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Con l'ordinanza anti alcol di Letizia Moratti, Milano ritorna la capitale morale d'Italia

Con l'ordinanza anti alcol di Letizia Moratti, Milano ritorna la capitale morale d'Italia
Con l'ordinanza anti alcol di Letizia Moratti, Milano ritorna la capitale morale d'Italia
Pubblicato il 18 luglio 2009 | 23:49

Milano torna ad essere la capitale morale d'Italia. Almeno per quanto riguarda il problema dell'abuso di alcol (e non solo) da parte dei minorenni e della gestione dei locali notturni sembra che il capoluogo lombardo voglia fare sul serio coinvolgendo ragazzini, genitori, commercianti e discoteche

Milano torna ad essere la capitale morale d'Italia. Almeno per quanto riguarda il problema dell'abuso di alcol (e non solo) da parte dei minorenni e della gestione dei locali notturni sembra che il capoluogo lombardo voglia fare sul serio. Grazie all'ordinanza del Sindaco Letizia Moratti, Milano diventa il primo Comune d'Italia ad avere un codice anti alcol e nessuno avrà più alibi. Dai ragazzini under 16 ai loro genitori che troppo spesso rinunciano al loro ruolo scaricando le colpe sulla società. E senza dimenticare quei commercianti e gestori che in nome di un facile guadagno troppo spesso hanno rinunciato a rispettare la legge che, pure, vieterebbe di somministrare bevande al di sotto di una certa età.

Certo qualcuno già si lamenta che con questo atto (che speriamo vada ben oltre il periodo sperimentale dei 120 giorni iniziali) si procede lungo la strada dei divieti e non su quella, certamente più efficace sui tempi lunghi, della convinzione e del coinvolgimento. Per la quale si sono peraltro già attivate numerose iniziative in tutta Italia in nome di quel 'Bere responsabile” che resta la via maestra. Ma vista la gravità del problema e la assoluta irresponsabilità che sembra prevalere su questo tema, non si può non plaudere all'iniziativa della Moratti. E ai soliti perbenisti che già parlano di proibizionismo ci sarebbe da chiedere se non si rendono conto che alcune loro osservazione scientificamente ineccepibile offrono però una copertura non dovuta , quasi una connivenza, ad alcuni gestori di locali notturni (discoteche in primo piano) che dal giro di vite di Milano temono un colpo ai loro facili guadagni. Una lobby potente che ha finora tirato le fila dettando le 'regole” degli esercizi pubblici a livello di istituzioni e di sindacati, infischiandosene della salute dei giovani cittadini. E anche di quelli più grandi...

Anzi, se ora si è arrivati allo stop dello sballo dei minorenni è anche perchè si è in piena Tangentopoli nella Milano notturna, dopo gli avvisi di garanzia per le licenze facili nelle discoteche che hanno coinvolto, fra gli altri, il Comandante della Polizia locale, Emiliano Bezzon, e Rodolfo Citterio, presidente del Silb, il sindacato dei locali da ballo e dirigente nazionale della Fipe. Certo non c'è alcuna relazione formale fra l'inchiesta della Procura di Milano sulle licenze dei locali notturni e l'ordinanza del Sindaco, ma è indubbio che se la Moratti ha deciso di usare il pugno di ferro è perchè il 'sistema” aveva superato ogni livello di sopportabilità e c'era l'obbligo, anche morale, di dover chiamare a maggiore responsabilità i baristi e i proprietari di quei locali meta della movida dei giovani milanesi.

Certo i divieti non bastano. La questione è molto più seria di quel che appare. Se da un lato c'è di mezzo un comportamento non proprio cristallino ed al limite della legalità di alcuni locali (che non sono certo la maggioranza per fortuna...), su cui i controlli e le sanzioni (magari da inasprire se necessario) potranno risultare efficaci, dall'altro lato va detto che l'ordinanza poco potrà fare sul piano delle famiglie dove spesso genitori e figli parlano linguaggi diversi.

Il vero punto debole di questa ordinanza è in ogni caso la sua reale applicazione ed i controlli. Così come abbiamo già osservato a proposito del più blando (ma pure significativo) intervento di Gianni Alemanno a Roma (che punta più sulla collaborazione dei commercianti che non sulle sanzioni...), se non ci saranno vigilanze e sanzioni immediate il provvedimento della giunta milanese non servirà a nulla e i ragazzini ne approfitteranno. E il banco di prova, al di là dei bollettini delle multe inflitte, non potranno che essere i luoghi della movida: se si continueranno a vedere under 16 sdraiati per terra incoscienti e tappeti di bottiglie di birra o vodka anche la signora di ferro milanese dovrà ammettere di avere perso una battaglia che, invece, le auguriamo di poter vincere alla grande, così da obbligare tutti i primi cittadini d'Italia ad imitarla in nome del Bere responsabile. Un invio che è stato rilanciato anche dal presidente del consiglio Silvio Berlusconi e che di buon grado abbiamo riproposto, non senza osservare però che le leggi vanno rispettate da tutti e che questew sono tanto più efficaci se dall'alto viene il buon esempio.   

