Al Ministero dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste si è chiuso il tavolo sulla filiera lattiero-casearia con un accordo sul prezzo del latte alla stalla valido per i prossimi sei mesi. L’intesa è arrivata al termine di un confronto tra le associazioni di categoria, con la mediazione del ministro Francesco Lollobrigida, e viene letta come un passaggio di stabilizzazione in una fase di mercato complessa. Secondo quanto comunicato dal Masaf, il prezzo concordato risulta in aumento rispetto al trimestre precedente e introduce un orizzonte temporale più lungo rispetto alle consuete intese di breve periodo, con l’obiettivo di offrire maggiore programmazione agli operatori della filiera che da anni protestano contro il prezzo del latte.

Trovato l'accordo per il prezzo del latte alla stalla
Meccanismi legati ai volumi e nodo Grana Padano
Un punto centrale dell’accordo riguarda la correlazione tra prezzo pieno e volumi produttivi del 2025. Le eccedenze rispetto ai parametri stabiliti saranno oggetto di trattativa privata tra allevatori e industria, un elemento considerato delicato per la stabilità contrattuale del settore. Previsto inoltre un meccanismo specifico di correlazione legato al Grana Padano, uno dei principali sbocchi della produzione lattiera nazionale, che rappresenta un riferimento economico significativo per molte stalle del Nord Italia.

Per il Grana Padano è stato previsto un meccanismo specifico
Un quadro europeo in trasformazione e la tenuta del comparto
L’accordo si inserisce in un contesto caratterizzato da un incremento della produzione a livello europeo e da una conseguente pressione sui prezzi. La definizione di un’intesa semestrale viene quindi interpretata come uno strumento per garantire maggiore stabilità agli allevatori e alle imprese di trasformazione. Per il Ministero, la priorità resta il bilanciamento lungo la filiera, evitando eccessive oscillazioni in una fase in cui la pianificazione economica delle aziende agricole risulta particolarmente sensibile.
Trasparenza e redditività al centro del confronto
Positiva la valutazione di CIA-Agricoltori Italiani, che ha partecipato al tavolo. Il presidente nazionale Cristiano Fini ha definito l’intesa un possibile elemento di equilibrio del mercato, utile a contenere dinamiche speculative. «L’intesa che abbiamo raggiunto dà prospettiva alle stalle, ma manterremo alta la guardia», ha dichiarato Fini, sottolineando come il meccanismo concordato preveda una struttura a scalare per il Nord Italia: 48 centesimi al litro tra luglio e agosto, 49 tra settembre e ottobre e 50 tra novembre e dicembre. Anche Coldiretti ha accolto favorevolmente l'accordo, evidenziando come l'intesa offra maggiore stabilità alle aziende zootecniche in una fase ancora delicata per il comparto. L'organizzazione ha sottolineato l'importanza dell'orizzonte semestrale dell'accordo, ritenuto uno strumento utile per garantire programmazione alle stalle e continuità alla filiera, ribadendo al tempo stesso la necessità di mantenere alta l'attenzione sull'andamento del mercato e sul rispetto degli impegni assunti tra le parti.

L'accordo prevede una struttura del prezzo a scalare per il Nord Italia
Tra i punti evidenziati dalle organizzazioni agricole figura anche la richiesta di maggiore trasparenza nei sistemi di controllo dei dati produttivi per il 2026. L’obiettivo condiviso resta quello di garantire una maggiore difesa del reddito agricolo in un contesto che resta soggetto a variabili di mercato internazionali. Per la filiera lattiero-casearia, l’intesa raggiunta al Masaf rappresenta quindi un passaggio di continuità più che un punto di arrivo, con l’impegno delle parti a mantenere aperto il confronto nelle prossime fasi di evoluzione del mercato.