FIRMATO SCARPATO

Verona riscopre l’Offella, l’antico dolce antenato del pandoro
Scarpato prepara il Natale 2026 tra nuovi gusti, dallo yuzu al matcha, e rilancia l’Offella veronese, dolce che da oltre cinquant’anni rappresenta un segno distintivo dell’azienda fondata a Verona nel 1888. Lorella Vergani, amministratore delegato, racconta il lavoro sul lievito madre, le prove per creare nuovi gusti e la strategia per i mercati esteri, dal Canada agli Stati Uniti e alla Svizzera
Il profumo, a Villa Bartolomea, è quello del burro: si diffonde quando in laboratorio si produce l’Offella, il dolce che Pasticceria Scarpato, fondata a Verona nel 1888, ha scelto di trasformare nel proprio marchio di fabbrica. Un Natale 2026 tra yuzu, pistacchio e caramel macchiato, e un nuovo passo proprio sull’Offella: Antica Offelleria Verona diventerà infatti un sottobrand di Scarpato, a conferma di una scommessa sul dolce veronese più antico che l’azienda porta avanti da oltre cinquant’anni. Ne parliamo con l’amministratore delegato di Pasticceria Scarpato, Lorella Vergani.
Scarpato, dal 1888 il valore del lievito madre e dell’Offella
Quale tappa o quale scelta ha segnato di più l’evoluzione dell’azienda e cosa è rimasto identico rispetto al 1888?
“In oltre cent’anni di storia, Scarpato ha saputo rinnovarsi costantemente mantenendo fede ai propri pilastri fondamentali: la maestria nelle ricette, l’eccellenza del reparto produttivo e la cura meticolosa del lievito madre. Sono questi i valori fondanti dell’azienda e che la rendono riconoscibile sul mercato. Se dovessimo invece individuare la tappa che ne ha segnato la svolta, sarebbe senz'altro il momento in cui è stato deciso di puntare sull’Offella facendone il prodotto icona del marchio.”
Quanto pesa, in termini di costi e organizzazione, un tempo così lungo in un mercato che spinge verso la velocità? Si può davvero parlare di vantaggio competitivo?
“Nel nostro lavoro il tempo e la cura sono fondamentali per la creazione di un prodotto di livello che abbia una propria identità e sappia differenziarsi. Di fronte a un mondo che corre e produce velocemente noi scegliamo di investire nella qualità, nella selezione delle materie prime e nei metodi di lavorazione più tradizionali: questi sono i nostri vantaggi competitivi.”
Il lievito madre: come viene gestito e custodito da oltre un secolo e, soprattutto quali sono le difficoltà di mantenerlo stabile con volumi produttivi in crescita?
“Paradossalmente, non è difficile mantenere stabile il lievito madre con i volumi in crescita, anzi è più semplice: più ne si produce e meglio è, è sufficiente aumentare le quantità di acqua e farina e “rinfrescarlo” continuamente. Fondamentali sono la competenza e la professionalità degli addetti che ogni giorno, 365 giorni l’anno, se ne prendono cura.”
Panettone Scarpato, dai gusti internazionali alla crema al matcha
Collezioni come il Panettone Special Dubai Style Chocolate o il Tokyo Style Chocolate seguono le tendenze del momento. Dove passa il confine tra innovazione e inseguimento della moda?
“Il confine è molto labile, l’innovazione segue parecchio le mode e le tendenze ed è un modo per aumentare la notorietà del brand nel mondo. Soprattutto all’estero, per far conoscere il panettone è fondamentale presentare un prodotto che sia tradizionale ma anche innovativo. Magari ci “scoprono” grazie al panettone al matcha, o con una particolare crema al cioccolato e poi a ritroso arrivano al panettone tradizionale e a scoprire il brand marchio Scarpato nella sua totalità.”

Come nasce un nuovo gusto: chi decide un abbinamento inedito e quanto tempo di sperimentazione serve prima del lancio? Qualche idea è stata scartata?
“Sono necessari tempo, studio e la competenza di più persone che lavorano insieme. Abbiamo tanti pasticceri molto bravi, frequentiamo le principali fiere di settore per capire in quale direzione vanno gusti e consumi e quali sono le tendenze del momento e poi insieme all’ufficio acquisti lavoriamo alle strategie migliori. Facciamo tante prove mediamente impieghiamo dai 9 mesi a un anno per lanciare un gusto. A volte va bene, altre meno, come ad esempio nel caso del panettone al tartufo, che ci veniva richiesto moltissimo dall’estero ed era nostra intenzione produrlo. Tuttavia, durante le prove di produzione ci siamo resi conto che tutti gli altri panettoni in laboratorio avrebbero assorbito l’aroma di tartufo quindi abbiamo deciso di abbandonare l’idea.”
Anche quando l’ingrediente non esiste, lo creano: potrebbe farci un esempio concreto di ingrediente o preparazione sviluppata in azienda?
“Proprio quest’anno abbiamo creato internamente la crema al tè matcha, facendo vari test e valutando la quantità di matcha da tenere nella ricetta.”
Offella veronese, il dolce che Scarpato vuole far conoscere oltre il Veneto
L’Offella veronese e Antica Offelleria Verona: perché puntare su un dolce meno noto, antenato del pandoro? Quali sono i risultati sul mercato e quali le strategie per farla conoscere fuori dal Veneto?
“Nel territorio veneto l’offella è un prodotto tradizionale e conosciuto. In Scarpato da più di cinquant’anni abbiamo voluto farne un segno distintivo e una sorta di “marchio di fabbrica”. In questo modo offriamo un prodotto fatto secondo la ricetta originale per chi lo conosce già, ama averlo sulla propria tavola e condividerlo con la famiglia. Allo stesso tempo, puntiamo a farlo conoscere anche a chi ancora non lo ha assaggiato e apprezzato, presentandolo non come un’alternativa al pandoro o al panettone, ma come un dolce all’apparenza molto semplice ma che si contraddistingue per la sofficità e il gusto.”
Con il Panleggero senza zuccheri aggiunti, il dolce all’olio extravergine e il Natale Vegan, quanto vale oggi il segmento “alternativo” nelle vendite? È una nicchia o una tendenza strutturale?
“È sicuramente una nicchia, ma noi cerchiamo di essere inclusivi. È giusto che a Natale tutti possano avere in tavola il dolce che preferiscono o comunque quello che è più adatto alle esigenze di ognuno.”
Scarpato, export e mercati esteri: dove crescono le vendite
Com’è suddiviso il fatturato tra Italia ed estero, tra canale retail, e-commerce e dolceshop? Quali sono i mercati più promettenti?
“Il nostro fatturato deriva per circa il 30 per cento dall’export, la maggior parte però è dato dal mercato italiano. L’e-commerce è una realtà in crescita continua ma è ancora una piccola parte del fatturato complessivo. I mercati più promettenti sono sicuramente la Svizzera, gli Stati Uniti, il Canada, la Francia e l’Inghilterra.”
Se dovesse far percepire a chi non c’è mai stato l’atmosfera del laboratorio di Villa Bartolomea, quale momento o quale profumo sceglierebbe?
“Su questo non ho dubbi: il profumo del burro che si diffonde quando produciamo l’offella.”