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18/07/2009 23:49:00
5) Purtroppo l'ordinanza non risolverà i problemi....
Rispondo alla sig.ra Carla, una mamma giustamente preoccupata per il giovane figliolo, dicendole che non sarà certo questa ordinanza a risolvere il problema dell'abuso di alcol, della droga e della prostituzione. E' sempre più facile tentare di proibire qualcosa, piuttosto che educare: in famiglia in primis, nelle scuole fin dalle elementari senza demonizzare l'alcol e/o le sigarette ecc., ma spiegando ai giovani cosa è bene e cosa è male, fin da piccoli, e possibilmente dando il buon esempio in famiglia. Poi tutto il resto cade dal cielo....ed io la chiamo semplicemente " fortuna di vita ". Ciao


18/07/2009 23:49:00
4) Brava Letizia, serve pulizia nel mondo dei locali notturni
Caro direttore concordo con lei. Non sono un'estimatrice della signora Moratti (già per il fatto che si presenta col nome del marito non mi garba...) e tanto meno una sua elettrice, ma non posso che essere totalmente con lei. La sua ordinanza rimette finalmente le cose in regola e obbliga tutti a fare i conti con un problema snobbato solo per interesse o comodità. Per noi genitori è una chiamata al senso di responsabilità a cui troppe volte, per non avere storie in casa, abbiamo rinunciato. Il fatto che ci possa essere cominicato che nostro figlio ha preso una sanzione per aver bevuto alcol ci mette nella condizione di tirare la testa fuori dalla sabbia. E allo stesso modo le sanzioni ai troppi disinvolti baristi che fanno finta di non risconoscere l'età dell'adolscente che hanno davanti passandogli ora dopo ora bicchieri e bottiglie che sono un autentico veleno è un atto dovuto che fa onore al Sindaco di Milano. Il tutto in contesto che, come ha acutamente sottolineato lei direttore (forse l'unico in Italia da quel che leggo finora), pemette alla signora Moratti di fare un po' di pulizia in quella foresta nera del mondo dei locali notturni dove, saltati alcuni equilibri di potere che legavano le mani a tutti, sarà forse possibile ora procedere speditamente, e con l'accetta, per portare ordine, pulizia e trasparenza. Basterebbe ricordare che oltre all'alcol in molti locali ci sono la droga o i giri di prostituzione delle minorenni. Brava Letizia. Stavolta sono proprio con lei.


18/07/2009 23:49:00
3) Ma perchè non si son fatte rispettare le leggi finora? I bar non alimentano certo l'alcolismo...

Il proibizionismo Milanese. Con polemica. Sicuramente l'azione del sindaco Milanese, con l'introduzione delle sanzioni, avrà un beneficio alle casse comunali. Io parlo da serio professionista, che ha sempre negato di dar bere ai ragazzi sotto una certa età. Cominciamo a dire che in certi locali dove vi è la sicurezza alla porta i minorenni non entravano già da prima. Però che dire di quei locali, comprese certe discoteche, che invece i ragazzini, soprattutto alla domenica pomeriggio, li facevano entrare fino all'altro giorno e somministravano tranquillamente alcolici? Benchè si sappia chi siano non mi risulta che abbiano mai avuto la licenza revocata!
Poi fin l'altro giorno questi ragazzini potevano approvvigionarsi ai supermercati, dove ora si è prevenuto esponendo i cartelli dicendo chiaramente che non si vendeva alcool ai ragazzi minori di 16 anni (io però lo vieterei fino a i 18 anni). E fino a ieri si dava la colpa ai barisiti: parliamoci chiaro nei bar o discoteche con i prezzi che ci sono non si potevano ubriacare i ragazzini. Non credo che tutti potessero o possano disporre di grosse somme. I miei studenti alla scuola alberghiera, di 14-15-16 anni, mi dicono che vanno al bowling o in certi bar e gli vengono serviti i gin lemon, la vodka alla pesca etc. Ma uno, massimo due, per quelli con più soldi. Di più non ne potevano acquistare e di ubriacarsi non se ne parlava. Allora tutta questa massa di ragazzini alcolizzati, che io personalmente, e centinaia di miei colleghi con me, non abbiamo mai visto, da dove li han tirati fuori?
Possibile che io e i miei colleghi che stiam nei bar dalla mattina alla sera questo fenomeno dell'alcolismo ai ragazzini o di ragazzini ubriachi praticamente tutti i week end non ne abbiam mai riscontrato il fatto? Ora si vuol fare il proibizionismo, in uno Stato, quello italiano, dove siamo all'ultimo posto in Europa (per fortuna) sia per consumo d'alcool che per alcolismo. Quindi tutto questo allarme? A 14-16 anni anche io e milioni di miei coetanei andavamo in discoteca al sabato o alla domenica, bevevamo la birra, qualche gin fizz o gin lemon (parlo di oltre 30 anni fa) esattamente come oggi. Le sbronze da ragazzino me le son prese, ma rubando la bottiglia di grappa o di vino dall'armadio bar del salotto di mia madre, ma solo per bravata. Unavolta o due in totale. Ma ricordo benissimo che mai si parlava di queste problematiche di ragazzini. Forse che allora noi ragazzini non eravamo considerati? E si che il consumo di alcolici in quegli anni era superiore a oggi.
No è che allora vi erano altri problemi da tener in primo piano. Oggi forse son questi i problemi che si devon tener in primo piano.
Sono altre le inizaitive che si dovrebbero prendere. Smetterla di considerare il bar locale pubblico e il barista il servitore al servizio di chiunque. Dove è obbligato a dare servizio di toilette gratis, altrimenti arrivano i vigili. Dove se un barista non vuol servire o far entrare nel suo locale personaggi equivoci, maleducati o malvestiti, è obbligato a farli entrare perchè è locale pubblico. Oppure deve sopportare l'ubriaco che arriva e non può rifiutarsi di servirlo con analcolici invitandolo ad andarsene perchè il locale è pubblico. E chiunque potrebbe andare in questi casi a chiamare un vigile e denuciare il barista. Situazioni di questo tipo me son capitate tante nella mia carriera.

