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giovedì 15 gennaio 2026  | aggiornato alle 13:36 | 116797 articoli pubblicati

Carnevale, ciaspole, Vietnam o Sanremo, tanti i viaggi invernali "oltre l’evento" con CHECK-IN

Dai riti del Carnevale italiano alle nuove forme di turismo invernale, passando per territori che esistono oltre i grandi eventi, capitali culturali in rinascita e mete internazionali sempre più accessibili

di Alberto Lupini
direttore
 
15 gennaio 2026 | 10:30

Carnevale, ciaspole, Vietnam o Sanremo, tanti i viaggi invernali "oltre l’evento" con CHECK-IN

Dai riti del Carnevale italiano alle nuove forme di turismo invernale, passando per territori che esistono oltre i grandi eventi, capitali culturali in rinascita e mete internazionali sempre più accessibili

di Alberto Lupini
direttore
15 gennaio 2026 | 10:30
 

Nel nuovo numero di CHECK-IN raccontiamo un modo di viaggiare che inizia quando si spengono i riflettori. È quello che attraversa territori, comunità e paesaggi senza inseguire il clamore, ma cercando significato, continuità e relazioni autentiche. In Italia come all’estero, il turismo sta riscoprendo luoghi e forme di ospitalità capaci di raccontarsi nel tempo, costruendo esperienze che restano anche dopo il ritorno.

Il Carnevale italiano, lontano dalle sue espressioni più note, è uno dei primi esempi di questo racconto profondo. Da Acireale a Tricarico, da Offida a Oristano e Sciacca, la festa diventa rito collettivo, memoria condivisa e linguaggio identitario. Le maschere arcaiche, i gesti simbolici e le processioni non sono spettacolo, ma strumenti attraverso cui le comunità continuano a riconoscersi e a trasmettere valori. A Venezia, il Londra Palace racconta un altro tipo di eccellenza: quella della storia che dialoga con l’ospitalità contemporanea. Dalle suite dedicate a Cajkovskij alle terrazze sulla laguna, ogni soggiorno diventa parte del racconto della città.

Lo stesso bisogno di senso attraversa oggi la montagna invernale. Sempre più viaggiatori scelgono la neve senza sci, trasformando il paesaggio in esperienza da vivere lentamente. Camminare tra borghi innevati, sostare in rifugi, esplorare culture gastronomiche locali significa restituire centralità al territorio, dove la natura non è consumo ma contesto.

In questo scenario si inseriscono i family hotel tra Alto Adige e Tirolo, strutture che interpretano la montagna come spazio accessibile. Piste dolci, tappeti mobili, aree gioco e servizi dedicati permettono ai bambini di scoprire la neve in sicurezza, mentre gli adulti trovano comfort e relax. L’ospitalità diventa così un patto tra generazioni, capace di creare ricordi condivisi. Ad Avelengo, lo Chalet Mirabell traduce il lusso in spazio, luce e benessere, con una spa panoramica e ambienti pensati per ritmi diversi. 

Anche le destinazioni più esposte mediaticamente custodiscono un secondo racconto. Durante il Festival, Sanremo concentra l’attenzione globale, ma è nel resto dell’anno che il Ponente ligure rivela la sua identità più profonda. Dalla Pigna a Bussana Vecchia, da Taggia a Triora, fino a Dolceacqua e Cervo, emerge un paesaggio fatto di mare, entroterra e borghi sospesi nel tempo.

Il viaggio continua verso l’entroterra, dove L’Aquila, Capitale italiana della Cultura 2026, si prepara a un nuovo capitolo della sua storia. I numeri raccontano una crescita costante di arrivi e presenze, ma è il valore simbolico a rendere questo percorso significativo. Dopo le ferite del terremoto, la città torna protagonista attraverso il suo patrimonio artistico, culturale e paesaggistico.

Sono spesso hotel e ristoranti a trasformare un soggiorno in esperienza. A Nomos Ante, la cucina di Giulio Zoli sceglie la via dell’essenzialità: tecnica, studio e prodotto diventano strumenti per costruire piatti riconoscibili, capaci di parlare senza sovrastrutture. Un approccio che riflette una visione matura dell’alta ristorazione.

Fuori dall’Europa, il Vietnam rappresenta una sintesi efficace di questo nuovo modo di viaggiare. Baie iconiche, città dinamiche, resort sul mare e una cucina identitaria convivono con infrastrutture moderne e servizi efficienti. Una destinazione capace di accogliere senza perdere carattere, diventando punto di incontro tra culture e aspettative diverse.

Dai Carnevali italiani alle metropoli asiatiche, passando per borghi, montagne e capitali culturali, emerge un filo comune: il viaggio come atto di ascolto. Non una fuga, ma un modo per entrare in relazione con i luoghi, lasciando che siano loro a raccontarsi.

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
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