GOCCE DI TÈ
Dal mito ai documenti: ecco quando nasce davvero la cultura del tè
Le leggende fanno risalire la scoperta del tè a imperatori mitologici, ma archeologia e fonti raccontano un'altra storia. Dai primi reperti al Canone del tè, ecco quando nasce davvero la cultura della bevanda
Per raccontare la storia del tè si parte spesso da un imperatore cinese vissuto migliaia di anni fa. È una narrazione affascinante, ma priva di riscontri storici. Se si abbandonano i racconti mitologici e ci si affida alle fonti documentate, la cronologia cambia sensibilmente, distinguendo tra tradizione e prove archeologiche. L'argomento è stato affrontato da Livio Zanini, studioso della cultura del tè, nel corso di un incontro con il Tea Master Albino Ferri nella prima stanza da tè realizzata a Vicenza. Il punto di partenza è una domanda solo apparentemente semplice: da quando abbiamo una conoscenza certa del tè?
Dalle leggende ai reperti archeologic: quando il tè entra nella storia
«L'unica risposta corretta è che non lo sappiamo», osserva Zanini. «Esistono leggende che attribuiscono la scoperta del tè a imperatori mitologici, ma si tratta di racconti simbolici e non di testimonianze storiche.» Le prime prove materiali sono molto più recenti. I reperti archeologici che attestano la presenza di foglie di tè nel nord della Cina risalgono infatti al II secolo a.C.. Nello stesso periodo la pianta compare anche in alcune farmacopee, segno che il suo utilizzo era già conosciuto, seppure in contesti differenti rispetto al consumo della bevanda.
Un'altra distinzione riguarda il momento in cui il tè viene documentato come bevanda. «Il primo riferimento testuale certo al consumo del tè servito durante un banchetto risale al III secolo d.C.», spiega Zanini. È da quel momento che la ricostruzione storica può contare su fonti verificabili e non più soltanto su tradizioni tramandate nei secoli. La diffusione, tuttavia, resta inizialmente limitata. Nei primi secoli il tè viene consumato soprattutto nella Cina meridionale e rimane una bevanda poco comune.
Il Canone del tè cambia tutto
La svolta arriva nell'VIII secolo, quando viene composto il Canone del tè (Cha Jing), l'opera attribuita a Lu Yu che rappresenta il primo grande trattato dedicato alla coltivazione, alla preparazione e alla cultura del tè. «È con il Canone del tè che bere un infuso ottenuto dalle foglie della Camellia sinensis diventa una pratica consolidata e sempre più diffusa anche tra l'élite cinese», sottolinea Zanini. Il testo non si limita a descrivere una bevanda. Definisce metodi, strumenti, qualità delle acque e modalità di preparazione, contribuendo a trasformare il tè in un elemento stabile della cultura cinese.
Una distinzione che cambia anche il racconto del tè
Separare il piano della leggenda da quello della documentazione storica non significa sminuire il valore della tradizione. Al contrario, permette di comprendere come si sia costruita nel tempo una delle culture alimentari più longeve del mondo. Per chi propone il tè in un ristorante, in una sala da tè o durante un'esperienza di degustazione, conoscere questa cronologia significa raccontare il prodotto con maggiore precisione. La cultura del tè non si fonda soltanto sul fascino delle sue origini leggendarie, ma anche sulla solidità delle fonti che ne documentano l'evoluzione nei secoli.
Per maggiori informazioni:Accademia Ferri dal 1905