Quando arriverà una legge seria che faccia rispettare le dosi da somministrare? 3 cl. la dose di alcol e se ne vuoi un'altra paghi doppio. Come avviene in tutto il mondo, da noi no. Esiste la legge, ma nessuno la fa rispettare, e il barista non può sostituirsi alla legge. Provate a dare una giusta dose di alcool di 3 cl. e poi vedrete la reazione dei clienti, e solo perchè la legge non è applicata in modo serio. è su questo che si deve intervenire, chiudere i bar che non rispettano i dosaggi. Chiamare le forze dell'ordine e far sanzionare i clienti che esigono o non vogliono pagare per il giusto dosaggio, cosi come avviene in tutto il mondo anglossassone, dove i cienti lo sanno e nessuno si sogna di esigere dosaggi maggiori senza pagare per ogni singolo shoots.

Forse allora è l'educazione sul consumo dell'alcool che manca? Credo proprio di sì. Sicuramente concordo con il divieto di vendere alcool ai minori di 16 anni (io insiste il divieto dovrebbe essere ai minori di 18 anni): non concordo con le sanzioni però. è chiaramente un modo per far cassa. Allora mettiamo la multa anche ai ragazzini con meno di 16 anni che fumano, le strade son piene, e il fumo non fa forse male come l'alcool? No signori, queste mosse che servono solo oltre che far cassa anche per avere consenso politico, non sono la strada giusta. Almeno questi soldi delle sanzioni si potrà sapere come verranno investiti? Spero per fare prevenzione ai giovani e iniziare a fare informazione nelle scuole su cosa è l'alcol e i danni che provoca. Ma anche dire che consumato in modo limitato può apportare benefici, altrimenti, signori, dobbiam vietare anche il vino, anche quello è alcol no?



18/07/2009 23:49:00
2) Basterebbe un pò di buon senso per "tornare alla normalità"
Caro Direttore, l'Italia - lo sappiamo bene - è purtroppo il paese delle "grida manzoniane" che servono come alibi (a buon mercato) per chi le emette, salvo poi (nei fatti) essere puntualmente disattese... é nel DNA del nostro popolo "fare la faccia cattiva" (a parole) per poi far seguire, immancabilmente, comportamenti lassisti e... lascivi... Da ex operatore del diritto conosco bene questa faccenda del "bastone e della carota" , cioè pene edittali mostruosamente sproporzionate rispetto alla gravità dei comportamenti che non vengono, per fortuna, quasi mai applicate per l'intero dai Giudici. Basterebbe un pò di BUON SENSO per "tornare alla normalità" ma - purtroppo - questa preziosa "merce" scarseggia, al momento, nel nostro malandato paese...


18/07/2009 23:49:00
1) Purtroppo l'ordinanza non risolverà i problemi....
Rispondo alla sig.ra Carla, una mamma giustamente preoccupata per il giovane figliolo, dicendole che non sarà certo questa ordinanza a risolvere il problema dell'abuso di alcol, della droga e della prostituzione. E' sempre più facile tentare di proibire qualcosa, piuttosto che educare: in famiglia in primis, nelle scuole fin dalle elementari senza demonizzare l'alcol e/o le sigarette ecc., ma spiegando ai giovani cosa è bene e cosa è male, fin da piccoli, e possibilmente dando il buon esempio in famiglia. Poi tutto il resto cade dal cielo....ed io la chiamo semplicemente " fortuna di vita ". Ciao



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