie d'oro e ai premi speciali saranno inoltre pubblicati nello speciale di Civiltà del bere previsto per l'autunno.

Dalle medaglie alle Giornate WOW! Milano

I risultati della nona edizione non si fermano alla pubblicazione delle classifiche. I vini premiati saranno protagonisti di cinque degustazioni dedicate, in programma dal 26 ottobre al 30 novembre, nell'ambito delle Giornate WOW! Milano.

La sequenza dei riconoscimenti racconta così una competizione che utilizza la medaglia come sintesi di un giudizio, ma che mantiene al centro l'espressività dei territori, la tipicità e la lettura delle annate e degli stili produttivi. Un approccio che parte dall'assaggio alla cieca, ma non considera il vino un numero: il punteggio serve a selezionare, mentre il confronto tra i giudici serve a spiegare il risultato.